Riscatto previdenziale di periodi non coperti da contribuzione e riscatto di periodi di studio universitario - Diario Quotidiano del 24 Luglio 2020

Nel DQ del 24 Luglio 2020:
1) Ecobonus: al via i nuovi contributi per moto e scooter elettrici o ibridi
2) Esclusione dall’appalto se la stazione appaltante scopre che l’operatore economico è moroso con fisco e contributi
NOTIZIA IN EVIDENZA – 3) Riscatto di periodi non coperti da contribuzione e riscatto di periodi di studio universitario: trattamento fiscale
4) Anticipata la pubblicazione degli elenchi del 5 per mille 2019
5) Importazioni in esenzione dai dazi e dall’Iva: l’iscrizione all’Albo dei beneficiari va fatta prima
6) Co.co.co.: se manca il progetto, in automatico, scatta l’assunzione a tempo indeterminato
7) Guida pratica fiscale al Superbonus del 110%: ecobonus potenziato esteso alle seconde case
8) Nuovi ammortizzatori sociali: se gestiti con le solite modalità porteranno ad ulteriori disastri
9) Patto di famiglia e passaggio generazionale dell’impresa sotto la lente dei commercialisti
10) Revisione negli Enti Locali: quaderni I e II pubblicato dal Cndcec

Diario quotidiano di notizie fiscali aggiornate3) Riscatto previdenziale di periodi non coperti da contribuzione e riscatto di periodi di studio universitario: trattamento fiscale

Se la domanda per il riscatto previdenziale viene prodotta dal genitore che ne sosterrà anche il relativo onere, lo stesso potrà portare in detrazione dall’imposta lorda l’onere del riscatto nella misura del 50% di quanto versato in ogni singolo periodo di imposta, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento e in quelli successivi.

Lo precisa l’Agenzia delle entrate nella risposta n. 225 del 23 luglio 2020.

 

Riscatto previdenziale di periodi non coperti da contribuzione

La detrazione dall’imposta lorda, a seguito del riscatto previdenziale di periodi non coperti da contribuzione, spetta nella misura del 50% di quanto pagato (criterio di cassa) in ogni singolo periodo di imposta da ripartire in cinque quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento e in quelli successivi.

Per conseguenza, in caso di rateizzazione dell’onere in 120 rate mensili (10anni), per il primo anno (anno n) la detrazione sarà pari al 50% della somma effettivamente versata nell’anno n e sarà ripartita nel medesimo anno e nei successivi 4 anni (n+1, n+2, n+3, n+4) in cinque quote di pari importo.

Tale modalità di calcolo sarà seguita per tutto il piano di rateizzazione, per cui per il decimo anno di rateizzazione (n+9) la detrazione sarà sempre pari al 50% per cento della somma effettivamente versata nell’anno (n+9) e sarà ripartita nel medesimo anno e nei successivi 4 anni (n+10, n+11, n+12, n+13).

 

Riscatto di laurea agevolato

Con riferimento al “riscatto di laurea agevolato” di cui al Dlgs 30 aprile 1997, n. 184, l’Agenzia delle entrate rileva che il comma 6 dell’articolo 3 dello stesso Dl n. 4 del 2009, ha introdotto un diverso criterio di calcolo dell’onere di riscatto dei periodi di studio universitario da valutare nel sistema contributivo, mediante l’inserimento all’articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, del comma 5-quater, il quale prevede:

«la facoltà di riscatto di cui al presente articolo dei periodi da valutare con il sistema contributivo. In tal caso, l’onere dei periodi di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell’assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigenti alla data di presentazione della domanda».

In relazione alle novità introdotte dalle neo disposizioni, l’INPS, con circolare del 25 luglio 2019, n. 106, ha precisato che il comma 5-quater dell’articolo 2del d.lgs. n. 184 del 1997, non ha istituito una nuova tipologia di riscatto, ma ha soltanto introdotto un diverso criterio di calcolo dell’onere di riscatto del corso di studi universitari che si colloca nel sistema contributivo della futura pensione.

Resta immutato il quadro normativo di riferimento per tutti gli altri profili non interessati dal citato comma 5-quater e sono quindi confermate le istruzioni fornite dall’Istituto con le circolari ed i messaggi pubblicati in materia di riscatto del corso legale di studi effettuato ai sensi dell’articolo 2 del d.lgs. n. 184 del 1997.

Ai fini fiscali, pertanto, restano confermate le istruzioni impartite con la circolare 31 maggio 2019, n. 13/E, ove si precisa che se i contributi sono versati a favore degli “inoccupati” da familiari di cui gli stessi risultino “fiscalmente a carico”, a tali contribuenti spetta una detrazione nella misura del 19% dei contributi medesimi.

Se, invece, il soggetto per il quale si richiede il riscatto degli anni di laurea è stato iscritto, anche solo in passato, ad una qualsiasi gestione previdenziale, i contributi di riscatto sono deducibili ai sensi dell’art. 10 del TUIR.

Dunque, l’Agenzia delle entrate precisa che la…

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