Rapido esame di alcuni ulteriori interventi dell’Agenzia delle Entrate in materia di Bonus Facciate

Bonus Facciate: presentiamo alcuni chiarimenti del Fisco sul diverso trattamento degli interventi volti alla riqualificazione delle facciate, a seconda che l’intervento riguardi l’azienda pubblica o il contribuente.
Partendo dalle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2020 esaminiamo il punto di vista dell’Agenza delle Entrate sulla spettanza o meno della detrazione.

bonus facciate 2020 cosa comprendeL’azienda pubblica che provveda a restaurare la facciata di alcuni degli immobili di sua proprietà e, facendolo, pone in essere anche interventi finalizzati alla riqualificazione energetica dell’involucro degli stessi, ha la facoltà di avvalersi di una sola delle relative agevolazioni (“eco-bonus” oppure “bonus -facciate”).

Viceversa, i contribuenti che rinnovano l’aspetto di un edificio situato in un’area assimilabile alle zone A e B descritte nel decreto n. 1444/1968 (dove gli immobili oggetto di lavori per cui si intende usufruire delle agevolazioni, devono ricadere), per accedere al bonus, devono ottenere una certificazione urbanistica dall’ente competente e non da un semplice professionista.

Queste sono, in estrema sintesi, le conclusioni cui è giunta l’Agenzia delle Entrate nelle risposte nn. 179 e 182, diramate in data 11 giugno 2020.

(Per approfondire…“Misure fiscali di interesse nel settore costruzioni in Legge di Bilancio 2020: il Bonus facciate”)

In entrambi i casi, la disposizione di partenza è la legge di bilancio 2020 (articolo 1, commi 219 e successivi, Legge n. 160/2019), che ha introdotto l’inedito sconto fiscale, ma il punto di riferimento indiscusso, ai fini del ragionamento svolto da parte dell’Agenzia, è la circolare n. 2/2020, emanata dalla Direzione Centrale Persone Fisiche, Lavoratori Autonomi ed Enti non Commerciali e titolata “Detrazione per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti prevista dall’articolo 1, commi da 219 a 224 della legge 27 dicembre 2019 n. 160 (Legge di bilancio 2020)”.

Diverso è l’ambito in cui si muove la Risposta n. 185 del 12 giugno 2020 dell’Agenzia delle Entrate, avente oggetto: “Bonus facciate – lavori di restauro della facciata esterna e dei balconi – Articolo 1, commi da 219 a 223, della legge 27 dicembre 2019, n. 160”.

In questo caso si tratta della risposta ad una serie di quesiti posti da un contribuente in merito ad al trattamento agevolativo accessibile per alcuni lavori di restauro della facciata esterna e dei balconi di un edificio residenziale.

 

Esaminiamo punto per punto i tre documenti di prassi citati:

Risposta n. 179

“Detrazione delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti di cui all’articolo 1, commi da 219 a 224, della legge 27 dicembre 2019, n.160. Soggetti e immobili interessati.”

Il documento di prassi, nel caso di specie, riguarda un quesito posto da parte di un’azienda di natura pubblica che ha richiesto chiarimenti in merito alla possibilità (o meno) di utilizzare le agevolazioni fiscali del cosiddetto “bonus facciate” per ogni tipologia di immobili (residenziali e non), per tutte le categorie di contribuenti ed in riferimento a spese che sono state sostenute per la realizzazione dell’isolamento termico degli edifici. Il parere dell’Agenzia ha chiarito che:

  • sotto il profilo soggettivo, la detrazione riguarda le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, le società semplici, le associazioni tra professionisti e i soggetti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, enti, società di persone, società di capitali) residenti, ed anche non residenti, nel territorio dello Stato, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo e sostengono le spese nel corso del 2020, a prescindere dalla tipologia di reddito percepito;
     
  • sotto il profilo oggettivo, l’accesso al beneficio è ammesso a fronte di interventi finalizzati al recupero o restauro della “facciata esterna”, interventi che siano stati realizzati su edifici, o anche parti di edifici esistenti, oppure su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale essi siano, comprese quelle strumentali, esclusivamente sulle “strutture opache della facciata, su…
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