Quando è possibile ricorrere contro il diniego di autotutela? - Diario Quotidiano del 28 Luglio 2020

Nel DQ del 29 Luglio 2020:
1) Tariffe della TARSU: delibere disapplicabili d’ufficio dal giudice tributario
2) Cellulari: anche gli enti locali devono pagare la tassa sugli abbonamenti telefonici
3) Anche le società di intermediazione immobiliare possono essere occasionali
4) Riscossione dei contributi dovuti a favore dell’AGCM
5) Atto di divisione di beni provenienti da comunione ereditaria tassato con l’aliquota dell’1%
6) E’ il giudice ordinario che decide sulla natura risarcitoria delle somme riconosciute al lavoratore
NOTIZIA IN EVIDENZA 7) Quando è possibile ricorrere contro il diniego dell’autotutela?
8) Non valgono come prova le dichiarazioni degli amministratori di società cartiere
9) Zona franca Sardegna, agevolazioni alle micro e piccole imprese da utilizzare in compensazione in F24: il codice tributo
10) Versamenti volontari del settore agricolo anno 2020
11) Tax credit sale cinematografiche e Prassi Fisco del 28 luglio 2020
12) Reddito/Pensione di Cittadinanza: tempistiche per la fruizione
13) La nuova agibilità e la modulazione delle clausole contrattuali

diniego di autotutelaQuando è possibile ricorrere contro il diniego di autotutela?

Il sindacato del giudice tributario sul provvedimento di diniego dell’annullamento dell’atto tributario divenuto definitivo è consentito solo qualora ricorrano ragioni di rilevante interesse generale dell’Amministrazione finanziaria alla rimozione dell’atto, originarie o sopravvenute.

Lo stabilisce la Commissione Tribunale Regionale per l’Umbria, con la sentenza del 18/02/2020 n. 59/1, resa in tema di “Diniego autotutela – Impugnazione – Ammissibilità- Criteri”.

Secondo quanto affermato in tale decisione, avverso il diniego dell’Amministrazione di esercitare il potere di autotutela può essere proposta impugnazione solo per allegare eventuali profili di illegittimità del rifiuto e non per contestare la fondatezza della pretesa tributaria.

Alla luce di tale principio, recentemente ribadito dalla Suprema Corte con la sentenza 24033/19, la CTR dell’Umbria ha rigettato l’appello del contribuente.

Secondo quanto deciso dai giudici di Cassazione, precisa la CTR, il sindacato del giudice tributario sul provvedimento di diniego dell’annullamento dell’atto tributario divenuto definitivo è consentito solo qualora ricorrano ragioni di rilevante interesse generale dell’Amministrazione finanziaria alla rimozione dell’atto, originarie o sopravvenute.

E’, invece, escluso che possa essere accolta l’impugnazione dell’atto di diniego proposta dal contribuente che contesti, come nel caso di specie, i vizi dell’atto impositivo che lo stesso avrebbe potuto far valere in giudizio prima che la pretesa tributaria divenisse definitiva.

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A cura di Vincenzo D’Andò

Mercoledì 29 luglio 2020

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