Se gli immobili sono abusivi decade il diritto al superbonus

Sarà necessario partire da una situazione regolare per evitare non solo la perdita del bonus ma anche le relative sanzioni edilizie.
I Comuni dovranno poi applicare il principio che vieta in assoluto interventi su situazioni abusive non condonate: se l’immobile presenta fattispecie di abuso edilizio non è accessibile l’agevolazione prevista dal decreto Rilancio

immobili abusivi decade superbonusSempre che, nella tumultuosa, e spesso contraddittoria, produzione legislativa di questi ultimi mesi non spunti qualche novità dell’ultimo minuto, il recupero di facciate ed impianti, gli interventi di consolidamento strutturale (interventi in funzione antisimica) e le spese necessarie per migliorare il rendimento energetico degli edifici esistenti dovrebbero, il condizionale, anche in questo caso, è d’obbligo, essere sostanzialmente pagati dallo Stato.

(Per approfondire…“Superbonus 110%: l’ecobonus e il sisma bonus potenziati dal Decreto Rilancio” di Gianfranco Costa e Alberto De Stefani)

 

Immobili e superbonus: le detrazioni del Decreto Rilancio

Con il Decreto Legge. 34 del 19 maggio 2020 (Decreto Rilancio) il legislatore è intervenuto in materia di detrazioni fiscali relativamente alle citate tipologie di interventi con gli articoli 119 e 121, introducendo nell’articolo 14 del Decreto Legge 4 giugno 2013 n. 63 (che regola la detrazione conseguente alla riqualificazione energetica degli immobili – cd. “ecobonus”) le seguenti modifiche:

  1. la detrazione si applica nella misura del 110% delle spese sostenute e documentate;
     
  2. riguarda le spese sostenute dal contribuente tra il 1° luglio 2020 ed il 31 dicembre 2021;
     
  3. la detrazione deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo (in luogo delle attuali dieci quote annuali);
     
  4. riguarda esclusivamente i seguenti interventi:
     

    1. isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo (trattasi del cd. “cappotto termico”).
      La detrazione per questo tipo di interventi ha, quale limite di importo, la somma di euro 60.000 per ogni unità immobiliare che compone l’edificio di cui fa parte;
       
    2. lavori sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione e con determinate caratteristiche indicate nello stesso decreto e da un regolamento UE (811/2013) cui il decreto fa rinvio.
      La detrazione per questo tipo di interventi ha, quale limite di importo, la somma di euro 30.000 per ogni unità immobiliare che compone l’edificio di cui fa parte ed è riconosciuta anche per le spese di smaltimento e bonifica dell’impianto sostituito;
       
    3. lavori sugli edifici unifamiliari finalizzati alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua sanitaria a pompa di calore e con altre le altre caratteristiche tecniche che vengono indicate dal decreto.
      La detrazione per questo tipo di interventi ha, quale limite di importo, la somma di euro 30.000 ed è riconosciuta anche per le spese di smaltimento e bonifica dell’impianto sostituito.

 

Il superbonus 110%

L’aliquota di detrazione del 110% si applica anche a tutti gli altri interventi finalizzati ad incrementare l’incremento dell’efficienza termica di cui all’articolo 14 del Decreto Legge n. 63/2013 (convertito in Legge n. 90/2013) nei limiti di spesa individuati da tale normativa per ciascun intervento a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui ai sopraelencati numeri 1-2-3.

Al fine di poter conseguire la maggiore detrazione prevista, tutti gli interventi sopra elencati (compresi pertanto quelli indicati ai numeri 1-2 e 3) devono assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio ovvero se ciò non risultasse essere materialmente possibile (perché, ad esempio, l’edificio è già classificato in una classe energetica appena sottostante a quella massima prevista) il conseguimento della classe energetica più alta da certificare mediante Attestato di Prestazione Energetica ante e…

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