Estinzione della Società: responsabilità dei soci - Diario Quotidiano dell'8 Luglio 2020

Nel DQ dell’8 Luglio 2020:
1) TARSU: irretroattività delle denunce di variazione della superficie
NOTIZIA IN EVIDENZA – 2) Estinzione della Società: responsabilità dei soci
3) Entrate tributarie: nei primi cinque mesi 2020 gettito pari a 149,7 miliardi
4) Modalità di riscossione del Canone RAI
NOTIZIA IN EVIDENZA – 5) Sanzioni in caso di credito d’imposta non spettante
6) Compensazione dei crediti: nuove regole per tutti
7) Indennità per il mese di maggio 2020 dei co.co.co.: chiarimenti dall’INPS
8) Decreto semplificazione: Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale, approvato decreto legge “salvo intese”

estinzione società responsabilità soci2) Estinzione della Società: responsabilità dei soci

La cancellazione dal registro delle imprese, pur determinando l’estinzione della società, non comporta la scomparsa dei debiti che la società aveva nei confronti dei terzi (Cassazione sentenze n. 6070/13 e 6071/13). Per tali debiti sussiste la responsabilità dei soci nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione o totalmente, se illimitatamente responsabili.

Dunque, a norma dell’art. 2495 codice civile i creditori possono agire nei confronti dei soci dell’estinta società di capitali sino alla concorrenza di quanto gli stessi hanno riscosso in base al bilancio finale di liquidazione, così come nei riguardi del liquidatore se il mancato pagamento è dipeso da sua colpa.

Nel caso di specie, la CTR lombarda dichiara la legittimità degli avvisi di accertamento emessi a fronte dell’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi, data l’esistenza di plusvalenze frazionate ai sensi dell’art. 86 del D.P.R. 917/86.

Ne consegue che, alla luce di una presunta distribuzione delle plusvalenze tra i soci, salvo prova contraria, l’estinzione della società ha comportato una loro responsabilità solidale nei confronti del debito contestato dall’Erario.

(Sentenza del 20/05/2020 n. 789/2 – CTR per la Lombardia)

***

5) Sanzioni in caso di credito d’imposta non spettante

Quando il credito d’imposta è esistente ma il suo utilizzo avviene in misura superiore a quello spettante si applica una sanzione pari al 30% del credito utilizzato.

Nell’ambito dell’irrogazione di sanzioni tributarie non penali irrogate nei confronti del contribuente, che abbia indebitamente utilizzato in compensazione un credito di imposta, infatti, il legislatore ha operato un’importante distinzione tra credito “non spettante”, come nel caso di specie, e “credito inesistente”.

A quest’ultima fattispecie, precisano i giudici bolognesi, appartengono, invece, i casi in cui manca del tutto il presupposto costitutivo del credito e la sanzione irrogata varia dal 100 al 200 % della misura del credito.

(Sentenza del 3/02/2020 n. 365/7 – CTR per l’Emilia-Romagna)

A cura di Vincenzo D’Andò

Mercoledì 8 Luglio 2020

 

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