Agenzia delle Entrate fa retromarcia: ecobonus e sismabonus riconosciuti anche alle imprese

Dopo vari cambi di rotta, l’Agenzia Entrate conferma la sua posizione nei confronti dei beneficiari di ecobonus e sismabonus. Le precisazioni sull’estensione del beneficio alle imprese.

Ecobonus sismabonuis impreseL’Agenzia Entrate su ecobonus e sismabonus: l’agevolazione spetta anche alle imprese

Con la Risoluzione del 25 giugno 2020 n. 34 l’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Persone Fisiche, Lavoratori Autonomi ed Enti non Commerciali, titolata: “Detrazioni per riqualificazione energetica (cd. ecobonus) e per interventi antisismici (cd. sisma bonus) – Applicabilità agli interventi eseguiti da titolari di reddito di impresa su immobili diversi da quelli strumentali”, pubblicata il giorno 25 giugno u.s., cede all’interpretazione giurisprudenziale e torna sui suoi passi, ribaltando i precedenti chiarimenti al fine di riconoscere l’ecobonus e il sismabonus per tutti gli interventi effettuati dalle imprese.

(Per approfondire…“Sconto diretto in fattura per Ecobonus e Sismabonus: un approfondimento ragionato”)

 

Il cambio di rotta dell’Agenzia Entrate

Sul punto è importante ricordare che, con la Risoluzione del 15 luglio 2008 n. 303 – Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Normativa e Contenzioso titolata “Istanza di Interpello – art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 – Art. 1, legge 27 dicembre 2006, n. 296- detrazione- IRPEF- 55%” aveva escluso la possibilità di fruire del beneficio dell’ecobonus per le società esercenti attività di costruzione e ristrutturazione edilizia che eseguono interventi di riqualificazione energetica su immobili merce, costituenti l’oggetto dell’attività esercitata e non cespiti strumentali.

La successiva risoluzione Risoluzione del 1° agosto 2008, n. 340, emanata da parte dell’Agenzia delle Entrate Direzione Centrale Normativa e Contenzioso e titolata: “Istanza d’Interpello ai sensi dell’articolo 11 della Legge n. 212 del 2000 – Immobiliare ALFA. – IRPEF/IRES – Agevolazioni fiscali per gli interventi volti al risparmio energetico (art. 1, commi 344 e seguenti, legge 27 dicembre 2006, n. 296)” era successivamente intervenuta per precisare che, per quanto concerne la fruizione della detrazione da parte delle società o, più in generale, da parte dei titolari di reddito d’impresa, si deve ritenere che la stessa competa con esclusivo riferimento ai fabbricati strumentali da questi utilizzati nell’esercizio della propria attività imprenditoriale.

Con il citato documento di prassi è stato conseguentemente escluso il riconoscimento del beneficio in esame ad una società esercente attività di pura locazione, in relazione ad interventi eseguiti su immobili adibiti alla locazione abitativa, poiché costituenti l’oggetto dell’attività esercitata e non cespiti strumentali”.

La tesi sostenuta dall’Agenzia delle Entrate nelle due citate risoluzioni ha generato un cospicuo contenzioso, che l’ha vista, in numerosi casi, soccombente: d’altra parte, nessuna norma di legge espressamente esclude la possibilità di beneficiare del bonus energia nei richiamati casi.

 

Ecobonus e sismabonus: il parere della Cassazione

Ed infatti, la Corte di Cassazione ha precisato, con più pronunce, che:

Il beneficio fiscale, …, di cui all’articolo 1, comma 344 e seguenti, della legge n. 296/2006 e al decreto del ministero dell’economia e delle finanze del 19 febbraio 2007, per le spese documentate relative ad interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, spetta ai soggetti titolari di reddito d’impresa (incluse le società), i quali abbiano sostenuto le spese per l’esecuzione degli interventi di risparmio energetico su edifici concessi in locazione a terzi” (cfr. Cassazione, nn. 19815/2019, 19816/2019, 29162/2019 e 29164/2019) ovvero “su edifici riassegnati ai soci” (cfr. Cassazione, n. 29163/2019).

D’altra parte, come evidenza la Corte di Cassazione, la distinzione tra “immobili strumentali”, “immobili merce” e “immobili patrimonio” incide solo sul piano contabile e fiscale e non è contemplata dall’articolo 1, comma 344, Legge n. 296/2006 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (“Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, relative ad interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che conseguono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20 per cento rispetto ai valori riportati nell’allegato C, numero 1), tabella 1, annesso al Decreto Legilativo 19 agosto 2005, n. 192, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo .

 

Le conclusioni dell’Agenzia Entrate su ecobonus e sismabonus

Alla luce dell’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale, l’Agenzia delle Entrate ha quindi ritenuto che:

la detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica, di cui all’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge n. 296 del 2006 (e successive proroghe e modificazioni), spetti ai titolari di reddito d’impresa che effettuano gli interventi su immobili da essi posseduti o detenuti, a prescindere dalla qualificazione di detti immobili come “strumentali”, “beni merce” o “patrimoniali”.

Analogo riconoscimento deve essere operato, per ragioni di coerenza sistematica, agli interventi antisismici eseguiti su immobili da parte di titolari di reddito di impresa, ai fini della detrazione di cui all’articolo 16, comma 1-bis e ss., del Decreto Legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 (cd. “sisma bonus”)”.

 

A cura di Massimo Pipino

Lunedì 6 luglio 2020

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