Superbonus al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021: una panoramica

Ai fini della fruizione del cosiddetto “superecobonus” al 110%, previsto dal Decreto Rilancio del 19 maggio 2020, devono essere considerate esclusivamente le spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 sino al 31 dicembre 2021, in ossequio al principio di cassa. Sarà quindi consentito beneficiare dell’aliquota maggiorata per le sole spese sostenute nel suddetto periodo a prescindere dalla data in cui sono state effettivamente poste in essere le opere.
Fermo restando il diritto riconosciuto al contribuente di esercitare l’opzione per la cessione del credito di imposta o lo sconto in fattura dell’importo corrispondente alla detrazione, rileverà la data del bonifico effettuato dal singolo proprietario o dall’amministratore di condominio, anche relativamente a lavori avviati prima del prossimo mese di luglio.

superbonus 110 per cento spese sostenuteCome noto il cosiddetto Decreto Rilancio (Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34 – “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”) ha previsto l’introduzione del superbonus 110 per cento, ossia il potenziamento delle agevolazioni già esistenti finalizzate ad incentivare la realizzazione di interventi di risparmio energetico sul patrimonio edilizio esistente a prescindere dal suo classamento catastale o di adeguamento antisismico.

L’articolo 119, comma 1 del decreto in parola innalza al 110% la percentuale della detrazione ai fini IRPEF/IRES spettante per gli interventi di riqualificazione energetica riguardanti l’isolamento termico sull’involucro degli edifici (c.d. cappotto termico), la sostituzione di caldaie con impianti a pompe di calore o a condensazione e gli interventi per l’adozione di misure antisismiche (“1. La detrazione di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento, per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo”).

(Per approfondire…“Superbonus 110%: l’ecobonus e il sisma bonus potenziati dal Decreto Rilancio” di Gianfranco Costa e Alberto De Stefani)

 

Come si concretizza il Superbonus edilizio al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021

Con il decreto Rilancio il legislatore ha provveduto a definire quale sia il perimetro di utilizzo delle detrazioni fiscali al 110%. Si ha diritto al maxi ecobonus solo per interventi a carattere strutturale e solo se si giunge ad un miglioramento della classe energetica degli edifici su cui si sono avuti gli interventi di due livelli.

E se tale risultato non fosse possibile, è sufficiente che i lavori conseguano la classe energetica più alta. Il super sismabonus, invece, può essere ceduto ad una società assicurativa nel caso si stipuli una polizza a copertura di eventi calamitosi.

Le due agevolazioni possono essere fruite direttamente o, per chi ha problemi di liquidità e/ o capienza fiscale, possono essere cedute o può essere richiesto lo sconto in fattura.

 

Vedi anche: Ecobonus 110%: interventi effettuabili gratuitamente >

 

Super ecobonus del 110%: interventi ammissibili

Con riferimento al super ecobonus del 110%, la disposizione precisa quali sono gli interventi ammissibili alla maxi detrazione.

Non tutte le tipologie di interventi di efficienza energetica di cui all’articolo 14 del Decreto Legge n. 63/2013, danno diritto allo sconto del 110% ma solo alcune.

Si tratta in particolare di:

 

Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali ed orizzontali

Tali interventi occorre interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo.

I materiali isolanti che vengono utilizzati nell’ambito dell’intervento utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017.

In tal caso, la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

 

Interventi sulle parti comuni degli edifici finalizzati alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati:

  • a condensazione (con efficienza almeno pari alla classe A), o
     
  • a pompa di calore (inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo), o a microcogenerazione.

La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

 

Interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti a pompa di calore

Sono inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo e impianti di microcogenerazione.
Anche in questo caso la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 euro.

Sia per gli interventi di cui alla lettera b) che alla lettera c), l’incentivo rinforzato è riconosciuto anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Il super ecobonus del 110% vale anche per tutti gli altri interventi il cui scopo è l’incremento dell’efficienza energetica dell’edificio su cui si interviene diversi dai precedenti di cui all’articolo 14 del Decreto Legge n. 63/2013 (“Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale”, convertito con modificazioni dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90), come la sostituzione di finestre o l’installazione di pannelli o schermature solari, se eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi indicati alle precedenti lettere a), b) e c).

La realizzazione dei predetti interventi trainanti di cui alle lettere a), b) e c) permette di aumentare al 110% anche la detrazione per l’installazione di colonnine elettriche negli edifici per la ricarica delle auto di cui all’articolo 16-ter del Decreto Legge n. 63/2013 (istituita dalla Legge di Bilancio 2019).

 

Super ecobonus: condizioni

Ai fini della fruizione dell’ecobonus maggiorato è necessario che vengano rispettate alcune precise condizioni. Innanzitutto, gli interventi, nel loro complesso, dovranno assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero se non si rivelasse possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (APE), ante e post intervento, rilasciato da un tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

Occorre inoltre che gli interventi rispettino determinati limiti che dovranno essere fissati da un decreto ministeriale che dovrà essere emanato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto Rilancio. Si tratta di un aspetto alquanto critico: fino a quando non sarà varato tale decreto ministeriale, infatti, non sarà possibile progettare alcun intervento poiché non si ha nessun valore di riferimento.

 

Super sismabonus

Il decreto Rilancio aumenta al 110% anche la detrazione spettante per gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici.

Risultano essere ammissibili al beneficio gli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3, facendo riferimento all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003).

Il maxi sconto si può fruire sia nel caso di lavori in edifici singoli che in condominio e spetta anche per l’acquisto di case con caratteristiche costruttive antisismiche (di cui all’articolo 16, comma 1-septies del Decreto Legge n. 63/2013:

”Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale” 

“Qualora gli interventi di cui al comma 1-quater siano realizzati nei comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 ai sensi dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2006, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente, ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano, entro diciotto mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’immobile, le detrazioni dall’imposta di cui al primo e al secondo periodo del medesimo comma 1-quater spettano all’acquirente delle unità immobiliari, rispettivamente nella misura del 75 per cento e dell’85 per cento del prezzo della singola unità immobiliare, risultante nell’atto pubblico di compravendita e, comunque, entro un ammontare massimo di spesa pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

I soggetti beneficiari di cui al periodo precedente possono optare, in luogo della detrazione, per la cessione del corrispondente credito alle imprese che hanno effettuato gli interventi ovvero ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito. Rimane esclusa la cessione a istituti di credito e intermediari finanziari”.

L’esecuzione di tali interventi consente inoltre di beneficiare della detrazione maggiorata (con effetto trainante) anche relativamente all’esecuzione di lavori compresi nell’ecobonus ordinario, nonché per l’installazione di impianti solari fotovoltaici e di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Per poter beneficiare dell’agevolazione gli interventi dovranno rispettare determinati requisiti tecnici che consentano il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero, qualora non sia possibile, il conseguimento della classe energetica più alta. Approfondiamo quindi gli aspetti relativi alle agevolazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici.

 

Superbonus 110%: impianti fotovoltaici

La realizzazione di interventi “trainanti” che danno diritto alla fruizione del super ecobonus e gli interventi di miglioramento delle prestazioni anti-sismiche permettono di aumentare al 110% la detrazione IRPEF di cui all’articolo 16-bis del TUIR per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore 48.000 euro e comunque nel limite di spesa di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo (“TUIR, articolo 16-bis, comma 1, lettera h”):

“relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Le predette opere possono essere realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia” 

Lettera così modificata dal Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici” convertito con Legge 22 dicembre 2011 n.214.

La modifica apportata all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) dal decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201 amplia notevolmente il perimetro di applicazione del trattamento agevolativo che il testo precedente limitava agli interventi finalizzati alla realizzazione di impianti per il riscaldamento dell’acqua tramite l’utilizzo dell’energia solare ed escludeva esplicitamente quelli fotovoltaici la cui installazione era assistita da altra disposizione legislativa).

In caso di interventi di ristrutturazione edilizia, nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica, il predetto limite di spesa è ridotto ad 1.600 euro per ogni kW di potenza nominale prodotto.

La detrazione, da ripartire in 5 quote annuali di pari importo, è applicabile anche alle spese per l’acquisto (anche successivo) di un sistema di accumulo elettrico da abbinare ai pannelli fotovoltaici.

 

Super ecobonus e super sismabonus: aspetti comuni

I due super bonus condividono alcune caratteristiche: innanzitutto, gli immobili ammissibili per i quali le spese sostenute sono agevolabili e la platea dei soggetti beneficiari.

In particolare, i due incentivi si applicano in relazione agli interventi realizzati sui condomini e sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale dalle persone fisiche non nell’esercizio di imprese, arti o professioni.

Solo per il super ecobonus sono esclusi gli edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale (in pratica le seconde case se costituite da edifici unifamiliari).

Possono accedere alle maxi detrazioni anche gli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque essi siano denominati nonché agli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica.

Sono ammessibili anche le cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi da realizzare  su immobili da loro stesse posseduti ed assegnati in godimento ai propri soci.

I due superbonus hanno lo stesso periodo di validità: le maxi detrazioni al 110% sono fruibili per le spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021.

 

Superbonus 110%: modalità di fruizione

Un altro aspetto che è comune alle due tipologie di detrazioni riguarda le modalità con cui possono essere fruite da parte del contribuente.

Le due modalità di agevolazione, infatti, possono essere fruite direttamente da parte di chi dispone delle risorse necessarie oppure, per chi ha problemi di liquidità, possono essere cedute o può essere richiesto lo sconto in fattura (articolo 10 del Decreto Legge n. 34/2019, convertito nella Legge n. 58/2019 e s.m.i.).

 

Fruizione diretta

Nel primo caso (fruizione diretta), è necessario pagare i lavori ottenendo così una detrazione del 110% della spesa sostenuta, che deve essere ripartita tra gli aventi diritto [hanno diritto ad accedere al trattamento agevolativo purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture: il proprietario o il nudo proprietario, il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), l’inquilino o il comodatario, i soci di cooperative divise e indivise, i soci delle società semplici, gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce, il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) e il componente dell’unione civile] e recuperata in 5 quote annuali di pari importo.

 

Cessione del credito

In alternativa, il credito corrispondente alla detrazione del 110% dei costi sostenuti da parte del contribuente ed effettivamente rimasti a suo carico può essere ceduto alle imprese esecutrici dei lavori o alle banche o ad altri intermediari finanziari.

 

Attenzione: l’accettazione dell’operazione di acquisto del debito non è obbligatoria per il cessionario ma solo facoltativa, quindi, per evitare sgradevoli sorprese sarà opportuno che il contribuente intenzionato a cadere il credito di imposta si accerti per prima cosa che il cessionario da lui scelto sia d’accordo.

 

Il super sisma bonus può essere ceduto anche ad una società assicurativa ma in questo caso il contratto di cessione del credito di imposta dovrà necessariamente essere assistito da una polizza a copertura di eventi calamitosi.

 

Lo sconto in fattura

Lo sconto in fattura invece consente di realizzare gli interventi senza alcun pagamento.

A fronte della cessione della detrazione fiscale il contribuente riceve uno sconto in fattura pari al 100% del costo dei lavori da parte dell’impresa che ha effettuato gli interventi.

L’impresa acquisisce un credito del 110% che può a sua volta cederlo a soggetti terzi, ma anche a banche e/o intermediari finanziari.

Le spese per gli interventi agevolati devono essere sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e la relativa detrazione deve essere ripartita in 5 rate di pari importo.

L’agevolazione può essere fruita direttamente in dichiarazione dal contribuente o, in alternativa, come si  appena avuto modo di illustrare può essere monetizzata, esercitando l’opzione per la cessione o lo sconto in fattura dell’importo corrispondente alla detrazione teorica.

 

A quali soggetti spetta il superbonus 110%

I commi 9 e 10 dell’art. 119 del decreto Rilancio prevedono che il bonus spetta per gli interventi eseguiti dai condomini e dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni.

Le agevolazioni spettano anche con riferimento agli interventi effettuati dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” e dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

L’Amministrazione finanziaria dovrà inoltre chiarire se – come sembrerebbe logico ritenere in mancanza di indicazioni in senso contrario – per i soggetti titolari di redditi d’impresa sia possibile beneficiare dell’agevolazione relativamente alle unità immobiliari ubicate in edifici condominiali qualora gli interventi riguardino le parti comuni.

 

Superbonus 110%, spese sostenute: conta il principio di cassa

Ai sensi del comma 1 dell’art. 119, al fine di beneficiare della detrazione al 110% occorre far riferimento alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021.

Di conseguenza, fermo restando il rispetto dei requisiti previsti dalla norma, il beneficio spetta indipendentemente dal periodo di effettuazione delle opere, che potranno conseguentemente essere avviate anche anteriormente alla data del 1° luglio 2020 e concluse successivamente al 31 dicembre 2021.

Al fine di individuare il periodo agevolato non assume inoltre rilevanza la data di emissione delle fatture da parte della ditta incaricata di eseguire i lavori.

Resta inteso che, anche con riferimento a lavori avviati successivamente al 1° luglio 2020, qualora risultino versati acconti anteriormente a tale data, tali pagamenti non consentiranno di beneficiare della detrazione al 110% che spetterà limitatamente ai pagamenti successivi, purché eseguiti entro il 31 dicembre 2021.

 

Superbonus 110%: interventi su parti comuni

Per quanto concerne gli interventi sulle parti comuni condominiali, la detrazione deve essere ripartita tra i singoli condomini entro il limite della propria quota millesimale.

Al di fuori dell’ipotesi di fruizione del bonus mediante sconto in fattura, nel caso dei pagamenti effettuati dal condominio rileverà la data del bonifico eseguito dall’amministratore dello stabile, indipendentemente da quella di versamento della rata addebitata al singolo condomino, purché il relativo pagamento avvenga entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono stati effettuati i pagamenti da parte dell’amministratore (cfr. Ministero dell’ Economia e  Finanze, circolare 12 maggio 2000 n. 95).

 

A cura di Massimo Pipino

Lunedì 29 giugno 2020

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