Regime forfettario e nuova attività - Diario Quotidiano del 3 Giugno 2020

Nel DQ del 3 Giugno 2020:
NOTIZIA IN EVIDENZA – 1) Applicazione del regime forfettario con l’aliquota ordinaria: definizione di nuova attività
2) Decreto Rilancio: proroga ad aprile dell’indennità Covid-19 ai beneficiari di marzo 2020 e nuove categorie di beneficiari per aprile 2020
3) Irap a saldo 2019 e 1° acconto 2020 non dovuti, Agenzia Entrate fornisce la prima conferma, ma mancano le modifiche alle istruzioni ministeriali (modelli e software di controllo)
4) Domanda emersione lavoro nero: decreto in G.U. e istituiti codici tributo per versare
5) Tutti i codici tributo per pagare la nuova IMU 2020
6) Piano Transizione 4.0: firmato il decreto attuativo
7) Servizio @e.bollo: come convenzionarsi con l’Agenzia delle entrate
8) Decreto Rilancio: sostegno alle imprese e aiuti di Stato
9) Ecco le istruzioni INPS anche per i lavoratori autonomi occasionali e gli incaricati alle vendite a domicilio
10) INPS: sospesa la verifica di inadempienza dei debiti esattoriali

1) Applicazione del regime forfettario con l’aliquota ordinaria

regime forfettario aliquota ordinariaNon si tratta di nuova attività, al contribuente è, quindi, preclusa l’applicazione dell’aliquota agevolata (5%), trovandosi nel regime forfettario per l’anno 2019, dovrà applicare l’aliquota ordinaria prevista nella misura del 15%.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risposta n. 161 del 29 maggio 2020, che segue la presentazione di una apposita istanza d’interpello presentata da un soggetto andato in pensione da un datore di lavoro pubblico.

(Per approfondire…“Regime forfettario 2020: requisiti di accesso”)

Il caso: regime forfettario e nuova attività

Un professionista, titolare di partita IVA dal 1° ottobre 2018, ha chiesto un parere riguardo l’applicazione, per la nuova attività, per il periodo di imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi, dell’aliquota di cui al comma 64 dell’articolo 1 della Legge n. 190 del 2014 nella misura del 5%.

Il contribuente precisa che fino a settembre 2018 aveva svolto l’attività come dipendente pubblico presso un’azienda.

Nell’anno 2018, primo anno di attività in qualità di lavoratore autonomo,ha applicato il regime contabile ordinario poiché nell’anno 2018 ha conseguito redditi da lavoro dipendente e/o assimilati superiori a 30.000 euro e quindi non era in possesso dei requisiti previsti dalla Legge n. 190 del 2014, allora vigente, per poter accedere al regime forfettario.

Poi nell’anno 2019, è transitato dal regime contabile ordinario al regime forfettario, poiché la Legge n. 145 del 2018 aveva eliminato il requisito di non possedere redditi di lavoro dipendente e/o assimilato superiore a 30.000 euro, al fine di accedere al regime forfettario.

Lo stesso contribuente ha, inoltre, precisato di aver svolto la propria attività di lavoro autonomo nel corso dell’anno 2019 per un solo committente privato indipendente rispetto all’azienda presso la quale era dipendente fino a settembre 2018;  al contribuente ha, quindi, chiesto di poter applicare per l’anno d’imposta 2019, unico anno in cui è stato assoggettato al regime forfettario, l’aliquota nella misura del 5%.

 

Regime forfetario aliquota 5%: parere delle Entrate

La legge n. 190 del 2014, all’articolo 1, commi da 54 a 89, ha introdotto un regime fiscale agevolato, c.d. regime forfettario, rivolto ai contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni in possesso di determinati requisiti.

Poi, l’articolo 1, commi da 9 a 11, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2019) ha modificato, con portata estensiva, l’ambito di applicazione del regime forfettario.

Infine, l’articolo 1, comma 692, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020) ha modificato ulteriormente l’ambito di applicazione del regime forfettario.

Il comma 65 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, prevede quanto segue: «Al fine di favorire l’avvio di nuove attività, per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i due successivi, il reddito determinato ai sensi del comma 64 è ridotto di un terzo, a condizione che:

  1. il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività di cui al comma 54, attività artistica, professionale ovvero d’impresa,anche in forma associata o familiare;
     
  2. l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni; 
     
  3. qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi e compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore ai limiti di cui al comma 54».

Con la circolare n. 10/E del 4 aprile 2016, paragrafo 5, è…

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