La proposta di proroga dello split payment - Diario Quotidiano del 30 Giugno 2020

Nel DQ del 30 giugno 2020:
1) I codici tributo per la restituzione del contributo a fondo perduto e prassi dal Fisco
NOTIZIA IN EVIDENZA – 2) IVA: Proposta della Commissione Europea di proroga dello split payment
3) Novità dei decreti sull’emergenza da Covid-19: documento aggiornato FNC
4) INPS: dal 1° luglio 2020 riapre al pubblico
5) Covid-19: codici tributo per la restituzione spontanea del contributo a fondo perduto
6) Regime fiscale dei Premi di risultato erogati: ulteriori chiarimenti
7) Modello F24: nuovi codici tributo per il cuneo fiscale
8) INAIL: aggiornato il Registro nazionale degli aiuti di Stato e altra prassi lavoro

2) IVA: proposta della Commissione Europea di proroga dello split payment

proroga split paymentIl 22 giugno 2020, la Commissione Europea (vedi COM (2020) 242 final), a seguito della richiesta del Governo italiano, ha proposto al Consiglio la proroga, dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2023, del particolare sistema di applicazione dell’IVA denominato split payment, già vigente dal 1°gennaio 2015.

Ricordiamo che, con lettera del 4 dicembre 2019, il Governo italiano aveva inizialmente chiesto la proroga dello split payment con riferimento alle sole cessioni di beni e servizi effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni; successivamente, con lettera del 27 marzo 2020, lo stesso Governo ha invece chiesto che l’ambito di applicazione dell’autorizzazione restasse identico a quello concesso dalla decisione di esecuzione (UE) n. 2017/784 del Consiglio, riguardando, quindi, non solo le operazioni effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni, ma anche quelle effettuate nei confronti delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali e di una serie di società quotate in borsa.

La richiesta di proroga formulata dal Governo Italiano si fonda sulla considerazione che, nonostante le altre misure del pacchetto antifrode (e cioè la fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri) abbiano dato buoni risultati, non sarebbe per ora opportuno eliminare l’ulteriore misura dello split payment, dato che l’Italia ha scoperto casi di evasione fiscale proprio nel settore delle forniture a società controllate da pubbliche amministrazioni e a un piccolo gruppo di 40 società quotate in borsa.

Inoltre, sebbene le altre misure antifrode abbiano ridotto (da diciotto a tre mesi) il tempo necessario all’Amministrazione fiscale per venire a conoscenza di casi di evasione o frode, tale periodo potrebbe essere insufficiente a recuperare l’IVA evasa: il meccanismo dello split payment, in quanto misura antievasione ex ante, presenta una maggiore efficacia.

 

Proroga dello Split Payment: il parere della commissione UE

La Commissione, pur prendendo atto delle ragioni del Governo italiano, nel proporre la proroga al Consiglio ha, da un lato, evidenziato che la piena attuazione del pacchetto di misure antifrode dovrà far venir meno la necessità di ulteriori proroghe e, dall’altro, considerato che, con tale sistema, i soggetti fornitori si trovano in una posizione strutturalmente a credito, non potendo compensare l’IVA versata a monte con l’IVA incassata sulle forniture, ha invitato l’Italia ad accelerare le procedure di rimborso.

E’ stato, quindi, previsto che entro il 30 settembre 2021 l’Italia dovrà trasmettere alla Commissione una relazione sulla situazione generale dei rimborsi ai soggetti passivi in “split payment”, in particolare sulla durata media dei rimborsi.

 

Proroga al 30 giugno 2021 con effetto retroattivo

La proposta della Commissione – trasmessa, il 23 giugno scorso, al Consiglio Europeo per l’approvazione definitiva (nota 9048/2020) – prevede, in sostanza, una mera proroga della scadenza, attualmente fissata nel 30 giugno prossimo, dell’efficacia della misura in parola: ne consegue che l’ambito applicativo dello split payment resta invariato relativamente sia ai soggetti, sia alle modalità e alle condizioni attuali.

Poiché è improbabile che il Consiglio europeo possa deliberare entro il 30 giugno prossimo, è da ritenere che per evitare una, seppur limitata nel tempo, applicazione dell’IVA con il sistema ordinario, lo stesso Consiglio adotterà comunque un’autorizzazione con effetto retroattivo al 1° luglio 2020.

Tale soluzione sarebbe, peraltro, conforme ad un orientamento della Corte di Giustizia, desumibile dalla sentenza C-434/17 del 13 febbraio 2019, secondo cui, qualora la proposta della Commissione indichi espressamente la data iniziale di applicazione dell’autorizzazione, questa può avere efficacia retroattiva: in questo caso la Commissione ha…

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