Da 1 luglio 2020 scatta l’obbligo del contraddittorio preventivo - Diario Quotidiano del 23 Giugno 2020

Nel DQ del 23 Giugno 2020:
1) INPS: dal 19 giugno 2020 è on line l’istanza per ottenere l’indennità di maggio 2020
2) Coronavirus: pubblicate le Linee Guida Regionali per la ripresa delle attività
3) Startup e PMI innovative: circolare sulle novità introdotte dal Decreto Rilancio
4) Risorse delle misure contro il Covid-19: no a fantasiose interpretazioni
5) Calcolo sanzione mancati riposi nell’autotrasporto: nota dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro
6) Le detrazioni fiscali sugli immobili: Nuovo Studio del Notariato
7) Per la Fondazione, quale ente commerciale, gli apporti di capitale (contributi ricevuti) sono reddito
8) Rinnovo dell’opzione per il regime della cedolare secca con il modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza di ciascuna annualità
9) Obbligo di invito al contraddittorio: dal fisco i chiarimenti
NOTIZIA IN EVIDENZA – 10) Fisco: da 1 luglio 2020 scatta l’obbligo del contraddittorio preventivo

10) Fisco: dal 1° luglio 2020 scatta l’obbligo del contraddittorio preventivo

obbligo contraddittorio preventivoDal 1° luglio 2020 scatta il contraddittorio preventivo. Lo ricorda L’Agenzia delle entrate nel comunicato stampa del 22 giugno 2020.

Dal prossimo 1° luglio il contraddittorio preventivo sarà obbligatorio per alcune tipologie di controlli.

Con la circolare n. 17/E/2020 l’Agenzia Entrate fornisce dei chiarimenti, dall’ambito applicativo ad ampio raggio delle nuove regole ai casi di esclusione e ad alcuni aspetti legati all’iter del procedimento, come la “motivazione rafforzata” che il fisco deve fornire nel caso di mancato accoglimento dei chiarimenti e dei documenti prodotti dal contribuente.

(Approfondisci qui: Evoluzione e novità del contraddittorio preventivo in ambito tributario)

Obbligo del contraddittorio preventivo: ambito di applicazione

Come previsto dal Dl n. 34/2019, infatti, dal 1° luglio 2020 gli uffici dell’Agenzia delle Entrate saranno tenuti a invitare al contraddittorio il contribuente prima di emettere avvisi di accertamento riguardanti imposte sui redditi e addizionali, contributi previdenziali, ritenute, imposte sostitutive, Irap, imposta sul valore degli immobili all’estero (Ivie), imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero (Ivafe) e Iva.

Fase del contradditorio ampia ma con dei limiti

In linea con le indicazioni fornite agli uffici nel corso degli anni, l’Agenzia incoraggia il ricorso al contraddittorio preventivo, quando possibile, anche nei casi non obbligatori, al fine di valorizzare il più possibile il confronto anticipato con il contribuente e di accrescere l’adempimento spontaneo.

La neo circolare precisa, in ogni caso, il perimetro di applicazione del contraddittorio preventivo che, peraltro, cade l’obbligo per il fisco quando è stata rilasciata copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo.

Contraddittorio preventivo: motivazione rafforzata

Viene, infine, precisato che in caso di mancata adesione l’avviso di accertamento deve essere motivato con riferimento ai chiarimenti e ai documenti forniti dal contribuente.

L’esito del contraddittorio diventa quindi fondamentale e costituisce parte della motivazione dell’accertamento.

Proroga dei termini

In deroga all’articolo 3 dello Statuto dei diritti del contribuente, si stabilisce che, qualora tra la data di comparizione, indicata nell’invito notificato al contribuente dall’ufficio, e quella di decadenza dell’attività di controllo (di cui agli articoli 43 del DPR 29 settembre 1973, n. 600 e 57 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633) intercorrono meno di 90 giorni, il termine di decadenza per la notificazione dell’atto impositivo è automaticamente prorogato di 120 giorni.

L’Agenzia delle entrate osserva che la proroga di 120 giorni si applica, quindi, non solo ai casi in cui l’ufficio è obbligato ad avviare l’iter dell’accertamento, ma anche a tutte le ipotesi in cui l’ufficio abbia ritenuto opportuno avviarlo facoltativamente, in base agli elementi a sua disposizione.

Ciò significa che i presupposti di operatività della proroga sono la notifica di un invito a comparire per la definizione dell’accertamento e la circostanza che tra la data di comparizione indicata nell’invito e quella di decadenza dell’amministrazione dal potere di notificazione dell’atto impositivo intercorrano meno di 90 giorni, prescindendo dalla circostanza in base alla quale vi sia o meno un obbligo per l’ufficio di avviare l’iter dell’adesione.

Esempio delle Entrate

Pertanto, se il contribuente riceve un invito la cui data di comparizione è fissata dopo il 3 ottobre dell’anno N, con riferimento ad un periodo di imposta il cui termine di decadenza per l’accertamento è previsto per il 31 dicembre del medesimo anno N (pari a meno di 90 giorni), e l’accertamento con adesione non si dovesse perfezionare, l’ufficio può notificare l’avviso di…

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