Covid-19: gli enti locali possono notificare gli atti di accertamento esecutivo anche durante la sospensione - Diario Quotidiano del 17 Giugno 2020

Nel Dq del 17 Giugno 2020:
1) Trattamento Iva/Imposte dirette dei contributi europei per l’acquisto di beni e servizi
2) Entrate tributarie e contributive, diminuzione complessiva del 2,6%
3) Luogo della prestazione dei servizi per imbarcazioni da diporto: prove per l’uso al di fuori dell’UE
4) Rivalutato il Tfr di maggio 2020
5) Riconversione delle attività produttive verso un modello di economia circolare
6) Governo: misure urgenti per l’integrazione salariale
NOTIZIA IN EVIDENZA – 7) Covid-19: gli enti locali possono notificare gli atti di accertamento esecutivo anche durante la sospensione
8) Tracciabilità degli oli lubrificanti: per eventuali inosservanze possibile confisca del mezzo di trasporto
9) Enti del terzo settore: trittico di documenti di Studio del Notariato sulle operazioni straordinarie
10) Revisione Enti locali, in consultazione dal 15 giugno il documento dei Commercialisti
11) Inps: le domande di Cig pagate al 14 giugno
12) Convenzione tra INPS e CAF per l’attività relativa alla certificazione ISEE per gli anni 2020 – 2021

7) Covid-10: gli enti locali possono notificare gli atti di accertamento esecutivo anche durante la sospensione

atti di accertamento esecutivoGli enti locali (ed i loro soggetti affidatari) possono procedere a fare notificare gli atti di accertamento esecutivo (che racchiudono in sé l’atto di accertamento e quello esecutivo) anche durante il periodo di sospensione, previsto dall’art. 68 del D.L. 18/2020 (Decreto Cura Italia), che termina il 31 agosto 2020, dal momento che quest’ultimo riguarda esclusivamente la fase esecutiva.

Lo precisa il Ministero dell’Economia e Finanze, nella risoluzione n. 6/DF del 15 giugno 2020, relativa alla sospensione dei termini relativi all’attività degli uffici degli enti impositori – accertamento esecutivo, pubblicata il 16 giugno 2020.

In tale documento viene, infatti, precisato che gli enti locali e i soggetti affidatari della gestione delle loro entrate sono legittimati, a norma dell’art. 67 del D.L. n. 18 del 2020, a procedere alla notifica degli atti di accertamento esecutivo – che racchiudono in sé l’atto di accertamento e quello esecutivo – anche durante il periodo di sospensione, previsto dall’art. 68, che termina il 31 agosto 2020, dal momento che quest’ultimo riguarda esclusivamente la fase esecutiva.

Il Ministero prima evidenzia che l’art. 67 del D.L. n. 18 del 2020 ha disposto la sospensione, dall’8 marzo al 31 maggio 2020, dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori, compresi quelli degli enti locali.

Ma tale norma non ha sospeso l’attività degli enti impositori (secondo il MEF, prevede solo la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza delle predette attività nel periodo individuato).

Mentre il successivo art. 68, in relazione alle entrate tributarie e non tributarie, si occupa della sospensione dei termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 agosto 2020, derivanti dalle cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione.

Peraltro, la sospensione si applica anche alle ingiunzioni emesse dagli enti territoriali.

Atti di accertamento esecutivo

Riguardo gli atti di accertamento esecutivo (art. 1, comma 792 della legge n. 160 del 2019), il MEF sottolinea che si tratta della novità più rilevante della riforma della riscossione, contenuta nella legge di bilancio 2020, introdotta dal Legislatore a decorrere dal 1° gennaio 2020.

Peraltro, l’accertamento esecutivo viene già previsto dal 2011 per gran parte dei tributi erariali, e adesso anche per gli atti degli enti locali.

L’avviso di accertamento è suscettibile di acquisire natura di titolo esecutivo decorso il termine per la proposizione del ricorso (per i tributi), ovvero decorsi 60 giorni dalla notifica dell’atto per il recupero delle entrate patrimoniali.

Questo comporta che non è più necessaria la preventiva notifica della cartella di pagamento (se la riscossione è affidata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione) o dell’ingiunzione fiscale (in caso di servizio svolto direttamente dall’ente o da società private concessionarie).

In definitiva, quindi, l’atto di accertamento esecutivo racchiude in sé i due distinti atti che prima della riforma del 2020 caratterizzavano la riscossione, vale a dire l’avviso di accertamento o l’atto finalizzato alla riscossione delle entrate patrimoniali e la cartella di pagamento o l’ingiunzione fiscale.

Decreto Cura Italia

Il MEF ritiene che il nuovo atto possa rientrare nell’ambito dell’applicazione del Decreto Cura Italia (art. 68 del D. L. n. 18 del 2020) solo dopo che lo stesso sia divenuto esecutivo, con la conseguenza che gli enti locali e i soggetti affidatari non possono attivare procedure di recupero coattivo né adottare misure cautelari.

Al contempo, per il contribuente viene prevista la sospensione dei versamenti.

Conclusione del MEF

Infine, il MEF condivide la soluzione prospettata nel…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it