Controlli fiscali: contraddittorio preventivo obbligatorio in tutti i procedimenti dall'1 luglio 2020 - Diario Quotidiano del 10 Giugno 2020

Nel DQ del 10 giugno 2020:
NOTIZIA IN EVIDENZA – 1) Controllo fiscale: dall’1 luglio 2020 contraddittorio preventivo obbligatorio in tutti i procedimenti
2) Decreto Liquidità: in Gazzetta Ufficiale la Legge ed il testo coordinato
3) Covid-19: differimento termini di versamento dei tributi locali
4) Covid-19: riduzione di aliquota IVA per le cessioni e le importazioni di beni
5) Meno facili le indagini bancarie al professionista
6) L’accertamento di maggiori ricavi non può esser imputato ai familiari collaboratori
7) Isa 2020: aggiornato software di compilazione
8) Covid-19, si va verso la fase 3
9) Valutazione Antiabuso e Prassi Fisco del giorno ed info per i Commercialisti
10) Disponibile lo Studio del Notariato sulla trasformazione di associazioni riconosciute e fondazioni

1) Controlli fiscali: contraddittorio preventivo obbligatorio in tutti i procedimenti dal 1° luglio 2020

Commercialista Telematico - Software,ebook,videoconferenzeLa data del 1° luglio 2020 non è solo nota perché da tale giorno il limite del denaro contante, da utilizzare per i pagamenti, scende da 3 mila a 2 mila euro, ma anche per la circostanza che a partire dagli avvisi di accertamento emessi dal 1° luglio 2020, verrà meno la differenziazione per i controlli a tavolino (tributi armonizzati e non), a causa dell’entrata in vigore delle regole sul contraddittorio introdotte dal D.l. n. 34/2019 (cd. “decreto crescita”), che hanno previsto il contraddittorio preventivo obbligatorio in tutti i procedimenti di controllo fiscale.

L’art. 4-octies del D.l. n. 34/2019 ha, infatti, aggiunto l’art. 5-ter al D.lgs. n. 218/97, introducendo l’obbligo dell’invito a comparire per l’avvio del procedimento di accertamento con adesione, che l’ufficio deve proporre al contribuente prima della notifica dell’avviso di accertamento.

L’art. 5-ter citato dispone che “l’ufficio, fuori dei casi in cui sia stata rilasciata copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, prima di emettere un avviso di accertamento, notifica l’invito a comparire di cui all’articolo 5 per l’avvio del procedimento di definizione dell’accertamento”.

Se non lo fa, il successivo accertamento non è valido, ma, comunque, solo se, a seguito d’impugnazione, il contribuente dimostri in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere se il contraddittorio fosse stato attivato (art. 5-ter, comma 5, D.lgs. n. 218/1997) e sempre che non si tratti di avvisi di accertamento parziale (arti. 5-ter, comma 2).

Continuano a rimanere validi gli avvisi di accertamento emessi per i casi di “particolare urgenza, specificamente motivata, o nelle ipotesi di fondato pericolo per la riscossione” (art. 5-ter, comma 4).

L’Amministrazione Finanziaria avrà l’obbligo di avviare un contraddittorio con il contribuente per definire in via amministrativa la pretesa tributaria. Ciò a seguito di quanto disposto dal Decreto Crescita (D.l. n. 34 del 30 aprile 2019, conv. dalla L. n. 58 del 28 giugno 2019).

In pratica, viene previsto l’obbligo per l’Ufficio di invitare al contraddittorio il contribuente sottoposto a verifica per avviare il procedimento di adesione prima di emettere l’atto di accertamento.

La disposizione, che sarà operativa dal 1° luglio 2020, prevede che gli Uffici, prima dell’emissione dell’atto impositivo, devono notificare ai contribuenti verificati un invito al contraddittorio finalizzato all’avvio del procedimento di accertamento con adesione.

Di recente, la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 7380/2020, si è nuovamente soffermata in tema di contraddittorio endoprocedimentale.

Un caso di mancato contraddittorio: Esaminando la tesi dell’Agenzia delle entrate, secondo cui, nel caso di specie, il contribuente avrebbe comunque dovuto assolvere all’onere di enunciare, compiutamente, in giudizio le ragioni che avrebbe potuto fare valere qualora il contraddittorio fosse stato tempestivamente attivato e sempre che l’opposizione di dette ragioni non si rivelasse puramente pretestuosa (prova di resistenza), la Corte suprema ha evidenziato che in tema di tributi armonizzati, la violazione dell’obbligo generale di contraddittorio endoprocedimentale comporta l’invalidità dell’atto solo nel caso in cui il contribuente assolva all’onere di enunciare, in concreto, le ragioni che avrebbe potuto far valere.

Viceversa, l’avviso di accertamento resta valido ove, come nel caso di specie, i giudici di merito abbiano omesso di verificare se il contribuente avesse o meno fornito la “prova di resistenza”, indicando, in modo puntuale, le giustificazioni (non pretestuose) che avrebbe potuto contrapporre, in fase amministrativa, alla pretesa erariale.

Osservazioni sul contraddittorio preventivo obbligatorio

Come è stato di…

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