Obbligo di RW anche in assenza di Modello Redditi PF 2020 - Diario Quotidiano del 14 Maggio 2020

Nel DQ del 14 Maggio 2020:
1) Modello F24: istituite delle causali contributo per versare gli importi dovuti all’ INARCASSA
NOTIZIA IN EVIDENZA – 2) Obblighi di monitoraggio: il quadro RW deve essere presentato anche nei casi di esonero dal Modello Redditi PF 2020
3) Chiarimenti dal fisco sulla prova delle cessioni intracomunitarie
4) Cessioni intra-Ue: gli operatori possono utilizzare anche diversi mezzi di prova
5) Guida ai servizi “agili” del fisco
6) Studi settoriali: falsità sullo scostamento tra dati contabili rilevati nel quadro RS del Modello Redditi
7) Misure per lo svolgimento in sicurezza dell’attività lavorativa durante la fase due
8) Misure per il rilancio dell’economia italiana

quadro RW obbligo di presentazione2) Obblighi di monitoraggio: il quadro RW deve essere presentato anche nei casi di esonero dal Modello Redditi PF 2020

Nei casi di esonero dalla dichiarazione dei redditi o qualora il contribuente abbia utilizzato il mod. 730/2020, il quadro RW per la parte relativa al monitoraggio deve essere presentato con le modalità e nei termini previsti per la dichiarazione dei redditi con il frontespizio del Modello Redditi Persone Fisiche 2020 appositamente compilato (in tal caso il quadro RW costituisce un “quadro aggiuntivo” al modello 730).

Nelle istruzioni ministeriali si precisa, altresì, che gli obblighi d’indicazione nella dichiarazione dei redditi non sussistono per gli immobili situati all’estero per i quali non siano intervenute variazioni nel corso del periodo d’imposta, fatti salvi i versamenti relativi all’Imposta sul valore degli immobili situati all’estero.

Ai soli fini della corretta determinazione dell’Ivie complessivamente dovuta, in caso di variazioni intervenute anche per un solo immobile, occorre compilare il quadro con l’indicazione di tutti gli immobili situati all’estero compresi quelli non variati.

Il quadro RW deve essere compilato, ai fini del monitoraggio fiscale, dalle persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale indipendentemente dalle modalità della loro acquisizione e, in ogni caso, ai fini dell’imposta sul valore degli immobili all’estero (Ivie) e dell’imposta sul valore dei prodotti finanziari dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti all’estero (Ivafe).

L’obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 15.000 euro; resta fermo l’obbligo di compilazione del quadro laddove sia dovuta l’IVafe.

Tali soggetti devono indicare la consistenza degli investimenti e delle attività detenute all’estero nel periodo d’imposta; questo obbligo sussiste anche se il contribuente nel corso del periodo d’imposta ha totalmente disinvestito.

Il quadro RW non si deve compilare per le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari residenti e per i contratti comunque conclusi attraverso il loro intervento, qualora i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti risultino assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva dagli intermediari stessi.

L’obbligo di monitoraggio non sussiste, inoltre per:

  1. le persone fisiche che prestano lavoro all’estero per lo stato italiano, per una sua suddivisione politica o amministrativa o per un suo ente locale e le persone fisiche che lavorano all’estero presso organizzazioni internazionali cui aderisce l’Italia la cui residenza fiscale in Italia sia determinata, in deroga agli ordinari criteri previsti dal Tuir, in base ad accordi internazionali ratificati;
     
  2. i contribuenti residenti in Italia che prestano la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera ed in altri paesi limitrofi con riferimento agli investimenti e alle attività estere di natura finanziaria detenute nel paese in cui svolgono la propria attività lavorativa.

Tale esonero viene riconosciuto solo qualora l’attività lavorativa all’estero sia stata svolta in via continuativa per la maggior parte del periodo di imposta e a condizione che entro sei mesi dall’interruzione del rapporto di lavoro all’estero, il lavoratore non detenga più le attività all’estero.

Diversamente, se il contribuente entro tale data non ha riportato le attività in Italia o dismesso le stesse, è tenuto ad indicare tutte le attività detenute all’estero durante l’intero periodo d’imposta.

Quadro RW 2020 e redditi esteri

 

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