Tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da Coronavirus in occasione di lavoro - Diario quotidiano del 22 maggio 2020

Nel DQ del 22 Maggio:
1) Prestazioni di medici sotto forma di Stp: non si applica il sistema di riscossione accentrata e di trasmissione ai fisco dei compensi
2) Covid-19: Chiarimenti in ordine alla sospensione dei termini in materia assistenziale
3) Codici contratto all’interno del flusso Uniemens. Modifiche dal periodo di paga giugno 2020
NOTIZIA IN EVIDENZA – 4) Covid-19: tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus in occasione di lavoro
5) Misure fiscali nel Dl Rilancio: le diapositive delle Entrate
6) Obblighi di segnalazione nella dichiarazione dei sostituti d’imposta
7) Novità dall’Agenzia delle entrate
8) Accesso ai contributi a fondo perduto: i Commercialisti non partecipano alla riunione con l’Agenzia delle entrate
9) Avviata la post-implementation review dell’OIC 32
10) INAIL: Covid-19, DURC: validità confermata fino al 15 giugno 2020
11) Notariato: crollo generalizzato del mercato immobiliare nel mese di marzo
12) Prassi INPS (tra cui: Indennità COVID-19: in arrivo i 600 euro di aprile senza nuova domanda)

4) Covid-19: tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da Coronavirus in occasione di lavoro

infezione da CoronavirusAl datore di lavoro non viene imputata alcuna conseguenza per l’evento infortunistico per infezione da Coronavirus: vediamo perchè…

Infezione da CoronaVirus: la circolare INAIL

L’Inail, con la circolare n. 22 del 20 maggio 2020, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle problematiche sollevate in relazione alla tutela infortunistica degli eventi di contagio nei casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) in occasione di lavoro.

L’art. 42, comma 2, del citato D.L. 17 marzo 2020, n. 18, ha chiarito che l’infezione da SARS-Cov-2, come accade per tutte le infezioni da agenti biologici se contratte in occasione di lavoro, è tutelata dall’Inail quale infortunio sul lavoro e ciò anche nella situazione eccezionale di pandemia causata da un diffuso rischio di contagio in tutta la popolazione.

Si tratta della riaffermazione di principi vigenti da decenni, come già richiamati dalla circolare 3 aprile 2020, n. 13, nell’ambito della disciplina speciale infortunistica, confermati dalla scienza medico-legale e dalla giurisprudenza di legittimità in materia di patologie causate da agenti biologici.

Le patologie infettive (vale per il COVID-19, così come, per esempio, per l’epatite, la brucellosi, l’AIDS e il tetano) contratte in occasione di lavoro sono da sempre, infatti, inquadrate e trattate come infortunio sul lavoro poiché si equipara la causa virulenta alla causa violenta propria dell’infortunio, anche quando i suoi effetti si manifestino dopo un certo tempo.

In secondo luogo la norma dispone che l’indennità per inabilità temporanea assoluta copre anche il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria (ovviamente sempre che il contagio sia riconducibile all’attività lavorativa), con la conseguente astensione dal lavoro.

La disposizione, seppure dettata in un momento emergenziale, in realtà ha dato seguito a un principio già affermato dalla giurisprudenza, secondo cui l’impedimento presupposto dall’art. 68 del DPR 30 giugno 1965, n. 1124 ai fini della attribuzione della indennità di inabilità temporanea assoluta, comprende, oltre alla fisica impossibilità della prestazione lavorativa, anche la sua incompatibilità con le esigenze terapeutiche e di profilassi del lavoratore.

In terzo luogo è stato espressamente previsto che gli oneri degli eventi infortunistici del contagio non incidono sull’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico, ma si pongono a carico della gestione assicurativa nel suo complesso, a tariffa immutata, e quindi non comportano maggiori oneri per le imprese.

La scelta operata con il citato articolo 42 è stata quella dell’esclusione totale di qualsiasi incidenza degli infortuni da COVID-19 in occasione di lavoro sulla misura del premio pagato dal singolo datore di lavoro, ciò in quanto tali eventi sono stati a priori ritenuti frutto di fattori di rischio non direttamente e pienamente controllabili dal datore di lavoro al pari degli infortuni in itinere.

In tali ultime fattispecie, infatti, l’Istituto riconosce la tutela assicurativa al lavoratore infortunato nel tragitto casa-lavoro e viceversa, ma al datore di lavoro non si imputa alcuna conseguenza per l’evento infortunistico.

In tema di CoronaVirus e rapporti di lavoro leggi anche: Covid-19 e lavoro: indicazioni per rispettare la privacy dei dipendenti di Antonella Madia

A cura di Vincenzo D’Andò

Venerdì 22 maggio 2020

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