Conservazione fatture beni ammortizzabili: non serve più dopo prescrizione del termine di accertamento – Diario del 28 maggio 2020

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 28 maggio 2020

Nel DQ del 28 Maggio 2020:
1) Socio non convocato dal fisco: è nulla la rettifica del reddito di partecipazione
NOTIZIA IN EVIDENZA - 2) Non occorre più conservare le fatture di acquisto dei beni ammortizzabili dopo che si è prescritto il termine di accertamento
3) Elenchi del 5 per mille definitivi
4) Si alla rivalsa da accertamento Iva per la società che definito il tutto aderendo con il fisco
5) Disabilità: Il bonus ristrutturazioni edilizie non spetta se mancano i requisiti tecnici
6) Per gli alloggi acquistati dalla Coop, si alla detrazione Irpef sulla metà dell’Iva
7) Individuate le modalità di riversamento dell’Imu
8) Crollo fatturato dei Commercialisti: ribadita l’esigenza dell’equiparazione tra professionisti ed imprese
9) Plusvalenze immobiliari: ultimo Studio del Notariato
10) Indennità in materia di lavoro e altre misure in materia di lavoro

conservazione fatture beni ammortizzabili2) Non occorre più conservare le fatture di acquisto dei beni ammortizzabili dopo che si è prescritto il termine di accertamento

Il contribuente non può essere costretto dal fisco alla conservazione a vita delle scritture contabili, in particolare, delle fatture relative ai beni ammortizzabili.

Le scritture contabili obbligatorie, tra cui il registro dei beni ammortizzabili e le connesse fatture, devono essere conservate fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta.

Non può, quindi, essere contestato dal fisco la deduzione delle quote di ammortamento.

Lo ha evi