Sciopero dei Commercialisti: il Fisco non sanziona - Diario Quotidiano del 26 Marzo 2020

Nel DQ del 26 Marzo 2020:
1) Covid-19: applicazioni sanzioni ai trasgressori dei divieti, si cambia
2) Covid-19: spostamenti ancora possibili da un comune all’altro, anche per fare la spesa
3) Le patenti di guida in scadenza sono valide come documenti di riconoscimento fino al 31 agosto 2020
4) Istanza incentivi si presenta a partire dalle ore 12 di oggi: 50 milioni per le aziende per produrre dispositivi medici e di protezione individuale
5) D.L. Cura Italia: sospesi i pagamenti delle rate dei finanziamenti per le imprese beneficiarie della Nuova Sabatini
6) L’acquisto di beni per lo svolgimento delle attività nell’aeroporto è soggetto IVA
NOTIZIA IN EVIDENZA – 7) Sciopero dei Commercialisti: l’Agenzia Entrate perdona l’astensione di due giorni dall’invio dei modelli F24 personali
8) Coronavirus: presentati 30 emendamenti per il salvataggio di aziende e lavoratori
9) Cura Italia: la prossima settimana aperte le procedure per cinque bonus
10) OIC 33 – Passaggio ai principi contabili nazionali è ora definitivo

7) Sciopero dei Commercialisti: l’Agenzia Entrate perdona l’astensione di due giorni dall’invio dei modelli F24 personali

sciopero dei commercialistiPer effetto della Legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del Contribuente), l’Agenzia delle entrate non punisce la violazione commessa (versamento tardivo), purché l’invio dei modelli F24 da parte dei Commercialisti, che andava effettuato nei due giorni precedenti, sia avvenuto il 2 ottobre 2019. Sono, comunque, dovuti gli interessi per il tardivo versamento.

Si tratta del chiarimento saliente fornito dall’Agenzia delle entrate, con una lettera indirizzata (tramite PEC) al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e poi ufficializzata dallo stesso Cndcec, con la nota informativa n. 25 del 24 marzo 2020.

Quali sono gli effetti sanzionatori a seguito della nota adesione all’astensione collettiva dall’invio dei modelli F24 degli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ?.

A tale dilemma (poi sfociato in un quesito), evidenziato dalle associazioni nazionali di categoria lo scorso 14 settembre e sollecitato dal CNDCEC con lettera prot. n. 728 del 20 gennaio 2020, ha risposto l’Agenzia delle entrate con una nota, rubricata “Astensione collettiva dalle attività svolte dai dottori commercialisti e dagli esperti contabili – pagamento dei propri debiti tributari mediante modello F24 con due giorni di ritardo – cause di non punibilità”.

Dal canto suo, l’Amministrazione finanziaria evidenzia che con nota dell’8 ottobre 2019, indirizzata all’Agenzia delle entrate, le predette associazioni hanno chiesto la rimessione in termini per quei professionisti che, aderendo all’astensione, hanno presentato in ritardo le proprie deleghe di pagamento.

In particolare, nella nota si è evidenziato come la rimessione rappresenti un atto dovuto e che, essendo state rispettate tutte le condizioni ed i termini previsti, la stessa avrebbe dovuto essere automaticamente recepita dai sistemi operativi e dai software dell’Agenzia delle entrate e comunicata a tutti i relativi uffici, così da evitare inutili emissioni di atti con applicazione delle sanzioni.

Al riguardo, il 20 dicembre 2019, il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze, interpellato dall’Agenzia delle entrate con nota del 3 dicembre 2019, ha escluso “che nel caso de qua ricorrano i presupposti tali da integrare la causa di forza maggiore”.

In seguito, il Cndcec, con nota del 20 gennaio 2020, ha chiesto l’accoglimento delle istanze delle associazioni nazionali di categoria, chiedendo, in subordine, di valutare la sussistenza dei presupposti per applicare l’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, laddove dispone che “non è punibile l’autore della violazione quando essa è determinata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione delle disposizioni alle quali si riferiscono”.

Ebbene, come affermato adesso dall’Agenzia delle entrate, il Codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive dalle attività svolte dai Dottori Commercialisti e dagli Esperti Contabili non disciplina e non consente ai dottori commercialisti ed esperti contabili di astenersi collettivamente dall’adempimento dei propri doveri tributari.

Anzi, al contrario, evita che un’astensione collettiva possa comportare il rischio di inadempimento da parte dei loro clienti.

Il richiamato Codice concerne il diritto di astensione collettiva dei dottori commercialisti ed esperti contabili dalle prestazioni poste in essere nello svolgimento delle relative attività professionali nei confronti dei propri committenti.

Il Codice non rileva invece in riferimento agli obblighi tributari dei medesimi professionisti nella loro posizione di contribuenti, da considerare e trattare al pari di quella di tutti gli altri.

Se, dunque, l’astensione dalle attività del professionista non giustifica…

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