IVA: cambia il regime speciale per piccole imprese - Diario Quotidiano del 3 Marzo 2020

Nel DQ del 3 Marzo 2020:
1) Revisori contabili: differito al 15 febbraio 2021 l’avvio del procedimento di allerta
2) Consulazione delle Fatture Elettroniche e altri Provvedimenti direttoriali dell’Agenzia delle Entrate
3) Bonus Pubblicità 2020: comunicazione da presentare entro il 31 marzo 2020
4) ETS: chiarimenti sull’incompatibilità tra lo status di volontario e quello di lavoratore
5) Contributi lavoratori domestici 2020: avviso di pagamento pagoPA
6) Lavoro agile applicabile, in tutto il territorio nazionale, per la durata dello stato di emergenza
7) Spettacoli: biglietti d’accesso rivenduti, i box office possono addebitare solo il costo d’intermediazione
NOTIZIA IN EVIDENZA – 9) IVA: cambia il regime speciale per piccole imprese, direttiva UE pubblicata in Gazzetta Ufficiale
10) Direttiva UE in G.U.: introdotti nuovi obblighi per i prestatori di servizi di pagamento

9) IVA: cambia il regime speciale per piccole imprese, direttiva UE pubblicata in Gazzetta Ufficiale

regime speciale IVA per piccole impreseE’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L 62 del 2 marzo 2020, la Direttiva UE 18 febbraio 2020, n. 2020/285 di modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune dell’IVA per quanto riguarda il regime speciale per le piccole imprese e il regolamento (UE) n. 904/2010 per quanto concerne la cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni allo scopo di verificare la corretta applicazione del regime speciale per le piccole imprese.

 

Regime speciale Iva per piccole imprese

Le franchigie si applicano alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate dalle piccole imprese.

Con la sostituzione dell’articolo 284 cosa cambia:

Gli Stati membri possono:

  • esentare le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel loro territorio da soggetti passivi che sono stabiliti in tale territorio e il cui volume d’affari annuo nello Stato membro, attribuibile a tali cessioni e prestazioni, non supera la soglia fissata dagli Stati membri ai fini dell’applicazione di tale esenzione (non superiore a 85 000 EUR;
     
  • fissare soglie differenziate per i diversi settori di attività sulla base di criteri oggettivi, ma entro la soglia degli 85 000 EUR;
     
  • assicurare che il soggetto passivo ammesso a beneficiare di più soglie settoriali possa avvalersi di una sola di tali soglie.

 

Le soglie fissate da uno Stato membro non fanno distinzione tra i soggetti passivi stabiliti in tale Stato membro e quelli che non vi sono stabiliti.

Gli Stati membri che hanno introdotto la franchigia, la concedono anche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel loro territorio da soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:

  1. il volume d’affari annuo nell’Unione del soggetto passivo interessato non supera i 100 000 EUR;
     
  2. il valore delle cessioni e delle prestazioni nello Stato membro in cui il soggetto passivo non è stabilito non supera la soglia applicabile in tale Stato membro per la concessione della franchigia ai soggetti passivi ivi stabiliti.

 

In deroga all’articolo 292 ter, per avvalersi della franchigia in uno Stato membro in cui non è stabilito, il soggetto passivo:

  1. dà previa notifica allo Stato membro di stabilimento; e
     
  2.  è identificato, ai fini dell’applicazione della franchigia, da un numero individuale esclusivamente nello Stato membro di stabilimento.

 

Gli Stati membri possono utilizzare il numero d’identificazione IVA individuale già attribuito al soggetto passivo in relazione agli obblighi che derivano per tale soggetto dal sistema interno o applicare la struttura di una partita IVA o qualsiasi altro numero ai fini dell’identificazione.

Il numero individuale di identificazione, è contraddistinto dal suffisso “EX”, oppure il suffisso “EX” è aggiunto a tale numero.

Il soggetto passivo informa preventivamente lo Stato membro di stabilimento, per mezzo di un aggiornamento di una previa notifica, di eventuali modifiche delle informazioni fornite in precedenza, comprese l’intenzione di avvalersi della franchigia in uno o più Stati membri diversi da quelli indicati nella previa notifica e la decisione di cessare di applicare il regime di franchigia in uno o più Stati membri in cui tale soggetto passivo non è stabilito.

La cessazione ha effetto a partire dal primo giorno del trimestre civile successivo alla ricezione delle informazioni fornite dal soggetto passivo oppure, qualora tali informazioni siano ricevute nel corso dell’ultimo mese di un trimestre civile, a partire dal primo giorno del secondo mese del trimestre civile successivo.

La franchigia si applica per quanto concerne lo Stato membro in cui il soggetto passivo non è stabilito e in cui tale soggetto passivo intende avvalersi della franchigia conformemente…

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