Dal 2 marzo 2020 per la registrazione degli atti privati si paga con Modello F24 - Diario Quotidiano del 24 Febbraio 2020

Nel DQ del 24 Febbraio 2020:
NOTIZIA IN EVIDENZA – 1) Dal 2 marzo 2020 per la registrazione degli atti privati si paga con Modello F24
2) Compensi agli amministratori: l’indeducibilità non è doppia imposizione
3) Anche l’avviso di accertamento sull’imposta comunale necessita di motivazione
4) “Rottamazione-ter”: il 28 febbraio 2020 scadrà la rata
5) Triennio formativo 2020-2022: pubblicate le linee guida sulla formazione continua dei revisori legali per il 2020
6) Si applica l’Iva ridotta per ringhiere, tettoie per balconi e terrazze, purché siano “riutilizzabili”
7) Nessun vantaggio fiscale indebito per la scissione “asimmetrica”
8) Contratti di appalto: documento del Cndcec sulla verifica del versamento delle ritenute fiscali e contributi
9) Detrazione IVA spesa farmaceutica (pay-back farmaceutico)
10) Ex dipendenti: tassazione arretrati da lavoro dipendente

1) Dal 2 marzo 2020 per la registrazione degli atti privati si paga con Modello F24

registrazione degli atti privatiRegistrazione degli atti privati: dal 2 marzo 2020 si potrà pagare anche con Modello F24 e, dopo un periodo transitorio, dal 1° settembre 2020, non si potrà più utilizzare il Modello F23.

I nuovi codici tributo vengono, quindi, istituiti per consentire il versamento delle somme dovute per la registrazione degli atti privati per effetto del provvedimento dell’Agenzia del 27 gennaio 2020, con il modello unificato di pagamento.

 

Registrazione degli atti privati: nuovi codici tributo

In particolare, a seguito dell’avvenuta estensione dell’uso del Modello F24 ai pagamenti per la registrazione degli atti privati, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 9/E del 20 febbraio 2020, ha istituito i seguenti codici tributo a decorrere dal 2 marzo 2020:

  • 1550 denominato “ATTI PRIVATI – Imposta di registro”
     
  • 1551 denominato “ATTI PRIVATI-Sanzione pecuniaria imposta di registro-Ravvedimento”
     
  • 1552 denominato “ATTI PRIVATI – Imposta di bollo”
     
  • 1553 denominato “ATTI PRIVATI – Sanzione imposta di bollo – Ravvedimento”
     
  • 1554 denominato “ATTI PRIVATI – Interessi”.

 

Peraltro, detti codici sono stati istituiti in attuazione del decreto MEF dell’8 novembre 2011 che ha previsto l’utilizzo del modello F24 per versamento delle somme dovute per la registrazione degli atti privati, a partire dal 2 marzo 2020.

Tuttavia, fino al 31 agosto 2020, si potrà utilizzare anche il Modello F23 secondo le attuali modalità. A partire dal 1° settembre 2020, invece, i suddetti pagamenti dovranno essere eseguiti solo con F24.

In sede di compilazione dell’ F24, i codici sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con l’indicazione nel campo “anno di riferimento” dell’anno di formazione dell’atto, nel formato “AAAA”.

Inoltre sono stati appositamente ridenominati i seguenti codici tributo relativi agli avvisi di liquidazione emessi dalle Entrate:

  • A196 ridenominato “ATTI PRIVATI – ATTI GIUDIZIARI – Imposta di registro – somme liquidate dall’ufficio”
     
  • A197 ridenominato “ATTI PRIVATI – ATTI GIUDIZIARI – Sanzione Imposta di registro – somme liquidate dall’ufficio”
     
  • A146 ridenominato “ATTI PRIVATI – ATTI GIUDIZIARI – SUCCESSIONI Imposta di bollo – somme liquidate dall’ufficio”
     
  • A148 ridenominato “ATTI PRIVATI – ATTI GIUDIZIARI – SUCCESSIONI Sanzione Imposta di bollo – somme liquidate dall’ufficio”
     
  • A151 ridenominato “ATTI PRIVATI – SUCCESSIONI – Tributi speciali e compensi – somme liquidate dall’ufficio”
     
  • A152 ridenominato “ATTI PRIVATI – ATTI GIUDIZIARI – SUCCESSIONI – Interessi – somme liquidate dall’ufficio”.

 

Le spese di notifica relative ai suddetti avvisi sono versate con il vigente codice tributo “9400 – spese di notifica per atti impositivi”.

Nel modello F24 i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando, inoltre, nei campi specificatamente denominati, il “codice ufficio”, il “codice atto” e l’“anno di riferimento” (nel formato “AAAA”), indicati nell’atto emesso dall’ufficio.

A cura di Vincenzo D’Andò

Lunedì 24 Febbraio 2020

 

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