Imposta di registro: atti formati per corrispondenza tassabili - Diario Quotidiano del 12 Febbraio 2020

Nel DQ del 12 Febbraio 2020:
1) Esportazione: regime probatorio necessario per fruire dell’esenzione IVA
2) Status di esportatore abituale: costruzione opificio mediante contratto di appalto, stop all’avviso di rettifica Iva
NOTIZIA IN EVIDENZA – 3) Atti formati per corrispondenza tassabili
4) Validato l’accertamento contro l’ASD, non spettano i benefici fiscali
5) Cassa previdenza Dottori commercialisti: spazio anche ai tirocinanti
6) L’ulteriore neo attività di compro oro da aprire può fruire del regime forfettario
7) Aliquota IVA edifici assimilati a civili abitazioni: niente reverse charge
8) Regionalismo differenziato: Note e Studi di Assonime

3) Atti formati per corrispondenza tassabili

 

E’ soggetto all’imposta di registro l’atto relativo al finanziamento concesso da una società nei confronti di un’altra società, questo anche se l’atto non sia stato registrato, poiché sia stato formato mediante corrispondenza.

Imposta di registro: atti formati per corrispondenza tassabiliLo ha sancito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 32516 del 12 dicembre 2019, secondo cui la disciplina riguardante la tassazione delle disposizioni enunciate, prevista dall’articolo 22 del Dpr n. 131/1986 (Testo unico sull’imposta di registro) si applica anche agli atti formati mediante corrispondenza.

Nel caso di specie, le società coinvolte nell’operazione di finanziamento non avevano, legittimamente, registrato l’atto considerato che i contratti di finanziamento sono regolati dall’articolo 9 della tariffa parte prima e, quindi, se formati per corrispondenza, godono del beneficio della registrazione solo in caso d’uso.

Il problema, dal punto di vista fiscale, è sorto quando, successivamente, è stato registrato un verbale societario di una delle due società coinvolte nel finanziamento.

Nel testo del verbale veniva enunciato il finanziamento precedentemente formato per corrispondenza.

Il fondamento civilistico degli atti formati mediante corrispondenza è ravvisato negli articoli 1326 e 1335 del codice civile.

In base al primo comma dell’articolo 1326, il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte.

L’articolo 1335, invece, dispone che la proposta e l’accettazione si reputano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario, sempreché questi non provi di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia.

Ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, per gli atti formati per corrispondenza, bisogna considerare soprattutto l’articolo 1 della tariffa, parte seconda, allegata al citato Dpr n. 131/1986.

Questa disposizione prevede che, alcuni atti, per i quali, in generale, è prevista la registrazione in termine fisso, qualora siano formati mediante corrispondenza, sono da registrare soltanto in caso d’uso, ovvero soltanto se si verificano le condizioni indicate nell’articolo 6 del citato Dpr n. 131/1986 (deposito dell’atto presso le cancellerie giudiziarie nell’esercizio di attività amministrativa o presso le amministrazioni dello Stato o degli enti pubblici territoriali, e i rispettivi organi di controllo).

 

A cura di Vincenzo D’Andò

Mercoledì 12 Febbraio 2020

 

 

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