Non è commercio elettronico il servizio ordinato via App: va emesso scontrino o fattura - Diario Quotidiano del 7 Febbraio 2020

Nel DQ del 7 Febbraio 2020:
1) In G.U. le misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente
2) Indennità per i Revisori delle CCIAA in G.U.
3) Le risposte ai vari question time: ok alla deduzione compensi amministratore; confermato che la novità per i forfettari va applicata subito
NOTIZIA IN EVIDENZA – 4) Non è e-commerce il servizio ordinato con l’App: va allora emesso scontrino o fattura
5) Dal 6 febbraio è possibile presentare la Certificazione Unica 2020
6) Lavoratori impatriati: resta il bonus fino a tutto il 2020
7) L’indennizzo all’ex presidente è soggetto alla ritenuta fiscale
8) Si applica l’imposta di registro al 3% sulle somme corrisposte per l’occupazione dell’immobile senza titolo
9) Trattamento IVA applicabile ai diritti relativi alle spese di istruttoria per le autorizzazioni di accosto
10) Atto di divisione ereditaria: tassazione ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale
11) ISA: confermato il regime premiale anche nel caso di dichiarazione tardiva
12) Lavoratori domestici: resi noti i contributi per l’anno 2020
13) Cndcec con l’Agenzia Entrate sui servizi ai commercialisti
14) Fondazione nazionale commercialisti: pubblicata l’Informativa Periodica sull’attività Internazionale

Non è commercio elettronico il servizio ordinato via App: va emesso scontrino o fattura4) Non è commercio elettronico il servizio ordinato con l’App: va allora emesso scontrino o fattura

 

I servizi acquistati con l’App non rientrano nel commercio elettronico. Scatta, dunque, l’obbligo di memorizzazione elettronica ed invio telematico dei corrispettivi giornalieri (oppure, in alternativa, l’invio – tramite il web delle Entrate – delle fatture elettroniche).

Non è, infatti, elettronico il servizio, tramite App, che consente di visualizzare l’offerta di ristoranti italiani affiliati ed effettuare ordini di cibo e bevande, poi consegnati direttamente al domicilio degli acquirenti (consumatori residenti in Italia).

Non può, quindi, fruire dell’esonero dall’emissione dello scontrino fiscale (o fattura), invece, previsto per i cosiddetti servizi elettronici (commercio elettronico).

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con il principio di diritto n. 3 del 6 febbraio 2020.

 

Commercio Elettronico via App: il parere del Fisco

 

Dunque, ossia l’utilizzo dell’applicazione informatica, con relativi (eventuali) costi addebitati ai consumatori, non può beneficiare dell’esonero dagli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi rispettivamente previsti dall’articolo 22, comma 1, numero 6-ter, del DPR, n. 633/1972 (decreto IVA) e dall’articolo 1 del decreto del Mef 27 ottobre 2015, ma ricade nelle regole generali, dovendo quindi essere documentato tramite fattura ex articolo 21 del decreto IVA (se richiesta dall’utente) ovvero tramite memorizzazione elettronica ed invio telematico dei corrispettivi giornalieri in base all’articolo 2 del D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127.

Si tratta di regole generali che, secondo l’Agenzia delle Entrate, valgono per il servizio di consegna degli ordini, per il quale occorre escludere il carattere accessorio rispetto alla cessione dei beni se non effettuato dal cedente ovvero per suo conto e a sue spese.

In particolare, come viene affermato nel neo principio, ai sensi dell’articolo 7, comma 3, lettera u), del regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune dell’Iva, non costituisce servizio elettronico l’applicazione che consente di visualizzare l’offerta di ristoranti italiani affiliati ed effettuare ordini di cibo e bevande, poi consegnati direttamente al domicilio degli acquirenti (consumatori residenti in Italia).

 

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A cura di Vincenzo D’Andò

Venerdì 7 Febbraio 2020

 

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