Commercialisti: il TAR delle Marche sposa l'equo compenso - Diario Quotidiano dell'11 Dicembre 2019

Nel DQ dell’11 Dicembre 2019
1) Acquisti intracomunitari di autoveicoli: accertamento induttivo puro e deduzione forfettaria dei costi di produzione
2) Niente sanzioni tributarie al contribuente se l’ignoranza è incolpevole
3) Distribuzione degli utili nelle piccole società: senza prova del reinvestimento gli utili si considerano come non contabilizzati
4) Come si applica l’imposta comunale sulla pubblicità in caso di pluralità di insegne
5) Validità del giudicato esterno nel processo tributario
6) L’insanabile contrasto tra motivazione e dispositivo
7) Manovra 2020: arrivate modifiche alla precedente bozza, la deduzione delle spese mediche non si tocca
8) L’associazione teatrale non tenuta al registratore di cassa telematico
NOTIZIA IN EVIDENZA – 9) Commercialisti: il TAR delle Marche sposa l’equo compenso
10) Chiarimenti in merito agli obblighi FATCA e altre di Fisco

9) Commercialisti: il TAR delle Marche sposa equo compenso

Diario quotidiano di notizie fiscali aggiornateAccolto il ricorso degli Ordini Commercialisti di Ancona e Pesaro-Urbino contro la Provincia di Macerata che prevedeva un compenso di soli 2mila euro annui per l’attività di revisione in una società in house.

Dall’Ufficio stampa, con la nota del 10 dicembre 2019 del CNDCEC arriva la notizia gradita ai tutti i professionisti.

Massimo Miani su equo compenso

Siamo di fronte ad una sentenza estremamente importante, che ci auguriamo possa essere da sprone per una rapida e piena approvazione dell’equo compenso per i professionisti italiani, colmando il vuoto apertosi anni fa con la dannosa eliminazione delle tariffe minime”.

E’ quanto afferma in una nota il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, commentando la sentenza del Tar delle Marche che ha accolto il ricorso degli Ordini dei commercialisti di Ancona e Pesaro e Urbino contro la Provincia di Macerata che, nell’ottobre del 2018, aveva pubblicato un annuncio per l’acquisizione di candidature ai fini della nomina dell’organismo di controllo (Sindaco unico) di una società in house, per un compenso annuo pari a 2000 euro oltre IVA e CPA.

Nel ricorso dei due Ordini territoriali dei commercialisti accolto dal Tar marchigiano, si sosteneva che il compenso predeterminato in maniera fissa e unilaterale dalla Provincia di Macerata, violasse il minimo tariffario che, se determinato tenendo conto sia della parte riferibile all’incarico di revisore dei conti che a di quella riferibile all’incarico di sindaco di società, avrebbe dovuto ammontare ad oltre 7mila euro. Gli Ordini dei commercialisti ricorrenti avevano sottolineato anche la violazione della disciplina dell’equo compenso dei professionisti autonomi, introdotta da una legge del 2017, che individua tra i contraenti forti anche la Pubblica Amministrazione.

(Fonte Press Magazine)

Diario Quotidiano dell’11 Dicembre 2019

a cura di Vincenzo D’Andò

 

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