Rivalsa IVA da accertamento negata - Diario Quotidiano del 23 Dicembre 2019

Nel DQ del 23 Dicembre 2019
:
NOTIZIA IN EVIDENZA – 1) Rivalsa IVA da accertamento negata, occorre adire l’autorità giudiziaria in sede civilistica
2) Iva al 4% per l’acquisto dell’auto da parte del disabile anche se non dispone della certificazione, ma verrà rilasciata con effetto retroattivo
3) Commercialisti: dal 2020, con un software ad hoc, sarà più agevole gestire le delibere dei procedimenti disciplinari
4) Commercialisti: rinviata al 15 febbraio 2020 la compilazione del questionario antiriciclaggio che riguarda un campione di iscritti
5) Impegno cumulativo all’invio delle dichiarazioni, niente obbligo di firmare i moduli fiscali con la consegna al cliente: ecco tutti i chiarimenti dal CNDCEC
6) Contenzioso tributario ancora in calo
7) Tassazione della Digital Economy secondo le più recenti linee di intervento OCSE
8) Datori di lavoro agricoli: Precisazioni INPS
9) Codici contratto all’interno del flusso Uniemens. Modifiche dal periodo di paga gennaio 2020
10) Obbligo di certificazione telematica dei corrispettivi: le tre risposte delle Entrate
11) Già disponibili le bozze 730/2020, 770/2020 e CU 2020
12) Registro nazionale degli aiuti di Stato: Adempimenti

1) Rivalsa IVA da accertamento negata, occorre adire l’autorità giudiziaria in sede civilistica

IVA: non è possibile esercitare il diritto di rivalsa IVA nei confronti dei cessionari cancellati dal registro delle imprese (nel caso di specie, ditte individuali e società in nome collettivo).

Diario quotidiano di notizie fiscali aggiornateNel caso di mancato pagamento dell’IVA da parte del cessionario o committente l’unica possibilità consentita al fornitore per il recupero dell’IVA pagata all’Erario, addebitata in rivalsa e non incassata, è quella di rivolgersi all’autorità giudiziaria ordinaria, in ambito civilistico.

L’Agenzia delle Entrate, nella risposta n. 531 del 20 dicembre 2019, esclude qualsiasi possibilità di applicazione di soluzioni regolate dalla disciplina IVA (nel caso di specie, la nota di variazione in diminuzione IVA).

Si tratta della tesi che, peraltro, non contrasta con i principi enunciati nella sentenza emessa dalla CGUE, causa C-127/18, in considerazione della “specialità” della rivalsa ex articolo 60 ultimo comma del decreto IVA, inerente ai rapporti privatistici tra le parti e come tale estranea alla rettifica.

Non si può, dunque, prevedere l’emissione di una nota di variazione in diminuzione dell’IVA, allorché dopo l’inutile esercizio della rivalsa, il cessionario committente sia cancellato dal registro delle imprese senza che il credito dell’istante sia stato soddisfatto, ovvero all’esito infruttuoso di procedure esecutive esperibili, in presenza delle condizioni specifiche fissate normativamente, anche nei confronti di altri soggetti.

A parere delle Entrate, con la cancellazione del cessionario dal registro delle imprese e la conseguente estinzione definitiva della stessa, viene meno la controparte contrattuale nei cui confronti esercitare la rivalsa.

Viene, dunque, esclusa la possibilità che, nel caso di ditta individuale o società di persone, ove l’impresa cessionaria risulti cancellata si possa agire in rivalsa anche nei confronti del titolare della ditta individuale e dei soci della società.

Lunedì 23 dicembre 2019

A cura di Vincenzo D’Andò

 

Per leggere le altre notizie del Diario Quotidiano, scarica il PDF sul tuo pc!

 

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it