Errori sul Bonus R&S: applicabile la sanzione per credito non spettante - Diario Quotidiano del 15 Novembre 2019

Nel DQ del 15 Novembre 2019:
1) Stop a super e iper-ammortamento per far posto ad un nuovo bonus fiscale meno conveniente per le imprese?
IN EVIDENZA: 2) Applicabile la sanzione meno grave per gli errori commessi sul bonus R&S
3) Ok al bonus R&S per il lavoratore “distaccato” purché partecipi sotto la direzione dell’utilizzatore
4) Sui dividendi versati ai fondi pensione stesso trattamento fiscale sia se residenti o meno
5) Tutte le comunicazioni di assunzione/cessazione vanno ora inviate al Ministero del Lavoro, ma il canale telematico è rimasto lo stesso
6) Per la banca fuori dalla vigilanza della Banca D’Italia non è dovuto il contributo straordinario
7) Tutti i chiarimenti su come certificare i corrispettivi sulle prestazioni di servizio rese da ristoranti e alberghi, anche tramite agenzie di viaggi
8) Misure fiscali agevolative per le imprese tra proroghe (super/ iperammortamento) e nuovi bonus (progetti ambientali)

2) Applicabile la sanzione meno grave per gli errori commessi sul bonus Ricerca&Sviluppo

Diario quotidiano di CommercialistaTelematicoErrori sul Bonus Ricerca&Sviluppo: applicabile la sanzione prevista per il credito non spettante, piuttosto che quella più grave per i casi di fraudolenza 

 

Assonime: sanzione per credito inesistente solo in caso di fraudolenza

Arrivati i primi chiarimenti sulle possibili sanzioni applicabili per gli errori commessi durante la fase di ottenimento del credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo.

​In particolare, Assonime, nella circolare n. 23 del 14 novembre 2019, affronta il tema del regime sanzionatorio ricollegabile agli errori commessi dai contribuenti nell’identificazione dell’ambito oggettivo del Credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo.

Secondo Assonime, la sanzione più appropriata sia da un punto di vista logico sistematico sia da un punto di vista equitativo, dovrebbe essere quella prevista per il credito non spettante, mentre quella più grave per il credito inesistente dovrebbe trovare applicazione solo nelle più circoscritte ipotesi connotate da fraudolenza, come nel caso in cui l’impresa abbia svolto un’attività che nemmeno in astratto può qualificarsi quale attività di ricerca e sviluppo oppure abbia effettuato meri investimenti in beni materiali e immateriali.

Viene, comunque, richiesto un chiarimento ufficiale da parte degli organi competenti in materia.

 

Sul questo tema leggi anche Come indicare il Credito Ricerca e Sviluppo in dichiarazione dei redditi >>.

 

Diario Quotidiano del 15 Novembre 2019

a cura di Vincenzo D’Andò

 

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