Fattura dei pedaggi autostradali - Diario Quotidiano del 4 Novembre 2019

Nel DQ del 4 Novembre 2019:
1) Entro il 20 dicembre 2019 la scelta per consultare le fatture sul web delle Entrate
2) Appalti, responsabilità divisa: l’analisi del fisco
NOTIZIA IN EVIDENZA – 3) Termini di richiesta delle fatture sui pedaggi autostradali
4) Procedure concorsuali, operazioni ad esigibilità differita effettuate dall’imprenditore in bonis: non recuperabile l’IVA versata dal curatore
5) Detassazione Premi di Risultato erogati in esecuzione di contratti aziendali
6) Obbligo di presentazione della dichiarazione di successione del curatore di eredità giacente e conseguente trascrizione e voltura degli immobili costituenti l’attivo ereditario
7) Revisione enti locali: fruibile dal 31 ottobre 2019 il corso gratuito online
8) Governo si impegna sull’equo compenso: arriva la proposta dei Commercialisti sui parametri professionali
9) La tutela della privacy del lavoratore controllato a distanza
10) Adempimenti del datore di lavoro in caso di fruizione da parte del lavoratore di aspettativa o distacco sindacale ovvero aspettativa per cariche pubbliche elettive

Termini di richiesta delle fatture sui pedaggi autostradali

La richiesta del cliente va fatta entro il termine previsto per l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA (ovvero, per l’anno in cui è sorto il diritto).
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 454 del 31 ottobre 2019, fornisce dei chiarimenti sulle modalità operative l’emissione delle fatture nel caso di pedaggi stradali.

Diario quotidiano di CommercialistaTelematicoGli enti concessionari di autostrade sono esonerati dall’obbligo di fatturazione relativamente ai pedaggi percepiti per i transiti autostradali, salvo richiesta del cliente, che può essere fatta al più tardi entro il termine previsto per l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA, vale a dire con la dichiarazione relativa all’anno in cui è sorto il diritto stesso.

Tali fatture devono essere emesse in formato elettronico, con una numerazione distinta, e l’importo non confluisce nella liquidazione IVA, poiché il corrispettivo già partecipa alla liquidazione periodica IVA all’atto dell’incasso dei corrispettivi. Le fatture, pertanto, non devono essere registrate nei registri IVA, ma per una corretta tenuta della contabilità è possibile annotarle in apposito registro sezionale. La data da indicare nella fattura elettronica può coincidere con la data di produzione e/o di emissione della stessa.

È quanto viene evidenziato dall’Agenzia delle Entrate nella risposta n. 454/2019, richiesta dal concessionario autostradale che ha ricevuto, da parte di alcuni utenti, richieste di emissione di fatture, relative a pedaggi autostradali per transiti effettuati nel 2016, 2017 e fino alla data di scadenza della concessione, vale a dire il 2018.

 

Pedaggi autostradali: i dubbi del contribuente

La società, in particolare, chiede di sapere:

a) se esiste un termine entro il quale gli utenti hanno diritto di richiedere il rilascio della fattura
b) come devono essere emesse e annotate nei registri Iva le fatture nei confronti degli utenti residenti in Italia, stante l’obbligo di emissione della fattura elettronica a partire dal 1° gennaio 2019.

 

Il parere del fisco sui termini di fatturazione dei pedaggi autostradali

Dopo avere ricordato le regole che caratterizzano la normativa IVA, prendendo in considerazione anche quelle secondo cui

“gli enti concessionari di autostrade sono tenuti alla emissione della fattura per i pedaggi relativi ai transiti autostradali soltanto specifica richiesta da parte degli utenti”,

e in caso di pedaggi autostradali

“regolati tramite ‘carte di credito’ a pagamento differito, la fattura dovrà essere emessa entro sessanta giorni decorrenti dalla fine del mese in cui sono stati effettuati i transiti”, e tenuto conto che “le fatture che verranno emesse dietro specifica richiesta degli utenti, (…) assumono, sostanzialmente, rilievo al solo fine di consentire agli utenti medesimi la detrazione dell’imposta loro addebitata”,

per l’Agenzia delle entrate la risposta al primo quesito è nell’attuale versione dell’articolo 19 del Dpr n. 633/1972, in base al quale

“(…) Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo”.

 

Con l’occasione, l’Agenzia delle entrate ricorda che prima della modifica intervenuta nel 2017 (articolo 2, comma 1, Dl n. 50/2017) tale diritto, poteva essere esercitato

“al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto (…)”.

 

Tanto premesso, alla prima domanda l’amministrazione risponde che le fatture relative ai pedaggi:

  • del 2016 potevano essere emesse entro il 31 dicembre 2018, per poter esercitare il diritto alla detrazione al più tardi…
Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it