La Manovra 2020 conferma bonus edilizi, super e iper ammortamenti, rivalutazioni quote, terreni e beni d'impresa

La Manovra 2020 conferma bonus edilizi, super e iper ammortamenti, rivalutazioni quote, terreni e beni d’impresa

La manovra 2020


Detrazioni per le spese di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia anche nel 2020

L’art. 19 della bozza del disegno della prossima Legge di Bilancio (trovi qui tutti gli approfondimenti), cui é appena iniziato l’iter parlamentare, proroga per l’anno 2020 le detrazioni: per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (“bonus ristrutturazioni” nella misura del 50% su una spesa massima di 96mila euro per unità immobiliare), per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti (“ecobonus”) e per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici a basso consumo energetico destinati all’arredo di un immobile ristrutturato (“bonus mobili”).

Il successivo art. 21 estende l’esenzione Irpef redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali.

Viene, infatti, estesa al 2020 l’esenzione Irpef per i redditi dominicali e agrari di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, che la legge di bilancio 2017 aveva disposto per gli anni dal 2017 al 2019. Nel 2021, concorreranno alla base imponibile nella misura del 50%.

Manovra 2020: prorogate anche per il 2020 super e iper ammortamento

L’art. 22, della bozza del DDL della legge finanziaria 2020, contiene la proroga sia del super ammortamento sia dell’iper ammortamento.

Il super ammortamento concede la maggiorazione del 30% del costo dei beni materiali strumentali nuovi, per gli investimenti, fino a 2,5 milioni di euro, effettuati nel 2020, con consegna fino al 30 giugno 2021.

Mentre, l’iper ammortamento agevola gli investimenti, entro il tetto di 20 milioni di euro, in beni materiali strumentali nuovi e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave Industria 4.0, effettuati entro il 31 dicembre 2020 ovvero fino al 31 dicembre 2021, a condizione che entro il 31/12/2020 l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione. La misura della maggiorazione è in funzione della dimensione dell’investimento: 170% per quelli fino a 2,5 milioni di euro; 100% se tra 2,5 e 10 milioni; 50% oltre 10 milioni e fino a 20.

Agevolati, con maggiorazione del 40%, anche gli investimenti in beni immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica in chiave Industria 4.0, per chi già usufruisce dell’iper ammortamento.
Introdotto, infine, per gli anni dal 2020 al 2022, un credito d’imposta “green” del 10%, come premialità aggiuntiva, per gli investimenti in macchinari e software effettuati a partire dal 1° gennaio 2017, facenti parte di un progetto di trasformazione tecnologica con un determinato obiettivo ambientale

 

Manovra 2020: ennesima proroga per la rivalutazione del valore delle partecipazioni e dei terreni

Ci risiamo con la rivalutazione del valore delle partecipazioni non negoziate e dei terreni, con riferimento, questa volta, ai beni posseduti al 1° gennaio 2020.

L’art. 89, della bozza del DDL della legge finanziaria 2020, ripropone l’ennesima proroga.

Entro il 30 giugno 2020 va pagata un’imposta sostitutiva dell’11% (per intero o la prima di tre rate annuali uguali).

Vendite immobili entro i cinque anni

Portata al 26% l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze realizzate in caso di vendita di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni (l’applicazione del regime, in luogo della tassazione Irpef ordinaria, può essere chiesta al notaio in sede di rogito).

…e la rivalutazione dei beni d’impresa

Riproposta, per le imprese che non utilizzano i principi contabili internazionali, la possibilità di rivalutare i beni d’impresa, esclusi quelli alla cui produzione o al cui scambio è destinata l’attività. La rivalutazione deve riguardare i beni che risultano dal bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2018.

Per la rivalutazione occorre versare un’imposta sostitutiva del 12% (beni ammortizzabili) o del 10% (altri beni); per affrancare il saldo di rivalutazione derivante dalla iscrizione dei maggiori valori, va versata un’imposta sostitutiva del 10%.

 

Vincenzo D’Andò

 

6 novembre 2019

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Queste informazioni sono tratte dal Diario Quotidiano pubblicato oggi su CommercialistaTelematico

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