Regime forfettario 2019: ancora chiarimenti dal Fisco - Diario Quotidiano del 9 Ottobre 2019

Nel DQ del 9 Ottobre 2019:
1) Bar con rivendita di biglietti ed abbonamenti autobus: non devono emettere il documento commerciale (nel corrispettivo l’aggio)
2) Bonus fiscale anche per il RT riutilizzato
3) Deduzione dei costi sostenuti per la delocalizzazione immediata e temporanea delle attività economiche danneggiate dagli eventi sismici
NOTIZIA IN EVIDENZA: 4) Regime forfettario: nessuna decadenza in caso di plusvalenze sull’estromissione dei beni
NOTIZIA IN EVIDENZA: 5) Regime forfettario: la causa ostativa non fa decadere subito l’amministratore
6) Detrazioni interventi di riqualificazione energetica, ristrutturazione edilizia e riduzione del rischio sismico
7) Erronea duplicazione fattura: come rimediare
8) In arrivo la cartella il modulo pagoPA
9) Servizio di bike sharing da certificare ai fini IVA
10) GDPR: il Garante privacy al lavoro su uno strumento di autovalutazione per le PMI
11) I Commercialisti, sentinelle dell’economia reale del Paese
12) Aliquota contributiva ex CUAF per i lavoratori iscritti al Fondo speciale ex Ipost
13) Sgravio contributivo sulle erogazioni: rideterminazione del tetto retributivo sul quale opera il beneficio

Regime forfettario 2019: ancora chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate

 

4) Regime forfettario 2019: nessuna decadenza in caso di plusvalenze sull’estromissione dei beni

Le plusvalenze e le minusvalenze realizzate in corso di regime forfettario non hanno alcun rilievo fiscale anche se riferite a beni acquistati negli anni che hanno preceduto l’adozione del regime forfettario.

Sul piano sostanziale l’estromissione dei beni oggetto della disciplina di cui all’articolo 1, comma 66, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 non assume alcuna rilevanza fiscale, in quanto la relativa plusvalenza è realizzata in vigenza del regime forfettario (fermo restando la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla legge n. 190 del 2014).

Come chiarito con la circolare n. 39/E del 15 aprile 2008 – seppur in relazione ai soggetti che si sono avvalsi del regime dei minimi di cui all’articolo 1, commi da 96 a117, della legge n. 244 del 2007 – l’Agenzia delle entrate ritiene che i contribuenti che applicano il regime forfettario annoteranno l’estromissione nei registri tenuti fino al periodo d’imposta antecedente all’ingresso nel cd. regime forfetario che recano iscrizione dei beni immobili interessati, in quanto esonerati dalla tenuta del registro dei beni ammortizzabili nonché dal registro degli acquisti Iva (cfr. paragrafi 4.1 e 4.2 della circolare n. 9/E del 2019).

Non sarà necessario, altresì, rappresentare nel quadro RQ della dichiarazione dei redditi 2020 per il periodo d’imposta 2019.

(Fonte Agenzia Entrate, risposta n. 391 del 7 ottobre 2019)

 

 

5) Regime forfettario 2019: la causa ostativa non fa decadere subito l’amministratore

Poiché i chiarimenti interpretativi sulla decadenza dal regime forfettario sono sopraggiunti con la pubblicazione della circolare n. 9/E del 10 aprile 2019, al fine di salvaguardare i comportamenti tenuti dai contribuenti nelle more della pubblicazione della stessa, l’Agenzia delle entrate ritiene che, qualora cessi dalla carica di amministratore e non sia effettuata alcuna cessione di beni o prestazione di servizi da parte dell’istante alla s.r.l. controllata a decorrere dalla predetta data di pubblicazione, lo stesso non decadrà dal regime forfetario nel periodo d’imposta 2020.

Riguardo alla decorrenza della causa ostativa, la medesima circolare precisa che ai fini della verifica delle stessa assume rilevanza l’anno di applicazione del regime e non l’anno precedente, dal momento che solo nell’anno di applicazione del regime può essere verificata la riconducibilità diretta o indiretta delle attività economiche svolte dalla s.r.l. a quelle esercitate dal contribuente in regime forfettario.

Pertanto, in linea generale il contribuente può aderire per il 2019 al regime forfetario in quanto la presenza della causa ostativa va valutata in detto anno e – ove ne sia accertata l’esistenza – decadrà dal regime nel 2020.

Con riferimento al caso di specie, in relazione alla partecipazione detenuta dall’istante nella società Alfa S.r.l., si rileva il ricorrere della prima condizione,costituita dal controllo diretto di cui all’articolo 2359, primo comma, n. 2, del codice civile.

In particolare, come chiarito nella citata circolare n. 9/E del 2019,risulta integrato il numero 2) del primo comma del citato articolo 2359 del codice civile nel caso di partecipazione da parte di un contribuente che applichi il regime forfettario al 50 per cento in una società a responsabilità limitata (fermi restando gli ulteriori requisiti).

Venendo alla seconda condizione, dal momento che i codici ATECO delle due attività rispettivamente svolte dall’istante e dalla società a responsabilità limitata controllata appartengono alla medesima sezione ATECO (la sezione “M”), la riconducibilità delle due attività economiche esercitate è da ritenersi sussistente, considerato che la persona fisica che usufruisce del regime forfetario percepisce compensi per la sua attività professionale oltre che per il…

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