Posta privata: notifica atti esente Iva - Diario Quotidiano del 17 Ottobre 2019

Nel DQ del 17 ottobre:
1) Manovra 2020: è tutto ok, salvo intese
2) Deducibili le spese legali dell’avvocato distrattario
3) Commercialisti: ok alla ricongiunzione presso la Cassa di previdenza
4) DSU: approvati modello tipo e istruzioni di compilazione
5) Eventi sismici: ripresa degli adempimenti ora fissata al 15 gennaio 2020
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NOTIZIA IN EVIDENZA – 9) Posta privata: notifica atti esente Iva

Posta privata: notifica atti esente IVA

Diario quotidiano di CommercialistaTelematicoAnche le prestazioni dei fornitori del servizio di distribuzione di corrispondenza, titolari di una licenza nazionale che li autorizza a offrire tale servizio, che effettuano prestazioni consistenti nella notifica formale di atti promananti da organi giurisdizionali o da autorità amministrative, sono esenti da Iva.

Secondo quanto statuito nella sentenza della Corte di Giustizia Ue (cause riunite C-4/2018 e 5/2018 del 16 ottobre 2019) tali soggetti vanno considerati come “fornitori del servizio universale”.

Nel caso di specie, il fisco tedesco riteneva, contrariamente a quanto sostenuto dalla società, che simili operazioni di notifica dovessero essere assoggettate all’Iva.

Le vertenze, a seguito dei ricorsi delle società, finivano, l’una, avanti al Tribunale Tributario del Baden‑Württemberg e, l’altra, al Tribunale Tributario di Colonia, che stabilivano che le notifiche formali di atti non potessero beneficiare dell’esenzione richiesta.

Le sentenze formavano oggetto di impugnazioni avanti alla Corte Tributaria Federale.

 

Corte di Giustizia: la notifica degli atti deve essere esente IVA

La Corte di Giustizia ricorda che, a norma dell’articolo 132, paragrafo 1, lettera a), della direttiva Iva, le prestazioni di servizi e le cessioni di beni accessori a tali prestazioni, effettuate dai servizi pubblici postali, sono esentate dall’Iva.

Tuttavia, anche se eseguite da privati, tali prestazioni vengono incluse nel servizio postale universale

La normativa, nel settore postale, intende offrire, ad un costo ridotto, servizi postali che rispondano alle esigenze essenziali della popolazione.

In base al diritto dell’Unione, secondo la Corte, si tratta di un servizio che coincide, sostanzialmente, con quello perseguito dalla direttiva sui servizi postali di offrire un servizio postale universale, ossia un servizio che corrisponda ad un’offerta di servizi postali di qualità determinata, forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti gli utenti.

 

Conclusioni della Corte di Giustizia

Pertanto, conclude la Corte Ue, l’articolo 2, punto 13, e l’articolo 3 della direttiva sui servizi postali devono essere interpretati nel senso che dei fornitori del servizio di distribuzione di corrispondenza, come quelli di cui trattasi nei procedimenti principali, i quali, nella loro veste di titolari di una licenza nazionale che li autorizza ad offrire tale servizio, siano tenuti ad effettuare, in conformità delle disposizioni del diritto nazionale, prestazioni consistenti nella notifica formale di atti promananti da organi giurisdizionali o da autorità amministrative, vanno considerati come «fornitori del servizio universale», ai sensi di dette disposizioni, sicché queste prestazioni devono essere esentate dall’Iva al pari delle prestazioni di servizi effettuate dai «servizi pubblici postali», ai sensi dell’articolo 132, paragrafo 1, lettera a), della direttiva Iva.

Diario Quotidiano del 17 Ottobre 2019

a cura di Vincenzo D’Andò

 

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