Modello Redditi omesso e credito recuperabile - Diario Quotidiano del 15 Ottobre 2019

Nel DQ del 15 Ottobre 2019:
1) Manovra 2020: verso detassazione aumenti salariali; soglia per il contante resta a 3000 euro
NOTIZIA IN EVIDENZA 2) Modello Redditi omesso: credito recuperabile l’anno successivo
3) Si all’accertamento settoriale se il contribuente nella fase del contradditorio non si giustifica adeguatamente
4) Fattura elettronica: per i controlli fiscali niente più vincoli privacy
5) Phishing anche via Pec: attenzione alle false mail sulla fatturazione elettronica
6) Revisione del Regolamento sugli abusi di mercato
7) Per la possibili passività, non misurabili, basta un richiamo tra le note di bilancio, iscrizione nel fondo per le altre
8) INPS per tutti: parte il progetto per l’integrazione sociale
9) Pensioni: applicazione aliquota maggiore e rinuncia detrazioni 2020
10) INAIL: adeguamento della Tabella di indennizzo del danno biologico

Modello Redditi omesso: credito recuperabile l’anno successivo

Diario quotidiano di CommercialistaTelematicoNel caso in cui l’Amministrazione finanziaria recuperi (in virtù degli artt. 36 bis del D.P.R. n. 600/1973 e 54 bis del D.P.R. n. 633/1972) un credito esposto nella dichiarazione oggetto di liquidazione, maturato in una annualità per la quale la dichiarazione risulti omessa, il contribuente può dimostrare, mediante la produzione di idonea documentazione, l’effettiva esistenza del credito non dichiarato, ed in tale modo viene posto nella medesima condizione in cui si sarebbe trovato qualora avesse presentato correttamente la dichiarazione, atteso che, da un lato, il suo diritto nasce dalla legge e non dalla dichiarazione e, da un altro, in sede contenziosa, ci si può sempre opporre alla maggiore pretesa tributaria del Fisco, allegando errori, di fatto o di diritto, commessi nella redazione della dichiarazione, incidenti sull’obbligazione tributaria.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 25288 del 9 ottobre 2019, precisando anche che quando, come nel caso di specie, gli interessi sono stati richiesti per il mancato pagamento di una somma con riferimento alla quale la contribuente vanta un credito d’imposta fatto valere in compensazione, il giudice del merito, qualora riconosca la sussistenza del credito de quo, non può limitarsi a questo accertamento, ma deve valutare se l’atto impositivo concerna anche tali interessi.

Infatti, per la giurisprudenza di legittimità detto credito assume valore dal momento in cui è sorto e siffatto momento va individuato non nella presentazione della dichiarazione, ma in quello di verificazione dei suoi presupposti.

Più precisamente, a norma dell’articolo 1242, comma 1, c.c. la compensazione produce il suo effetto estintivo dal giorno della coesistenza dei due debiti, mentre a questo fine sono indifferenti il momento in cui essi sono sorti (Cass., Sez. 3, n. 4983 dell’11 marzo 2004) e la dichiarazione della parte, limitandosi la pronuncia del giudice che accerti detta coesistenza a dare atto dell’avvenuta estinzione dei contrapposti debiti e crediti con effetto ex tunc (Cass., Sez. 1, n. 2037 del 5 giugno 1976).

Se ne ricava che gli interessi sul debito tributario, in ipotesi di compensazione con un credito del contribuente, sono dovuti solo fino al momento della nascita di quest’ultimo credito.

Analoghe considerazioni vanno svolte quanto alle sanzioni, dovendosi tenere conto che, nel presente giudizio, queste sono state inflitte ex articolo 13 del d.lgs. n. 471 del 1997, disposizione che concerne gli omessi versamenti o le ipotesi nelle quali siano offerti in compensazione crediti inesistenti. C.

Pertanto, la CTR di Napoli avrebbe dovuto valutare se, avendo accertato che il credito opposto in compensazione esisteva sin dal 2006, fosse configurabile un omesso versamento, considerato che l’effetto estintivo della compensazione opera retroattivamente.

Nella presente controversia, invece, la CTR di Napoli ha del tutto omesso di spiegare il rigetto dell’appello nella parte in cui erano domandati l’annullamento dell’atto impositivo e del ruolo, nonostante al riconoscimento del diritto della contribuente a scomputare il suo credito conseguisse, in linea di principio, il venire meno pure della pretesa del Fisco agli interessi ed alle sanzioni.

 

Il fatto: Modello Redditi omesso

L’Agenzia delle Entrate non ha aveva riconosciuto il credito della contribuente, sostenendo che essa, avendo comunque omesso la dichiarazione per il 2006, avrebbe dovuto chiedere il relativo rimborso con le modalità previste, dopo avere versato il dovuto.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha affermato nel proprio ricorso che la contribuente non avrebbe dimostrato la sussistenza del suo credito.

Tale tesi era stata ritenuta fondata dalla Commissione tributaria regionale, ma non dalla Suprema Corte.

 

La decisione della Cassazione

La Corte di Cassazione, nell’accogliere il ricorso incidentale presentato dalla…

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