L'utilizzo degli ISA in fase di controllo - Diario Quotidiano del 6 Settembre 2019

1) Utilizzo degli ISA ai fini della selezione dei contribuenti da verificare>br>
2) ISA: segnalazioni di anomalie
3) Disapplicazione ISA: scende in campo anche il Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro, uso per fini solo statistici
4) Il Cndcec chiede la riapertura termini per l’invio telematico dei corrispettivi
5) Iva: Italia ancora prima in Ue per evasione, perde 33 miliardi
6) Innalzata percentuale di compensazione per le cessioni di prodotti agricoli
7) D.L. per la tutela del lavoro e la risoluzione di crisi aziendali in G.U.
8) Eventi sismici: rimborso minori entrate relative all’ICP, al CIMP, alla COSAP
9) La cessione del terreno con demolizione del fabbricato vanno qualificate ai fini Iva come operazioni indipendenti l’una dall’altra
10) Primo Consiglio dei Ministri riunitosi il 5 settembre 2019
11) E’ ora disponibile anche il software di controllo ISA 2019 per inviare le dichiarazioni dei redditi per il 2019

1) Utilizzo degli ISA ai fini della selezione dei contribuenti da verificare

Con punteggio tra 6 e 7,99, il contribuente non dovrebbe essere sottoposto a controllo sulla base degli elementi di rischio “insiti” nella valutazione di affidabilità fiscale operata dall’ISA.

E’ stato chiesto, nel caso di punteggio ISA particolarmente basso, inferiore a 6, quali saranno le conseguenze per il contribuente, se si innescherà automaticamente una procedura di verifica, oppure se il punteggio per innescare una verifica deve essere corroborato da altri elementi.

Nonché come vadano considerati i contribuenti che presentano un punteggio compresa fra 6 e 7,99.

Risposta fornita da Agenzia delle entrate

L’art. 9-bis del DL n. 50 del 2017 prevede al comma 14 che “l’Agenzia delle entrate e il Corpo della guardia di finanza, nel definire specifiche strategie di controllo basate su analisi del rischio di evasione fiscale, tengono conto del livello di affidabilità fiscale dei contribuenti derivante dall’applicazione degli indici nonché delle informazioni presenti nell’apposita sezione dell’anagrafe tributaria di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605”.
In merito alla casistica prospettata al quesito 1, si evidenzia che il Provvedimento del 10 maggio 2019 (par. 6.1) prevede che “ai fini della definizione delle specifiche strategie di controllo basate su analisi del rischio di evasione fiscale, previste dal comma 14 dell’articolo 9-bis del decreto, l’Agenzia delle entrate tiene conto di un livello di affidabilità minore o uguale a 6”.
Nella casistica prospettata al quesito 2 (punteggio tra 6 e 7,99), il contribuente non dovrebbe essere sottoposto a controllo sulla base degli elementi di rischio “insiti” nella valutazione di affidabilità fiscale operata dall’ISA.

2) ISA: segnalazioni di anomalie

Da più parti sono giunte segnalazioni che una delle anomalie che determinano una riduzione del punteggio è data dall’incidenza dei costi residuali di gestione in una misura molto superiore rispetto ai vecchi studi di settore. Tale indicatore di anomalia influenza il punteggio finale che si assesta sotto il livello premiale minimo senza possibilità di modificarlo, dato che l’anomalia relativa ai costi residuali di gestione si basa unicamente sulla proporzione tra costi residuali di gestione e costi totali. In alcuni casi (immobiliari, taxisti per l’indeducibilità IVA da pro rata) tali risultati sembrano non tener conto di situazioni particolari. Su come comportarsi viene fornita la seguente risposta.

Risposta fornita da SOSE

L’indicatore di anomalia dei costi residuali di gestione era calcolato nell’ambito degli studi di settore come rapporto tra i costi residuali ed i ricavi. Negli ISA, invece, tale indicatore è calcolato come rapporto tra i costi residuali e i costi totali.
Questa differenza può determinare anomalie per i contribuenti che non hanno altri costi (ad esempio le immobiliari di gestione).

Cosa può fare il contribuente?

Controllare la corretta compilazione dei dati dichiarati che impattano sull’indicatore;
Riportare le cause dell’anomalia nel campo annotazioni.

Anomalia relativa all’apporto di lavoro

Scatta spesso l’anomalia relativa all’apporto di lavoro delle figure non dipendenti. Nelle società di persone, di solito, tutti i soci sono amministratori ma non necessariamente prestano la loro attività in modo continuativo nell’impresa. Pertanto per evitare l’anomalia si dovrebbero indicare % più elevate di lavoro che influiscono sugli indici di affidabilità ricavi per addetto o valore aggiunto per addetto determinando una riduzione del punteggio degli stessi. In tali casi come si deve agire?

Risposta fornita da SOSE

Le soglie individuate per l’indicatore “Analisi dell’apporto di lavoro delle figure non dipendenti” sono differenziate in funzione della tipologia di figura, della…

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