Trust autodichiarato con imposte di registro e donazione fisse - Diario Quotidiano del 16 Settembre 2019

1) In arrivo l’assegno (unico) per familiari a carico anche per i lavoratori autonomi
2) Trust autodichiarato con imposte di registro e donazione fisse
3) Linee guida utili per valutare le attività svolte dagli enti del Terzo settore, valutazioni nel bilancio sociale degli ETS
4) Mercato immobiliare a rilento
5) Stop alla flat tax, il nuovo ministro delle finanze ne conferma la cancellazione
6) Anche se il soggetto passivo Iva non è iscritto al VIES, spetta comunque l’esenzione IVA
7) Fondo indennizzo risparmiatori: presentazione delle istanze
8) Agenzia delle entrate: occhio ai nuovi tentativi di phishing via email

Trust autodichiarato con imposte di registro e donazione fisse

Le imposte in sede dell’atto istitutivo si pagano in misura fissa. ll trust autodichiarato (il trustee coincide con il disponente), al momento istitutivo vuole delle imposte in misura fissa. Così si esprime la Corte di Cassazione nella sentenza n. 22754 del 12 settembre 2019, con la quale ha negato la tesi delle Entrate che, contrariamente al parere del notaio rogante, chiedeva l’applicazione delle imposte in misura proporzionale.

Secondo la Suprema, “l’atto di dotazione di trust, di per sé, non configura il presupposto impositivo per l’applicazione proporzionale nè dell’imposta sulle successioni e donazioni né dell’imposta di registro, né delle imposte ipotecaria e catastale, in quanto il trasferimento a favore del trustee è comunque temporaneo e strumentale alla realizzazione degli scopi del trust”.

Peraltro, tale principio vale per l’atto di dotazione del trust autodichiarato, in cui disponente e trustee coincidono, atteso che in esso “un reale trasferimento è impossibile”.

Né l’atto istitutivo, né l’atto di dotazione patrimoniale tra disponente e trustee configurano, infatti, un trasferimento di ricchezza stabile, giacché sono, invece, “meramente strumentali ed attuativi degli scopi di segregazione e di apposizione del vincolo di destinazione”.

Solo l’eventuale attribuzione finale del bene al beneficiario, a compimento e realizzazione del trust medesimo, può realizzare tale trasferimento e configurare, quindi, il presupposto per l’applicazione delle imposte in misura proporzionale.

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Diario quotidiano di CommercialistaTelematicoFroda il Fisco chi sposta la sede per non saldare

Rischia una condanna per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte l’imprenditore che, per sfuggire ai debiti con l’Erario, sposta la sede sociale. Lo afferma la Corte di Cassazione nella sentenza n. 37657 del il 12 settembre 2019. La terza sezione penale ha quindi confermato e reso definitivo il sequestro a carico di un imprenditore. L’argomento è stato apporfondito da Massimo Genovesi: 

Si applica l’aggravante al consulente che elabora un modello seriale di evasione

 

 

16 Settembre 2019

Vincenzo D’Andò

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