Quando diventa deducibile il compenso al legale? - Diario Quotidiano del 30 Settembre 2019

1) Compenso del legale deducibile dopo la cessazione dell’incarico professionale
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3) Remissione in bonis per le associazioni sportive dilettantistiche entro il 30 settembre 2019
4) Benefici gasolio autotrazione 3° trimestre 2019
5) Ritorsioni verso i dipendenti che segnalano illeciti: pesante sanzione al responsabile
6) Al via prime collaborazioni per l’acquisizione dell’affitto di aziende tra Notariato e Questura
7) ENPACL: dichiarazione volume d’affari IVA e reddito 2018 prorogati al 30 settembre 2019
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Diario quotidiano: il compenso del legale deducibile dopo la cessazione dell’incarico professionale

Il compenso del legale diventa deducibile solo dopo la cessazione dell’incarico professionale e non, quindi, per competenza economica. In particolare, la deduzione fiscale è legata al momento di conseguimento e, quindi, di sostenimento della spesa professionale.
Lo precisa la Corte di cassazione nella sentenza n. 24003 del 26 settembre 2019.

Il corrispettivo della prestazione del professionista legale e la relativa spesa si considerano rispettivamente conseguiti e sostenuti quando la prestazione è condotta a termine per effetto dell’esaurimento o della cessazione dell’incarico professionale.
Così si esprime la Corte di Cassazione nella sentenza n. 24003 del 26 settembre 2019, censurando la pronuncia della CTR, considerata in violazione di legge, poiché favorevole alla deduzione delle spese legali per competenza nell’anno in cui le prestazioni sono state eseguite, ovvero, in relazione al singolo atto, dovendosi, invece, fare riferimento al momento in cui le stesse sono state ultimate, in rapporto ai singoli gradi in cui si è svolto il giudizio e, quindi, al momento della pronunzia che chiude ciascun grado.

Viene anche stabilito dalla Suprema corte, che ai fini della individuazione dell’anno di competenza delle sopravvenienze attive e passive occorre farse riferimento al momento il contribuente abbia raggiunto certezza della loro esistenza o quantificazione, purché tale momento si sia formato dopo la data di approvazione del bilancio.

Il fatto di causa

L’Agenzia delle entrate ha presentato il ricorso in cassazione contro la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che aveva accolto l’appello incidentale proposto dalla società contro la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Bergamo

In particolare, l’Agenzia delle entrate aveva emesso nei confronti della società contribuente un avviso di accertamento con il quale, relativamente all’anno di imposta 2002, aveva contestato, ai fini Iva, Irpeg (ora Ires) e Irap, l’erronea imputazione all’esercizio di competenza di diverse voci di costo relative a spese legali, sopravvenienze passive, compensi di collaborazione e ricavi non dichiarati; avverso il suddetto atto di accertamento la società aveva proposto ricorso che era stato parzialmente accolto dalla Commissione tributaria provinciale di Bergamo, annullando l’atto impositivo, ad eccezione della contestazione relativa ai compensi di collaborazione non di competenza; avverso la suddetta pronuncia aveva proposto appello principale l’Agenzia delle entrate e appello incidentale la contribuente.

La Commissione tributaria regionale della Lombardia aveva, quindi, dato ragione alla società, poiché riteneva che le spese legali dovevano essere ritenute di competenza dell’anno 2002, giacché i corrispettivi delle prestazioni si considerano conseguiti alla data in cui le prestazioni stesse sono state eseguite, e non ultimate; le sopravvenienze passive ed i ricavi erano deducibili nell’anno 2002 poiché solo in detto anno la società aveva acquisito la certezza della loro esistenza e quantificazione.

La decisione della Cassazione sulla deducibilità

Viceversa, la Corte di cassazione, nel censurare la tesi esposta dalla CTR, ha accolto il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate e quindi la linea difensiva esposta dall’Amministrazione finanziaria, ovvero che le deduzione delle spese legali non deve avvenire per competenza (nell’anno in cui le prestazioni sono state eseguite, ovvero, in relazione al singolo atto, dovendosi, invece, fare riferimento al momento in cui le stesse sono state ultimate, in rapporto ai singoli gradi in cui si è svolto il giudizio e, quindi, al momento della pronunzia che chiude ciascun grado).

Non secondo l’Agenzia e ora anche la Suprema Corte, il tutto (deduzione fiscale) è, invece, legato al momento di conseguimento (e, quindi, di…

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