INPS: precisazioni in tema di prescrizione in 5 anni della contribuzione dovuta - Diario Quotidiano del 23 Settembre 2019

1) Accertamento da studi di settore illegittimo se manca un “grave scostamento”
2) L’indebita compensazione si può verificare solo per i tributi e non per i contributi previdenziali
3) Accertamento da studi di settore: la mancata fase del contraddittorio é sostituibile
4) Rettifica all’immobiliare che cedeva unità immobiliari con prezzo inferiore a quello risultante dai mutui stipulati/valore normale O.M.I.
5) Per l’accordo transattivo la nota credito Iva va emessa entro un anno
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7) Consulenza giuridica fiscale: istanze Agenzia delle Entrate condivise per i Commercialisti
8) INPS: precisazioni in tema di prescrizione contribuzione dovuta
9) INPS Gestione Agricoltura: emissione avvisi bonari
10) INPS: nuovo sistema per la comunicazione telematica di cessazione

Il termine quinquennale di prescrizione decorre dalla data di scadenza del versamento del contributo dovuto.

L’INPS, con la circolare n. 124 del 20 settembre 2019, ha fornito le istruzioni dopo quanto espresso dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione in tema di prescrizione del contributo dovuto dai datori di lavoro (articolo 5, comma 4, della legge n. 223/91).

Con le sentenze n. 30699 del 21 dicembre 2017, n. 672 del 12 gennaio 2018 e n. 28605 dell’8 novembre 2018, la Corte di legittimità ha infatti ritenuto che gli oneri previsti dall’articolo 5, comma 4, della legge n. 223/1991 hanno natura contributiva, con conseguente applicazione del termine quinquennale di prescrizione di cui all’articolo 3 della legge 8 agosto 1995, n. 335.

La prescrizione della contribuzione

Alla luce di tale indirizzo della Corte di Cassazione, che giudica estinto il diritto di credito dell’Istituto per prescrizione quinquennale ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 335/1995, in assenza di idonei atti interruttivi dell’Istituto, l’Inps ha diramato alcune precisazioni in merito all’esatta individuazione del dies a quo dal quale decorre il termine di prescrizione.

Il termine di prescrizione decorre dalla data di scadenza del versamento del contributo dovuto.

Le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 4, della legge n. 223/1991, lette in combinato disposto con quelle del decreto ministeriale n. 142/1993, prevedono che il versamento del contributo possa avvenire in un’unica soluzione o in trenta rate mensili.

Il versamento in un’unica soluzione o della prima rata delle somme di cui all’articolo 5, comma 4, della legge n. 223/1991 deve essere effettuato entro la scadenza della denuncia contributiva di competenza del mese in cui l’impresa ha comunicato il recesso ai lavoratori posti in mobilità, essendo quindi ininfluenti le date effettive di cessazione del rapporto di lavoro.

Le successive rate dovranno essere versate secondo le scadenze delle successive denunce contributive.

ll dies a quo del termine di prescrizione deve essere quindi individuato secondo le disposizioni da ultimo richiamate.

In caso di pagamento a rate

In particolare, nel caso in cui il datore di lavoro abbia comunicato all’Istituto la volontà di avvalersi del pagamento rateale, per la corretta determinazione della decorrenza del termine di prescrizione si evidenzia che l’obbligo contributivo determinato dall’articolo 5, comma 4, della legge n. 223/1991, costituisce un’obbligazione unica, essendo la divisione in rate solo una modalità per agevolarne l’adempimento.

Le singole rate, quindi, non costituiscono autonome e distinte obbligazioni, ma adempimento frazionato di un’unica obbligazione.

Nel caso di specie, infatti, all’unicità della causa debendi non può che corrispondere l’unitarietà dell’obbligo contributivo, diversamente da altre obbligazioni previdenziali che hanno scadenze periodiche, ove le singole scadenze determinano il termine di adempimento delle singole obbligazioni previdenziali, che quindi sono da ritenersi autonome in quanto scaturenti da causae debendi autonome e indipendenti le une dalle altre (ad esempio, le retribuzioni).

Conseguentemente, essendo il beneficio del pagamento rateale solo una modalità prevista per agevolare l’adempimento del datore di lavoro, che non comporta il frazionamento dell’obbligazione contributiva di cui all’articolo 5, comma 4, della legge n. 223/1991, in tante autonome obbligazioni, la prescrizione decorre dalla scadenza dell’ultima rata, considerato che prima di tale scadenza l’Istituto non può legittimamente pretendere il pagamento né attivare il recupero coattivo del credito tramite l’Agente della Riscossione.

Infine, viene precisato che nel caso in cui il debitore abbia dolosamente occultato l’esistenza del debito, la decorrenza del termine di prescrizione è sospesa, ai sensi dell’articolo 2941 del codice civile, finché il dolo non sia stato…

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