IVA: via libera alla compensazione tra crediti e debiti prefallimentari – Diario Quotidiano del 18 Settembre 2019

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 18 settembre 2019



1) Redditi diversi derivanti dalla cessione di titoli gravati dal diritto di usufrutto con patto di rotatività
2) Compatibilità dello status di amministratore di società di capitali con lo svolgimento di attività di lavoro subordinato, da valutare caso per caso
3) IVA: via libera alla compensazione tra crediti e debiti prefallimentari
4) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di agosto 2019
5) Gestione delle deleghe per l’accesso ai servizi Modello “RA012”: estesa la possibilità di chiedere le abilitazioni a consulenti del lavoro/commercialisti/avvocati
6) Applicazione della sanzione per infedele dichiarazione ai soci non amministratori

3) IVA: via libera alla compensazione tra crediti e debiti prefallimentari

Iva: è legittima la compensazione tra credito e debiti prefallimentari, non viene, dunque, violato il principio di neutralità giacché le operazioni Iva maturate ante fallimento, avendo autonomia giuridica rispetto a quelle post fallimentari, non sono con queste compensabili.

Secondo quanto statuito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14620/2019, in materia tributaria è ammissibile la compensazione del credito Iva chiesto a rimborso dal curatore, a seguito del fallimento di una società (articolo 30, comma 2, del Dpr n. 633/1972) e i debiti contratti verso l’erario dalla società medesima in periodi d’imposta antecedenti il fallimento, perché, ponendosi la coincidenza della partita Iva per le operazioni prefallimentari e postfallimentari come circostanza meramente occasionale che non muta l'autonomia giuridica delle operazioni facenti capo al fallito, entrambe le voci di debito/credito sono sorte nel momento in cui la società era in bonis.

Compensazione tra crediti e debiti prefallimentari - Giurisprudenza

Secondo Assonime, la fattispecie sub iudice trae origine da un diniego parziale opposto dall’Ammin