Contante: incentivi all’uso delle carte e detrazioni, prime anticipazioni Legge di Bilancio 2020

Si profila una massiccia operazione del Governo indirizzata a disincentivare l’uso del contante e viceversa incentivare l’uso delle carte di credito e tutti i sistemi di pagamento elettronici e digitali: un meccanismo premiale, che renda meno conveniente l’uso del contante e faccia così emergere il nero.

movimenti contanti 10mila euroLotta all’evasione fiscale

Come riferisce la nota Ansa del 25 settembre 2019, si profila una massiccia operazione del Governo indirizzata a disincentivare l’uso del contante e viceversa incentivare l’uso delle carte di credito e tutti i sistemi di pagamento elettronici e digitali: un meccanismo premiale, che renda meno conveniente l’uso del contante e faccia così emergere il nero.

Dunque, lotta all’evasione fiscale attraverso la massima tracciabilità dei pagamenti.

Il premier Giuseppe Conte ha preannunciato da New York un “patto con i contribuenti”, ovvero un mix di misure da inserire nella Legge di bilancio e nel decreto fiscale. Il fine sarà quello di “ridurre le tasse su famiglie e imprese”. Il mezzo sarà la tracciabilità dei pagamenti.

Tra Governo e Mef si lavora in primis per chiudere la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza. Nonostante il termine di legge scada il 27 settembre, il varo della Nadef potrebbe slittare a lunedì 30.

Ci sarà più tempo, fino al 20 ottobre, per elaborare poi le misure della manovra e del decreto fiscale.

Ma su alcuni temi la discussione potrebbe presto animarsi. E’ già sotto la lente la proposta M5s di inasprire il carcere per gli evasori, se si considera che le soglie di punibilità che M5s vorrebbe abbassare, furono alzate nel 2015 dal governo Renzi. E se il Pd per ora non si sbilancia, fonti di Italia viva sottolineano che “è giusto perseguire con il carcere chi ruba agli italiani ma le norme esistono già e non bisogna inventarne di nuove”.

Quanto al pacchetto fiscale annunciato da Conte, è il viceministro Antonio Misiani a dire in Aula alla Camera che “non è una missione impossibile” abbattere l’evasione: in ballo ci sono 110 miliardi “che ogni anno vengono sottratti a fisco e Inps”.

La fatturazione elettronica sta dando buoni risultati e a gennaio entrerà a regime anche lo scontrino elettronico, con tanto di lotteria degli scontrini.

E’ ipotizzabile anche un mix di misure “incentivanti”, con sgravi e detrazioni (a partire dagli strumenti “green”).

C’è anche chi ipotizza aumenti selettivi dell’Iva che però verrebbero restituiti al contribuente che paghi con carta/strumenti tracciabili. O anche meccanismi di detrazioni non più automatiche ma solo a fronte di pagamenti tracciabili, come già oggi accade in edilizia per ristrutturazioni.

Ipotesi allo studio del Governo

Circola l’idea di abbassare il tetto all’uso del contante (ora è tremila euro) e anche quella di un intervento per contrastare l’elusione delle grandi compagnie. L’idea, viene spiegato, è rendere ad esempio più conveniente per il cliente pagare al ristorante con carta che con contante.

La logica è incentivare e sgravare, non disincentivare e penalizzare (niente tasse sul contante, per intendersi), con meccanismi come quello delle detrazioni che nell’edilizia hanno fatto emergere il nero.
Si sta valutando la possibilità di portare in detrazione dai redditi le spese per servizi che oggi difficilmente vengono fatturate regolarmente, come quelle per l’idraulico.

E si cita l’ipotesi di stabilire una fascia di gratuità nei pagamenti con le carte, per cui ad esempio non ci sarebbero commissioni sui primi cinque euro spesi con bancomat e i primi venti con carta.

Sarebbero allo studio anche nuovi accordi tra Abi e commercianti per ridurre le commissioni dei pos. Più in generale, il presidente dell’Abi Antonio Patuelli ha indicato il modello scelto per i benzinai, con l’obbligo della fatturazione elettronica nella filiera del carburante e concomitanti sgravi fiscali.

Verrebbe confermato il regime forfettario fino al 65mila euro per le partite Iva. Possibili, tuttavia, correttivi antievasione. Allo studio la possibilità di introdurre l’obbligo di fattura elettronica per i contribuenti con imposta secca al 15%.

E’ chiaro l’intento dell’Esecutivo di concentrare le attenzioni sui comportamenti evasivi o elusivi delle partite Iva.
In relazione poi al superforfait al 20% per ricavi/compensi da 65mila a 100mila euro, dopo le prime contrarie anticipazioni, invece, potrebbe debuttare dal 1° gennaio, qualora dovesse venire richiesta l’autorizzazione comunitaria (in atto non avvenuta). Lo scopo del nuovo esecutivo sarebbe quello di non aumentare la pressione fiscale e la soppressione del superforfait al 20% potrebbe andare in tale direzione.

26 settembre 2019

a cura Vincenzo D’Andò

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La notizia è tratta dal
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