Un DDL per la tutela dei professionisti e clienti in caso di malattia - Diario Quotidiano dell'8 Agosto 2019

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2) Accertamento con studi di settore: l’omessa motivazione deve essere contestata “a modo”
3) Bonus fiscale prima casa ampio
4) Srl truffata dall’agente: il Fisco spiega come rettificare l’Iva ed il trattamento IRES/IRAP
5) Tutela del lavoro e risoluzione di crisi aziendali
6) Societario: sostenibilità aziendale e sviluppo della professione di Commercialista
7) Un Ddl per la tutela di professionisti e clienti in caso di malattia
8) Effetti sugli statuti della Comunicazione della Consob su voto maggiorato e opa da consolidamento
9) Domande per l’incentivo “Occupazione Sviluppo Sud”: conferma della prenotazione entro 10 giorni
10) Codici contratto all’interno del flusso Uniemens: modifiche dal periodo di paga settembre 2019

Un DDL per la tutela dei professionisti e clienti in caso di malattia

Un disegno di legge trasversale, firmato da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Partito Democratico e Movimento Cinquestelle, per tutelare clienti e liberi professionisti nel caso quest’ultimo sia colpito da malattia, infortunio o sia deceduto.

A presentarlo ieri (7 agosto 2019) in Senato nella sala Caduti di Nassirya alcuni senatori componenti della Consulta parlamentari commercialisti. Una grave lacuna, quella che cerca di colmare il disegno di legge che porta la firma dei senatori Andrea de Bertoldi (FdI), Emiliano Fenu (M5S), Massimiliano Romeo (Lega), Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia), Mauro Marino (Pd), visto che ad oggi se un libero professionista viene colpito da un grave incidente, che gli impedisca il rispetto di adempimenti aventi scadenze con termini perentori a carico di propri clienti, scattano sanzioni. Il ddl interviene offrendo un corredo normativo che regoli questa particolare fattispecie, garantendo finalmente tranquillità e certezza nel lavoro a ciascun libero professionista, senza che questi debba preoccuparsi di quello che accadrà ai propri clienti nel caso in cui sorga un impedimento allo svolgimento della propria attività. Tutto questo nel pieno rispetto della Costituzione sia per quanto concerne la “tutela della salute“, ma anche in riferimento al diritto dei clienti a non essere ingiustamente danneggiati.

Sul Disegno di legge ha espresso il suo plauso il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani. “Questa iniziativa”, ha affermato, “è estremamente apprezzabile, sia per il metodo trasversale che vede lavorare fianco a fianco colleghi commercialisti appartenenti a diversi schieramenti politici, sia nel merito. Si tratta di un primo, importante passo sulla via di un’azione che, lungi dal rispondere ad una logica corporativa, pone finalmente attenzione alle legittime istanze di una professione troppo spesso dimenticata dalla politica. Il Consiglio nazionale continuerà, come già fatto sinora, ad interloquire costantemente con i colleghi commercialisti presenti in Parlamento, con l’auspicio che la loro attività possa produrre frutti per la categoria e per tutto il comparto delle professioni ordinistiche”.

Veniamo da anni”, ha aggiunto il consigliere nazionale delegato a Compensi ed onorari professionali, Giorgio Luchetta, “in cui le professioni sono state vittime di un pregiudizio negativo ispirato spesso proprio dalla politica. Un pregiudizio che ha individuato nel sistema ordinistico una presunta “casta” i cui privilegi andavano smantellati. Così in parte è stato, a cominciare dall’eliminazione delle tariffe minime. Una scelta, quest’ultima, che, possiamo ormai dire che non ha prodotto alcun frutto positivo. L’iniziativa della “Consulta dei parlamentari commercialisti” è un segnale di inversione di tendenza e di un cambio di paradigma estremamente importante. E’ tempo che la politica torni a guardare alle professioni come ad un risorsa per il Paese, un pezzo di economia da preservare e incentivare. Sono convinto che questa Consulta potrà essere con noi protagonista nella battaglia che stiamo conducendo per l’equo compenso, affinché soprattutto i colleghi più giovani e meno protetti possano fruire di strumenti nuovi a tutela della loro dignità professionale”.

Fonte Press Magazine: Comunicato stampa CNDCEC

8 Agosto 2019

Vincenzo D’Andò

Approfondisci qui come comunicare assunzioni e dimissioni quando lo studio è chiuso per ferie | articolo di Celeste Vivenzi

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