Rateizzazione dopo la proroga al 30 settembre 2019: criticità e regole

Quali sono i nuovi termini per la rateizzazione dei versamenti delle somme dovute a titolo di saldo 2018 e di primo acconto 2019 delle imposte dirette, Irap e Iva a seguito della proroga al 30 settembre 2019? Lo vediamo attraverso alcuni pratici esempi.

 

Nuovi termini per la rateizzazione dei versamenti per saldo 2018 e primo acconto 2019 delle imposte dirette, Irap e Iva

 

calendario scadenze rate dopo proroga 2019Dalla risoluzione dell’Agenzia delle entrate 1° agosto 2019, n. 71/E si intuisce che “nulla cambia per i contribuenti che hanno scelto di non beneficiare della proroga”.

Infatti, risulta definito, con qualche perplessità operativa, il calendario delle possibili nuove rate per i contribuenti per i quali sono stati approvati gli Indici sintetici di affidabilità fiscale.

Infatti, l’art. 12-quinquies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni, dalla L. 28 giugno 2019, n. 58, ha disposto:

 

  • con il comma 3, che per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Isa-indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all’art. 9-bis del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 giugno 2017, n. 96, e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di Irap e dell’imposta sul valore aggiunto, che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019, sono prorogati al 30 settembre 2019;

 

  • con il comma 4, che detta proroga si rende applicabile anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del Tuir, aventi i requisiti del comma precedente.

 

Le conseguenze della proroga versamenti al 30 settembre 2019

 

Le perplessità operative derivano dal fatto che l’Agenzia delle entrate, nella risoluzione citata, ha posto in rilievo che sussiste la possibilità di non avvalersi della proroga e, quindi, di continuare a utilizzare il precedente piano di rateazione (di cui magari la maggiorazione per interessi è già stata calcolata dal consulente nel momento in cui ha consegnato i modelli F24 al proprio cliente; la stessa dovrà, pertanto, essere defalcata dalle rate successive, anche ante 30 settembre 2019).

In tale situazione, viene precisato che devono essere versate entro il 30 settembre 2019:

  • le prime quattro rate, senza alcuna maggiorazione per interessi;

e se è stata scelta l’applicazione del beneficio di cui all’art. 17, comma 2, del D.P.R. 7 dicembre 2001, n. 435:

  • le prime tre rate, senza maggiorazione e interessi;

tenendo in considerazione che “nella delega di pagamento”, in tutti i casi, è comunque necessario dare evidenza del numero di rata versata (es.: “0106”, “0206”, e così di seguito).

Pertanto, anche perché il codice-tributo non consente il versamento senza la specificazione del numero della rata, non è possibile annotare in un unico rigo del modello F24 l’importo complessivo delle rate che vengono versate, ma è necessario redigere un rigo per ciascuna rata evidenziando il relativo numero di riferimento.

Inoltre, si deve porre in rilievo che se, invece, entro il termine del 30 settembre 2019, si effettuano più versamenti con scadenze e importi a libera scelta (senza, quindi, avvalersi di alcun piano di rateazione), rimane fermo l’obbligo di corrispondere la differenza dovuta a saldo al più tardi entro il 30 settembre 2019, senza interessi.

 

Esempi di calcolo del piano di rateizzazione con e senza la proroga 2019 

Un esempio numerico meglio chiarirà l’assunto a livello operativo.

Caso – si consideri un contribuente soggetto agli Indici sintetici di affidabilità fiscale che deve corrispondere un saldo a debito per imposte dirette di €. 10.000,00 e che ha coerentemente iniziato la rateizzazione a partire dal 1° luglio 2019, in quanto il proprio consulente gli ha consegnato i modelli F24 con i seguenti ammontari:

Esempio Rate e interessi senza proroga 2019

In relazione alla proroga in argomento, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle entrate, il contribuente dovrebbe effettuare le rate nel modo seguente:

Esempio rate e interessi con proroga 2019

Se,…

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