Adempimenti del Liquidatore in caso di SRL con sole passività

Un recente indirizzo di prassi si pone in controtendenza rispetto all’orientamento classico in materia di adempimenti e responsabilità del liquidatore di una SRL che presenta sole poste passive. Vediamo quindi la normativa civilistica e penale di riferimento ed il documento rilasciato dal Registro delle Imprese di Milano.

 

Liquidatore società a responsabilità limitataRelativamente agli adempimenti del liquidatore nel caso in cui l’impresa in liquidazione (costituita come srl) presenti esclusivamente poste passive occorre in primo luogo ricordare che in giurisprudenza, secondo l’indirizzo interpretativo prevalente, l’organo deputato alla liquidazione della società, dopo avere accertato lo stato di insolvenza, sarebbe obbligato, senza frapporre indugi, a richiedere la dichiarazione del fallimento, evitando così di aggravare ulteriormente lo stato di dissesto societario.

È tuttavia doveroso provvedere a segnalare un recente indirizzo di prassi, che si muove in totale controtendenza rispetto al citato orientamento dei Giudici, reso noto da parte del Conservatore del Registro delle Imprese di Milano, secondo il quale, nel caso in cui un bilancio finale si trovi a rappresentare solo poste passive, le operazioni di liquidazione possono ritenersi concluse ed il liquidatore può depositare legittimamente il bilancio finale di liquidazione.

 

I profili civilisti dello stato di insolvenza nella SRL

 

Nel sistema normativo attualmente vigente in Italia relativamente alle procedure fallimentari sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo i soggetti che esercitano una attività commerciale, con l’esclusione degli enti pubblici, che vìolino i parametri indicati dall’art. 1 della Legge fallimentare.

La stessa regola deve essere applicata anche nel caso in cui la società in stato fallimentare si trovi in fase di liquidazione volontaria.

In particolare, quando si tratti di società in fase di liquidazione, la valutazione del giudice ai fini dell’applicazione dell’articolo 5 della Legge fallimentare deve essere diretta unicamente a verificare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano l’uguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali.

In virtù del chiaro riferimento normativo,“[…] l‘imprenditore che si trova in stato d’insolvenza è dichiarato fallito. Lo stato d’insolvenza si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni […]”.

 

Nel tempo l’elaborazione giurisprudenziale ha precisato quali siano le modalità secondo cui il Giudice è tenuto ad agire al fine di verificare lo stato d’insolvenza nel caso in cui la società della quale si chiede il fallimento sia stata precedentemente posta in liquidazione.

Secondo la sentenza della Suprema Corte di Cassazione civile, sez. I, del 7/3/2014 n. 5402:

Quando la società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 legge fallimentare deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale e integrale soddisfacimento dei creditori sociali, e ciò in quanto – non proponendosi l’impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo come esclusivo obiettivo quello di provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali, previa realizzazione delle attività sociali, e alla distribuzione dell’eventuale residuo tra i soci – non è più richiesto che essa disponga, come invece la società in piena attività, di credito e di risorse, e quindi di liquidità, necessari per soddisfare le obbligazioni contratte”.

 

La pronuncia degli Ermellini riprende le conclusioni già raggiunte da altre sentenze dello stesso Collegio, fra cui Cassazione civile sez. I, sent. 4/7/2013 n. 16752, Cassazione civile sez. I, sent. 30/05/2013 n. 13644, Cassazione Civile sent. 10/10/2004 n. 18927.

E d’altra parte, secondo i Giudici del Tribunale di Cagliari, sent. del 31/3/2015 n. 56, l’insolvenza di una società commerciale in liquidazione, in quanto presupposto per la dichiarazione di fallimento, si concretizza nel momento in cui la società stessa si trova in una situazione d’incapacità, non transitoria, a soddisfare le proprie…

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