La stretta fiscale sulle locazioni brevi - Diario quotidiano del 3 luglio 2019

1) Codice identificativo unico nazionale per le locazioni brevi
2) Misure in materia di personale delle fondazioni lirico sinfoniche
3) Prestazioni proprie delle case di riposo per anziani: ok al regime di esenzione Iva per tutte le attività
4) Disciplina del Gruppo IVA
5) Fatture elettroniche: via libera per l’adesione al servizio di consultazione del fisco
6) Fattura elettronica: superato il miliardo di file trasmessi
7) Classamento unità immobiliari nei porti di rilevanza nazionale: circolare Agenzia Entrate
8) Al via dal primo luglio lo scontrino elettronico
9) Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi: inapplicabilità delle sanzioni
10) Studio del Notariato: le cooperative di ormeggiatori come società di diritto speciale

1) Codice identificativo unico nazionale per le locazioni brevi

Stretta sulle locazioni brevi: istituito dalla Legge n. 58/2019 il codice identificativo unico nazionale da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza.
La Legge n. 58/2019, che ha convertito il cd. “decreto crescita” (D.L. n. 34/2019), tra le diverse novità ha introdotto, l’art. 13-quater prevede importanti modifiche in materia di locazioni brevi.

Come spiega l’Agenzia delle entrate, per locazioni brevi si intendono i contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, purché siano stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o tramite portali telematici, come, ad esempio, Air B&B e Booking.

A tale tipologia contrattuale, l’art. 4, comma 5-bis, del decreto legge n. 50/2017, ha esteso il regime della cedolare secca con aliquota al 21% a decorrere dal 1° giugno 2017.

In particolare, per i contratti stipulati senza attività di intermediazione o senza l’utilizzo di portali telematici, l’opzione può essere esercitata in sede di registrazione del contratto o con la dichiarazione dei redditi. Diversamente, per i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e per quelli che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, il provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 12 luglio 2017 ha chiarito le modalità di adempimento degli obblighi informativi e di effettuazione della ritenuta.

In base al citato provvedimento, questi soggetti devono trasmettere i dati relativi ai contratti conclusi per il loro tramite entro il 30 giugno dell’anno successivo.

Tali operatori, inoltre, se riscuotono i corrispettivi dovuti, operano la ritenuta nella misura del 21%. Tale ritenuta si considera effettuata a titolo d’imposta se il beneficiario opta per l’applicazione della cedolare secca nella dichiarazione dei redditi o all’atto della registrazione del contratto; si considera a titolo di acconto nel caso in cui il beneficiario non eserciti l’opzione preferendo l’applicazione del regime ordinario. In entrambe le ipotesi, chi opera la ritenuta assolve anche l’obbligo di comunicazione dei dati mediante apposita certificazione.

I non residenti, invece, effettuano gli stessi adempimenti tramite una stabile organizzazione o, in assenza di stabile organizzazione in Italia, tramite un rappresentante fiscale nominato in Italia.

L’opzione può essere esercitata anche dal sublocatore per i redditi derivanti da contratti di sublocazione o dal comodatario per i contratti di concessione in godimento oneroso dell’immobile.

Con le misure introdotte con la Legge n. 58/2019 di conversione del “decreto crescita”, il legislatore, al fine di contrastare forme irregolari di ospitalità, ha previsto l’istituzione di una apposita banca dati delle strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni brevi.

Nello specifico le singole strutture ricettive o gli immobili destinati alle locazioni brevi, dovranno essere identificati mediante un codice alfanumerico, denominato “codice identificativo”, da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza. I soggetti titolari delle strutture ricettive, i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e i soggetti che gestiscono portali telematici, pertanto, saranno tenuti a pubblicare il codice identificativo in tutte le comunicazioni inerenti all’offerta e alla promozione di tali servizi.

L’inosservanza dell’obbligo di pubblicazione comporterà l’applicazione di una sanzione pecuniaria…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it