Sindaci sempre più responsabili per il dissesto della società - Diario quotidiano del 16 luglio 2019

1) SCIA: adottati i moduli unificati e standardizzati in materia di attività commerciali e assimilate
2) La proroga della Dichiarazione IMU al 31 dicembre non riguarda gli enti non commerciali
3) Sindaci sempre più responsabili per il dissesto della società
4) Meno costosa l’apertura di Srl anche in Italia
5) Piani individuali a lungo termine: chiarimenti sui fondi interni assicurativi
6) Trattamento IVA dei contributi pubblici corrisposti ad azienda speciale consortile
7) Niente Ires per l’attività di consulenza delle SICAF
8) Ritenuta sui proventi derivanti da FIA esteri
9) Regime IVA sulla formazione professionale gratuita
10) Viminale: Flat tax con aliquota al 15% fino a 55mila euro
11) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive gennaio-maggio 2019
12) Compenso sindaci: dal Mef riduzione nelle controllate pubbliche

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Il focus di oggi su:

3) Sindaci sempre più responsabili per il dissesto della società

Ampliata la responsabilità dei sindaci per il dissesto societario. Difatti, secondo la Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 18770 del 12 luglio 2019, rispondono anche quando gli amministratori hanno fatto di tutto per tenerli all’oscuro dalle attività illecite e anche per il periodo antecedente l’assunzione dell’incarico. I professionisti sono infatti titolari di poteri di ispezione e controllo che devono esercitare.

È stato, quindi, accolto il ricorso del fallimento che faceva valere la responsabilità dei sindaci per il dissesto finanziario dell’azienda.

Nella motivazione i Supremi giudici rilevano che «ricorre il nesso causale tra la condotta inerte antidoverosa dei sindaci di società e l’illecito perpetrato dagli amministratori ai fini della responsabilità dei primi se, con ragionamento controfattuale ipotetico, l’attivazione lo avrebbe ragionevolmente evitato, tenuto conto di tutta la possibile gamma di iniziative che il sindaco può assumere, esercitando i poteri-doveri della carica (quali la richiesta di informazioni o di ispezione ex art. 2403-bis c.c., la segnalazione all’assemblea delle irregolarità riscontrate, i solleciti alla revoca della deliberazione illegittima)».

Così come «Ove i sindaci abbiano mantenuto un comportamento inerte, non vigilando adeguatamente sulla condotta “lecita gestoria” contraria alla corretta gestione dell’impresa, non è sufficiente ad esonerarli da responsabilità la dedotta circostanza di essere stati tenuti all’oscuro dagli amministratori o di avere essi assunto la carica dopo l’effettiva realizzazione di alcuni dei fatti dannosi, allorché, assunto l’incarico, fosse da essi esigibile lo sforzo diligente di veri?care la situazione e di porvi rimedio, onde l’attivazione conformemente ai doveri della carica avrebbe potuto permettere di scoprire tali fatti e di reagire ad essi, prevenendo danni ulteriori».

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Martedì 16 luglio 2019

 

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