L'IVA sulla posa di piastrelle: quando l'immobile è situato in Italia ma intestato all'estero

La corretta fatturazione di una prestazione consistente nella realizzazione di una pavimentazione che sia stata resa da un soggetto passivo IVA italiano a favore di un soggetto straniero in un immobile sito in Italia non è scontata come sembra. Vediamo perchè.

Fattura per posa piastrelle su di un immobile situato in Italia ma intestato ad una straniera.
Quale è il corretto regime IVA applicare alla prestazione?

L'IVA sulla posa di piastrelle

 

La soluzione del problema relativo alle corrette modalità di fatturazione di una prestazione consistente nella realizzazione di una pavimentazione che sia stata resa da un soggetto passivo IVA italiano a favore di un soggetto straniero in un immobile sito in Italia non è così immediata come potrebbe apparire e dipende da un certo numero di parametri che è opportuno chiarire puntualmente.

 

L’IVA sulla posa di piastrelle: i punti chiave da valutare

 

Appalto, posa in opera o mera fornitura di beni?

In primo luogo deve essere individuata con precisione l’effettiva natura della prestazione resa, ovvero se si tratti di una prestazione d’opera riconducibile allo schema contrattuale dell’appalto, oppure se si tratti di una fornitura con posa in opera oppure, eventualmente, di una mera fornitura di beni, in quanto le tre diverse possibili ipotesi scontano regimi IVA diversi.

 

Il soggetto passivo IVA è stabilito in Italia?

Va poi chiarito se il soggetto passivo IVA a favore del quale è stata resa la prestazione sia stabilito o meno in Italia.

Ma iniziamo dagli aspetti materiali ed in un certo senso prettamente urbanistici dell’intervento posto in essere.

 

IVA sulla posa di piastrelle: l’intervento rientra nella manutenzione ordinaria?

L’intervento che è stato posto in essere può essere tecnicamente definito come sostituzione della pavimentazione di una unità immobiliare, il quale è, in linea di massima, inquadrabile nella fattispecie costituita dalla cosiddetta “manutenzione ordinaria”, così come viene prevista dall’articolo 3, comma 1, lettera a) del DPR n. 380/2001 (Testo Unico edilizia).

Secondo il Testo Unico per “interventi di manutenzione ordinaria” si devono intendere gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.

A titolo esemplificativo si possono citare le opere di:

  • demolizione e ricostruzione totale o parziale dei pavimenti (maioliche, parquet, linoleum);
  • riparazione degli impianti per servizi accessori (quali: idraulico-fognari, allontanamento acque meteoriche, illuminazione, riscaldamento, ventilazione) tali da non comportare la creazione di nuovi volumi tecnici;
  • rivestimenti e tinteggiature di prospetti esterni senza modificare i preesistenti materiali e colori;
  • tinteggiatura e rifacimento di intonaci interni;
  • rifacimento pavimentazioni esterne e manti di copertura con medesimi materiali;
  • sostituzione di tegole e delle altre parti deteriorate per lo smaltimento delle acque (comprese le grondaie) e il rinnovo delle impermeabilizzazioni;
  • riparazione di balconi, terrazze con le relative pavimentazioni, balaustre;
  • riparazioni delle recinzioni;
  • sostituzione degli impianti citofonici;
  • sostituzione degli infissi esterni e dei serramenti senza modificare i materiali esistenti (finestre, persiane, serrande).

 

L’aliquota sarebbe quindi al 22%

Da quanto chiarito si può dedurre che l’intervento in parola è inquadrabile come una semplice manutenzione ordinaria pertanto le fatture derivanti dalla prestazione dovranno, trattandosi di un rapporto intercorrente tra soggetti passivi IVA consistente in una prestazione di servizi inquadrabile nell’ambito del contratto d’appalto, essere assoggettate ad IVA ordinaria (22%).

Analogo è il discorso nel caso in cui la prestazione consista in una fornitura con posa o ad una mera fornitura.

 

Ma attenzione ai casi intervento di recupero o restauro conservativo: l’IVA è al 10%

Diversamente si configurerebbe la situazione nel caso in cui l’intervento di sostituzione della pavimentazione si inserisse in un più complessivo intervento di recupero, ristrutturazione edilizia o restauro…

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