Incentivi Settore Edilizio: i punti salienti del Decreto Crescita convertito in legge

Il Decreto-Legge 34 del 30 aprile 2019 (noto come “Decreto crescita”) è stato definitivamente convertito in Legge.

In questo approfondimento provvediamo a riportare tutte le principali misure previste per il rilancio dell’edilizia: incentivi, agevolazioni, esenzioni, sisma bonus, contributi… da non perdere!

incentivi settore edilizio-immobiliariBreve analisi dei punti salienti della conversione in legge del DL Crescita per il settore delle costruzioni

 

Articolo 7
Incentivi per la valorizzazione edilizia e disposizioni in materia di vigilanza assicurativa

 

Leggi un approfondimento interamente dedicato a questo incentivo >

L’articolo 7, che aveva subito modifiche durante l’esame presso la Camera dei Deputati, prevedendo un regime di tassazione agevolata al fine di applicare un regime di incentivazione per gli interventi su vecchi edifici, introduce l’ennesima eccezione alla regola in un settore, quello della tassazione dell’attività immobiliare ed edilizia in senso lato, che da tempo avrebbe necessità di un radicale riordino, riordino e razionalizzazione che però tardano a venire.

Scopo dichiarato del provvedimento è quello di agevolare il conseguimento di classi energetiche elevate nel rispetto delle norme antisismiche procedendo ad interventi, anche radicali, su edifici di vecchia costruzione.

Esso si concretizza nell’applicazione in misura fissa dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale sui trasferimenti di tali immobili.

In particolare, il comma 1, primo periodo dell’articolo 7 dispone in via temporanea (sino al 31 dicembre 2021 – ennesimo esempio di istituzione di un regime temporaneo ed eccezionale che, con buona probabilità, data la convenienza delle imposizioni proposte, si trasformerà in permanente) l’applicazione di un’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di duecento euro ciascuna, per i casi di trasferimento oneroso di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che si impegnino, entro i successivi dieci anni:

  • alla demolizione e ricostruzione degli stessi, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale variazione oppure, per effetto delle modifiche apportate dalla Camera, agli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, nonché agli interventi di ristrutturazione edilizia, così come vengono definiti dal TU edilizia (D.P.R. n. 380 del 2001, articolo 3, comma 1, lettere da b) a d));
  • all’alienazione degli stessi.

Per accedere alla tassazione agevolata, i predetti interventi devono essere conformi alla normativa antisismica e permettere il conseguimento della classe energetica A, B o NZEB – Near Zero Energy Building.

La norma, al fine di favorire trasferimenti di fabbricati da sottoporre ad interventi di recupero, introduce un incentivo fiscale estremamente cospicuo: rispetto all’attuale regime: l’importo complessivo e fisso del trasferimento diventa di 600 euro in luogo dell’applicazione dell’imposta di registro dei trasferimenti immobiliari pari al 9% del valore dell’immobile dichiarato in atto, più ipotecarie e catastali complessivamente pari a 100 euro.

 

Articolo 7-bis
Esenzione TASI per gli immobili costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita

 

L’articolo 7-bis interviene prevedendo di esentare dal versamento del tributo per i servizi indivisibili (TASI) i proprietari (e gli altri aventi titolo) di fabbricati costruiti e destinati alla vendita a decorrere dal 1° gennaio 2022 (si tratta, in buona sostanza, di una misura a favore delle imprese di costruzione e/o ristrutturazione fortemente voluta dalle Associazioni di categoria).

In particolare, al comma 1 viene disposta l’esenzione dal pagamento della TASI in riferimento ai fabbricati costruiti/ristrutturati e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso oggetto di contratti di locazione.

Il comma 2 stabilisce che agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo in esame, pari a 15 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2022, si dovrà provvedere con altre maggiori entrate derivanti dal presente decreto.

 

Articolo 7-ter

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