Fatturazione elettronica: autofatture e depositi IVA - Diario quotidiano del 18 luglio 2019

1) Flat tax dal 2020 fino a 100 mila euro ancora in attesa di approvazione UE
2) Bozza del principio contabile “Passaggio ai principi contabili nazionali”: commenti da inviare entro 15 ottobre 2019
3) Tax credit librerie: presentazione delle istanze fino alle ore 12:00 del 30 settembre 2019
4) Indici Sintetici Affidabilità fiscale: vanno resi facoltativi almeno per il 2019, i Commercialisti illustrano i gravi disagi
5) Start-up: pagano il bollo sulla vidimazione e bollatura dei libri sociali
6) CFC: chiarimenti sul regime fiscale delle imprese estere controllate
7) Fondazioni commerciali: trattamento fiscale dei soci
8) Non soggetti ad Iva gli acquisti su operazioni intergovernative
9) Donazione contestuale e congiunta di quote societarie: esenzione dall’imposta se il controllo è totale
10) Fruizione dell’Art-bonus per erogazioni liberali
11) Rideterminazione del costo o valore di acquisto di terreni
12) Aliquota IVA al 10% sui contratti di appalto stipulati per la costruzione di fabbricati Tupini
13) Pratiche catastali regime di esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo
14) Fatturazione elettronica: autofatture per estrazione dei beni dai depositi IVA
15) INPS: procedura per il bonus sud 2019
16) Sgravio contributivo a favore delle imprese che hanno stipulato contratti di solidarietà

Il focus di oggi su:

Fatturazione elettronica: chiarimenti in merito alle autofatture, estrazione dei beni dai depositi IVA

In linea di massima, i depositi IVA e l’estrazione dei beni dagli stessi, non si sottraggono alle regole generali in materia di fatturazione elettronica e pertanto permane l’obbligo di emissione in tale modalità con esclusione di obbligatorietà per i rapporti con soggetti non residenti o stabiliti in Italia i quali possono procedervi su base volontaria.

Nello specifico occorre ricordare che i beni introdotti in libera pratica in un deposito IVA non sono soggetti ad imposta, mentre l’estrazione, anche qualora venisse effettuata dallo stesso soggetto che li ha introdotti, ne comporta l’assolvimento mediante annotazione nel registro di cui all’art. 25 del DPR n. 633/72, di una fattura emessa ai sensi dell’art. 17, comma 2, del medesimo decreto (cosiddetta. “autofattura“).

Documento integrativo

Nella normalità dei casi, la predetta autofattura è un mero documento integrativo che il soggetto passivo stabilito in Italia deve emettere al fine di assolvere al debito d’imposta, quando l’operazione rilevante ai fini IVA è effettuata da un soggetto non residente.

In detti casi, pertanto, “tale documento e, in particolare, l’identificativo IVA dell’operatore che effettua l’integrazione sia nel campo cedente/prestatore che in quello del cessionario/committente, può essere inviata al Sistema di Interscambio“.

Tuttavia, in talune ipotesi, non vi è corrispondenza tra il valore del bene inserito nel deposito ed il bene estratto, in quanto quest’ultimo deve essere incrementato delle spese ad esso riferibili e, pertanto, l’autofattura emessa al momento dell’estrazione non è più una mera integrazione di altro documento, quanto un documento atto ad individuare il valore del bene estratto e la corretta base imponibile.

In questa circostanza, l’autofattura deve seguire le regole generali e dovrà pertanto essere elettronica tramite il Sistema di Interscambio.

Per completezza di trattazione, giova sottolineare che, dall’art. 1, comma 3, del d.lgs. n. 127/2015 è stato espunto il riferimento ai soggetti identificati (identificazione diretta ovvero rappresentante fiscale), i quali pertanto non sono tenuti alla fatturazione elettronica.

Nel caso, quindi, di operazioni nei loro confronti o da loro poste in essere, la fattura potrà essere emessa in modalità elettronica, tramite Sdi, su base volontaria.

(Fonte: Agenzia delle Dogane, nota n. 73328/RU del 12 luglio 2019)

18 luglio 2019

Vincenzo D’Andò

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