Controlli del Fisco sul visto di conformità - Diario Quotidiano del 22 Luglio 2019

1) Nuovi controlli dell’agenzia delle entrate sulla regolarità del rilascio del visto di conformità sulle dichiarazioni
2) Autotrasportatori: agevolazioni fiscali 2019
3) Autotrasportatori, deduzione forfetaria 2019: indicazioni per compilare la dichiarazione dei redditi
4) Modello F24: soppressi i codici tributo “6746” e “6765”
5) Economia del Mare: 6° Rapporto Annuale “Italian Maritime Economy”
6) Prassi dei Tribunali: vendita telematica nelle procedure esecutive e concorsuali
7) Scade oggi il versamento del bollo sulle fatture elettroniche emesse nel 2° trimestre 2019
8) Gestione Artigiani e Commercianti: avvisi Bonari relativi alla rata in scadenza a maggio 2019
9) Incentivo ai datori di lavoro per l’assunzione di beneficiari del Reddito di cittadinanza
10) Aggiornato il software di compilazione Indici Sintetici di Affidabilità – il tuo ISA 2019
11) Risposte ad interpelli delle Entrate: novità

Da quest’anno, l’Agenzia delle entrate ha implementato nuovi controlli sulla regolarità dell’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali.

Si tratta di controlli automatici in sede di ricezione delle dichiarazioni da parte del servizio telematico Entratel, anche se limitati ad alcune ipotesi.

In tali casi, la ricevuta telematica rilasciata dal servizio Entratel in seguito al positivo esito della trasmissione della dichiarazione, darà informazione circa l‘irregolarità del visto di conformità apposto dal professionista, con un apposito messaggio inserito nella sezione “SEGNALAZIONI” della ricevuta stessa.

Peraltro, sono state implementate le istruzioni relative alla compilazione della sezione “VISTO DI CONFORMITÀ” del frontespizio dei modelli di dichiarazione da presentarsi nel 2019.

Il Consiglio nazionale dei commercialisti, in allegato alla nota informativa n. 70 del 19 luglio 2019, fornisce un documento che contiene le opportune informazioni sui nuovi controlli automatici dell’Agenzia delle entrate, riepilogando i casi in cui il visto si considera regolare (validamente apposto).

 

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NUOVI CONTROLLI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE SULLA REGOLARITÀ DEL RILASCIO DEL VISTO DI CONFORMITÀ SULLE DICHIARAZIONI

In particolare, in tali istruzioni viene ora ricordato che il visto di conformità, in base alla normativa e alla prassi vigente, non si considera validamente rilasciato, tra gli altri, nei seguenti casi:

1) il professionista che lo rilascia non risulta iscritto nell’elenco informatizzato dei professionisti abilitati tenuto dalle competenti Direzioni regionali;

2) il professionista che lo rilascia è iscritto nell’elenco di cui al punto 1) ma non coincide con il soggetto persona fisica che ha trasmesso la dichiarazione in via telematica (firmatario della sezione “IMPEGNO ALLA PRESENTAZIONE TELEMATICA”);

3) il professionista che lo rilascia è iscritto nell’elenco di cui al punto 1) ma non risulta “collegato” con l’associazione professionale o con la società di servizi o con la società tra professionisti che ha trasmesso la dichiarazione in via telematica.

In merito al punto 3), viene altresì precisato che il professionista che rilascia il visto di conformità risulta “collegato” con il soggetto incaricato che trasmette la dichiarazione in via telematica quando il professionista è socio o associato del soggetto collettivo incaricato della trasmissione e quest’ultimo coincide con:

a) l’associazione o la società semplice costituita fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni in cui almeno la metà degli associati o dei soci è costituita da soggetti indicati all’art. 3, comma 3, lettere a) e b), del d.P.R. n. 322 del 1998 (art. 1, comma 1, lett. a),del decreto 18 febbraio 1999), [n.d.r.: si tratta, come è noto, degli iscritti negli albi dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei consulenti del lavoro e dei soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria];

b) la società commerciale di servizi contabili le cui azioni o quote sono possedute per più della metà del capitale sociale da soggetti indicati all’art. 3, comma 3, lettere a) e b), del d.P.R. n. 322 del 1998 (art. 1, comma 1, lett. b), del decreto 18 febbraio 1999);

c) la società tra professionisti (s.t.p.) disciplinata dall’art. 10 della legge 12 novembre 2011, n. 183, di cui il professionista che appone il visto di conformità è uno dei soci.

In particolare, per quanto concerne la precedente lett. a) l’Agenzia delle entrate ha precisato che il professionista che esercita l’attività di…

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