Contribuente forfettario e detrazioni per figli a carico: si può dividere col coniuge? - Diario quotidiano del 24 luglio 2019

1) La ripartizione della detrazione per figli a carico in presenza di redditi prodotti in regime forfettario
2) Residenza fiscale di un soggetto che abitualmente vive in Svizzera con famiglia residente in Italia
3) Vendita a rate con riserva di proprietà: imputazione dei redditi fondiari al cedente
4) Regime della cedolare secca per i contratti di locazione di immobili commerciali categoria C/1 nel caso di subentro degli eredi
5) Ecobonus: cessione del credito d’imposta a soggetto privato
6) Studi di settore: da Gerico a Il Tuo ISA, dalla padella alla brace?
7) Isee precompilato: Garante privacy, ok alla prima fase attuativa
8) Fatture e corrispettivi: aggiornamenti delle FAQ
9) Conformità edilizia e catastale: intesa tra gli addetti ai lavori a tutela degli acquirenti e dei venditori nelle compravendite immobiliari
10) Clienti morosi e debitori insolventi: come accedere al Fondo per i mancati pagamenti
12) Trasferimenti di denaro: per i ritardi al via il ravvedimento operoso
13) Compensazione crediti per gratuito patrocinio: necessaria la compilazione della Certificazione Unica anche se manca la ritenuta d’acconto, invio entro il 31.10.2019
14) Non sono detraibili le spese del prestito ottenuto per l’iscrizione all’Università straniera
15) Socio della società di persone: chiarimenti sulla cessione dell’Ecobonus
16) Ultime dall’Agenzia

La ripartizione della detrazione per figli a carico in presenza di redditi prodotti in regime forfettario

 

E’ possibile la detrazione per figli a carico nella misura del 100% nella sola ipotesi in cui il marito (lavoratore dipendente) possiede un reddito complessivo più elevato rispetto al reddito della moglie (professionista in regime forfettario).

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 69/E del 22 luglio 2019.

Caso: l’istante è un lavoratore dipendente coniugato con una libera professionista la quale applica il regime forfetario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015).

L’articolo 12, comma 1, lettera c), testo unico delle imposte sui redditi approvato con d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (Tuir), dispone che la detrazione per figli a carico è ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato.

In base alle richiamate disposizioni, l’istante avrebbe diritto a fruire della detrazione per figli a carico nella misura del 50%, mentre la moglie risulterebbe esclusa dalla medesima detrazione, indipendentemente dalla circostanza che abbia o meno un reddito più elevato.

Tuttavia, l’istante osserva che, come chiarito con la circolare 16 marzo 2007, n. 15/E, attraverso la previsione dell’accordo tra i genitori per l’attribuzione della detrazione per i figli a carico, il legislatore ha inteso evitare che, a causa dell’incapienza dell’IRPEF di uno dei genitori, il nucleo familiare perda in tutto o in parte il beneficio fiscale.

Ciò considerato, l’istante chiede di poter fruire della detrazione per figli a carico nella misura del 100%.

Il parere dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia, con circolare 16 marzo 2007, n. 15/E (par. 1.4.3. e 1.4.4.), ha chiarito che i genitori non possono ripartire liberamente tra loro la detrazione per figli a carico in base alla convenienza economica.
In particolare, nel caso di genitori non legalmente ed effettivamente separati, la detrazione per figli a carico, è ripartita in via normativa nella misura del 50% ciascuno.

Il criterio secondo cui la detrazione è attribuita ai genitori in egual percentuale può essere derogato nella sola ipotesi in cui i genitori si accordino per attribuire l’intera detrazione a quello dei due che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato.

Attraverso la previsione di tale accordo, il legislatore ha inteso, in linea di principio, evitare che, a causa dell’incapienza dell’imposta dovuta da uno dei genitori, il nucleo familiare perda in tutto o in parte il beneficio fiscale previsto per i figli a carico.

È possibile, tuttavia, dar corso all’accordo anche in assenza di tale condizione “di incapienza” poiché la norma, nel consentire l’attribuzione dell’intera detrazione al genitore con il maggior reddito, non vi fa espresso riferimento.

Le detrazioni per carichi di famiglia, il cui importo varia in funzione del reddito complessivo del contribuente e della composizione del nucleo familiare, si scomputano dall’imposta lorda determinata secondo le regole ordinarie di cui all’articolo 11 del Tuir, ovvero applicando al reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili, le specifiche aliquote per scaglioni di reddito.

Tali detrazioni non spettano, invece, ai contribuenti che aderiscono al regime forfetario disciplinato dall’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come da ultimo modificato dall’articolo 1, commi da 9 a 11, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, i cui ricavi o compensi sono assoggettati ad imposta sostitutiva e non concorrono alla formazione del reddito complessivo.

In particolare, a norma del comma 64 del citato articolo 1 della legge n. 190 del 2014, il contribuente che aderisce al regime forfetario…

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