In scadenza la richiesta per la compensazione del credito IVA trimestrale - Diario Quotidiano del 29 Luglio 2019

1) Finalmente arrivano le vacanze per gli adempimenti fiscali
2) In scadenza la richiesta per la compensazione del credito IVA trimestrale
3) Chiuderà i battenti il prossimo 16 settembre il Censimento Permanente delle Imprese
4) Al via il “bonus rioccupazione”
5) Esclusione opzionale dal massimale contributivo dei lavoratori
6) Le istruzioni sui controlli successivi alla concessione del Reddito di Cittadinanza
7) Commercialisti, comunicazioni all’INPS: resta tutto come prima
8) Operatività su azioni proprie e comunicazione sul riacquisto di prestiti obbligazionari

 

Il focus di oggi su:

2) In scadenza la richiesta per la compensazione del credito IVA trimestrale

Entro il 31 luglio 2019 si dovrà presentare l’istanza compensazione, o di rimborso, del credito Iva infrannuale, relativo al secondo trimestre (aprile, maggio, giugno) 2019, ricorrendone le previste condizioni, utilizzando il nuovo modello IVA TR da presentare in via telematica.

Viene, infatti, previsto che, coloro che hanno un credito Iva nel trimestre superiore a € 2.582,28, nel rispetto requisiti normativi, possono utilizzarlo, in tutto o in parte, in compensazione anche con altri tributi, contributi e premi, ovvero chiederne il rimborso, mediante la presentazione del modello TR entro l’ultimo giorno del mese successivo trimestre di riferimento.

Il nuovo modello viene utilizzato a partire dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito Iva relativo al primo trimestre 2019.

Le novità del DL 50/2017

Per effetto delle novità contenute nell’art. 9-bis del D.L. 50/2017, con cui sono stati introdotti gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) si prevede dal 2020:
– l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti Iva infrannuali (ovvero della presentazione della garanzia, ai fini del rimborso dei crediti Iva infrannuali) da parte dei contribuenti che hanno applicato gli ISA (indici sintetici di affidabilità fiscale) ed hanno un livello di affidabilità almeno pari a 8, per un importo non superiore a 50.000 euro, maturato nei primi tre trimestri del periodo d’imposta 2020;
– la possibilità di cedere il credito Iva trimestrale (oltre che di quello annuale), per il quale si è chiesto il rimborso, a decorrere dal 1° gennaio 2020 (art. 12-sexies del D.L. 34/2019).

Utilizzo in compensazione del credito Iva da TR

Il credito Iva trimestrale può essere utilizzato in compensazione rispettando le seguenti regole:
– per crediti non superiori a € 5.000 la compensazione può avvenire solo dopo la presentazione del modello TR;
– per crediti Iva superiori a € 5.000 la compensazione può avvenire solo a partire dal decimo giorno successivo quello di presentazione del modello, previa l’apposizione del visto di conformità.

La soglia di € 5.000 deve essere valutata considerando complessivamente tutti i crediti Iva trimestrali dell’anno (quindi anche quelli di un precedente trimestre).

La compensazione di crediti Iva trimestrali per importi eccedenti 5.000 euro deve essere effettuata obbligatoriamente utilizzando i canali Entratel/Fisconline (non può avvenire mediante presentazione del modello F24 direttamente da parte del contribuente utilizzando il canale home banking).

Visto di conformità

Per le compensazioni del credito trimestrale oltre i 5.000 euro è previsto l’obbligo di apporre il visto di conformità. Inoltre con riferimento ai rimborsi del credito Iva trimestrale eccedenti l’importo di 30.000 euro, è possibile (per i casi diversi da quelli considerati a rischio e nei quali è obbligatorio rilasciare la garanzia) apporre il visto di conformità in alternativa al rilascio delle garanzie previste.

Contribuenti ammessi

Ai sensi del comma 2 dell’art. 38-bis del D.P.R. n. 633/72, il contribuente può ottenere il rimborso in relazione a periodi inferiori all’anno, nelle ipotesi di cui all’art. 30:
– quando esercita esclusivamente o prevalentemente attività che comportano l’effettuazione di operazioni soggette ad imposta con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni, maggiorata del 10%, computando a tal fine anche le operazioni effettuate a norma dell’art. 17, co. 5, 6, 7 (reverse charge e split payment);
– quando effettua operazioni non imponibili di cui agli artt. 8, 8-bis e 9 per un ammontare superiore al 25% dell’ammontare complessivo di tutte le operazioni effettuate;
– quando acquista o importa beni ammortizzabili, per un ammontare superiore ai 2/3 dell’ammontare…

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