TARI su box e posti auto: è possibile dimostrare la non suscettibilità di produrre rifiuti?

di Massimo Pipino

Pubblicato il 13 giugno 2019



L’applicabilità della TARI (Tassa Rifiuti) alla fattispecie costituita dai box auto o dai posti auto in autorimesse interrate è stata una questione molto dibattuta, con qualche contraddizione nell’orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità

TARI su box e posti auto: è possibile dimostrare la non suscettibilità di produrre rifiuti?L’applicabilità della TARI (Tassa Rifiuti) alla fattispecie costituita dai box auto o dai posti auto in autorimesse interrate è stata una questione molto dibattuta con qualche contraddizione nell’orientamento di giurisprudenza di merito e di quella di legittimità.

In relazione alla posizione dell’Amministrazione la Circolare del 22 giugno 1994 n. 95 emanata da parte del Ministero delle Finanze - Dipartimento Entrate - Fiscalità Locale - Servizio III, titolata Decreto Legislativo 15 novembre 1993, n. 507. Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni”, prevedeva la tassazione dei rifiuti (tramite TARSU) anche sui locali a bassa potenzialità di produzione di rifiuti (si veda in proposito anche “La tassa sui rifiuti 2015 Disciplina, gestione e indicazioni operative” di IFEL, pagina 32 e seguenti)

Non venivano quindi esclusi dall’imposizione fiscale i locali quali garage, autorimesse e simili, nonostante che in tali locali la presenza umana effettivamente possa risultare saltuaria. Anche la Risoluzione del 19 marzo 1999 n. 45, emanata da parte del Ministero delle Finanze - Dipartimento Entrate - Fiscalità Locale - Servizio III, titolata Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tassabilità di cantine e solai. Quesito” ribadiva la tassazione di tali locali (“Le cantine ed i solai delle abitazioni sono da ritenere produttivi di rifiuti e, quindi, tassabili, ferma restando la possibilità dell'utente di dimostrare il contrario”)

Diversamente si sono orientate alcune