TARI su box e posti auto: è possibile dimostrare la non suscettibilità di produrre rifiuti?

L’applicabilità della TARI (Tassa Rifiuti) alla fattispecie costituita dai box auto o dai posti auto in autorimesse interrate è stata una questione molto dibattuta, con qualche contraddizione nell’orientamento della giurisprudenza di merito e di legittimità

TARI su box e posti auto: è possibile dimostrare la non suscettibilità di produrre rifiuti?L’applicabilità della TARI (Tassa Rifiuti) alla fattispecie costituita dai box auto o dai posti auto in autorimesse interrate è stata una questione molto dibattuta con qualche contraddizione nell’orientamento di giurisprudenza di merito e di quella di legittimità.

In relazione alla posizione dell’Amministrazione la Circolare del 22 giugno 1994 n. 95 emanata da parte del Ministero delle Finanze – Dipartimento Entrate – Fiscalità Locale – Servizio III, titolata Decreto Legislativo 15 novembre 1993, n. 507. Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni”, prevedeva la tassazione dei rifiuti (tramite TARSU) anche sui locali a bassa potenzialità di produzione di rifiuti (si veda in proposito anche “La tassa sui rifiuti 2015 Disciplina, gestione e indicazioni operative” di IFEL, pagina 32 e seguenti)

Non venivano quindi esclusi dall’imposizione fiscale i locali quali garage, autorimesse e simili, nonostante che in tali locali la presenza umana effettivamente possa risultare saltuaria. Anche la Risoluzione del 19 marzo 1999 n. 45, emanata da parte del Ministero delle Finanze – Dipartimento Entrate – Fiscalità Locale – Servizio III, titolata Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Tassabilità di cantine e solai. Quesito” ribadiva la tassazione di tali locali (“Le cantine ed i solai delle abitazioni sono da ritenere produttivi di rifiuti e, quindi, tassabili, ferma restando la possibilità dell’utente di dimostrare il contrario”)

Diversamente si sono orientate alcune pronunce delle Commissioni Tributarie Provinciali: ad esempio la CTP di Catania con le sentenze nn. 841 e 846 del 2009 riconoscevano la non tassabilità dei garage, impostazione confermata in appello (Sentenza CTR Sicilia n. 483/34/11) in quanto “secondo la comune esperienza il garage di uso privato è luogo adibito al ricovero di uno o più veicoli. E, quand’anche la persona vi si trattenga per tempi non brevi, non è plausibile ipotizzare che ne derivino rifiuti”.

Tuttavia, in modo completamente difforme, la Corte di Cassazione è intervenuta più volte sull’argomento confermando la tassabilità del garage/box auto; con interpretazione che, sostanzialmente, può ben essere definita costante.

TARI: LA POSIZIONE DELLA CASSAZIONE

Ad esempio, con l’ordinanza n. 6710 del 21 marzo 2014, la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto di poter affermare che i locali in parola non sono soggetti a TARSU solo ed esclusivamente nel caso in cui il contribuente sia in grado di provarne l’inutilizzabilità.

Altra più recente pronuncia, ovvero l’Ordinanza 31 marzo 2017, n. 8581Corte di Cassazione civile – Sez. VI, ha ribadito il principio in forza del quale “il presupposto della tassa di smaltimento dei rifiuti ordinari solidi urbani, secondo il D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 62, è l’occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti: l’esenzione dalla tassazione di una parte delle aree utilizzate perchè ivi si producono rifiuti speciali, come pure l’esclusione di parti di aree perchè inidonee alla produzione di rifiuti, sono subordinate all’adeguata delimitazione di tali spazi ed alla presentazione di documentazione idonea a dimostrare le condizioni dell’esclusione o dell’esenzione”.

Grava in toto sul contribuente il relativo onere della prova (tra le molte, con specifico riferimento a locali garage, si vedano le sentenze della Suprema Corte di Cassazione, sezione 5, 26 agosto 2009, n. 17599 e suprema Corte di Cassazione, sezione 5, 6 luglio 2012, n. 11351, quest’ultima resa in giudizio avente come parte il Comune di Catania con riferimento alla questione della tassabilità ai fini TARSU di box destinato al ricovero di autovettura).

In particolare al riguardo è stato chiarito che “pur operando il principio secondo il quale è l’Amministrazione a dover fornire la prova della fonte dell’obbligazione tributaria, tale principio non può operare con riferimento al…

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