I fabbricati collabenti, degradati, sono esenti da IMU e TASI

Nell’imminenza della data in cui è previsto il versamento della rata di acconto di IMU e TASI (quest’anno il 17 giugno, essendo il 16 una domenica) torna di attualità il trattamento di quei casi “anomali” in cui il contribuente non è tenuto al versamento dei citati tributi in quanto gli immobili cui si riferirebbero possono essere considerati esenti. È, ad esempio, il caso dei fabbricati cosiddetti “collabenti”, ovvero di quei fabbricati che pur essendo regolarmente iscritti in Catasto lo sono in categoria catastale F/2 e, in quanto tali, privi di rendita, fatto in conseguenza del quale non possono essere incisi dal prelievo comunale. Ad esempio le unità immobiliari fatiscenti, i ruderi, le unità immobiliari demolite parzialmente, con il tetto crollato…

CALCOLO IMU E TASI PER L'ACCONTO 2019I casi particolari di IMU e TASI

Nell’imminenza della data in cui è previsto il versamento della rata di acconto di IMU e TASI (quest’anno il 17 giugno, essendo il 16 una domenica) torna di attualità il trattamento di quei casi “anomali” in cui il contribuente non è tenuto al versamento dei citati tributi in quanto gli immobili cui si riferirebbero possono essere considerati esenti.

È, ad esempio, il caso dei fabbricati cosiddetti “collabenti”, ovvero di quei fabbricati che pur essendo regolarmente iscritti in Catasto lo sono in categoria catastale F/2, ed in quanto tali privi di rendita, fatto in conseguenza del quale non possono essere incisi dal prelievo comunale che, come noto, ha la sua base di riferimento e calcolo proprio nella rendita attribuita in sede di accatastamento dell’unità immobiliare che i citati tributi dovrebbero incidere.

Questo indirizzo è stato più volte chiaramente ed inequivocabilmente espresso da parte della Suprema Corte di Cassazione: tra le diverse pronunce è particolarmente interessante la sentenza, relativamente recente, numero 17815 del 19 luglio 2017.

In tale occasione la posizione dei giudici delle leggi si è poggiata sulla constatazione secondo cui gli immobili collabenti da un lato non possono essere considerati alla stregua di aree fabbricabili, in quanto il terreno ad essi sottostate è già stato utilizzato ai fini edificatori e quindi devono essere considerati a tutti gli effetti come “edifici” però non possono essere tassati quali fabbricati in quanto gli stessi risultano essere privi di quella rendita catastale che è la base per il calcolo dell’imposta.

Fabbricati collabenti

Prima di tutto vale la pena chiarire cosa si intende per fabbricato collabente.

In sostanza si tratta di un immobile che, nello stato in cui si trova, non è in grado di produrre alcun tipo di reddito; in particolare, sono da considerarsi come collabenti le unità immobiliari fatiscenti, i ruderi, le unità immobiliari demolite parzialmente, con il tetto crollato, ecc..

L’articolo 3, comma 2, lettera b) del D.M. n. 28/1998 (vedi nota n. 1) prevede per le costruzioni che, a causa dell’accentuato livello di degrado siano inidonee ad utilizzazioni che siano produttive di reddito, la possibilità, ai soli fini della identificazione, di iscrizione in catasto senza attribuzione di rendita catastale, ma con descrizione dei caratteri specifici e della destinazione d’uso (il classamento, appunto nella categoria F/2).

Ai sensi del successivo articolo 6, comma 1, lettera c), tra le unità di scarsa rilevanza cartografica o censuaria, ai fini della applicazione delle modalità semplificate di denuncia, ricadono “le costruzioni non abitabili o agibili e comunque di fatto non utilizzabili, a causa di dissesti statici, di fatiscenza o inesistenza di elementi strutturali e impiantistici, ovvero delle principali finiture ordinariamente presenti nella categoria catastale, cui l’immobile è censito o censibile, ed in tutti i casi nei quali la concreta utilizzabilità non è conseguibile con soli interventi edilizi di manutenzione ordinaria o straordinaria. In tali casi alla denuncia deve essere allegata una apposita autocertificazione, attestante l’assenza di allacciamento alle reti dei servizi pubblici dell’energia elettrica, dell’acqua e del gas.”

Attraverso la nota n. 29439 del 30 luglio 2013 la Direzione centrale catasto e cartografia dell’Agenzia delle Entrate ha precisato che la categoria F/2 – Unità collabenti, priva di rendita catastale, non è ammissibile quando l’unità immobiliare è censibile in un’altra categoria o quando l’unità non è individuabile o perimetrabile. Si considerano unità non individuabili o perimetrabili i manufatti:

  • privi totalmente di copertura e della relativa struttura portante o di tutti i solai, ovvero
  • delimitati da muri che non abbiano almeno l’altezza di un metro.

A questo proposito, la Circolare del 13…

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