Regime forfettario: le incompatibilità per i commercialisti - Diario quotidiano del 15 maggio 2019

1) Regime forfettario: scatta la causa ostativa per il commercialista che collabora con la società posseduta dalla moglie
2) Consulta: emissione di fatture false da punire con maggiore severità
3) E’ ora incompatibile la professione di agente d’affari in mediazione con la vendita
4) Cigs in deroga per le imprese sequestrate o confiscate
5) Cessione azienda previo affitto senza natura elusiva
6) Antiriciclaggio: pubblicate le osservazioni congiunte CNDCEC-CNF sulla schema di DLgs attuativo della V direttiva
7) Dopo il Videoforum: liti fiscali, le risposte del Fisco
8) Pubblicati gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2019
9) Tutela della concorrenza: chiarimenti della Corte di giustizia sull’applicazione del “ne bis in idem”
10) Prassi Agenzia delle entrate del 14 maggio 2019

1) Regime forfettario: scatta la causa ostativa per il commercialista che collabora con la società posseduta dalla moglie

2) Consulta: emissione di fatture false da punire con maggiore severità

3) E’ ora incompatibile la professione di agente d’affari in mediazione con la vendita

4) Cigs in deroga per le imprese sequestrate o confiscate

5) Cessione azienda previo affitto senza natura elusiva

6) Antiriciclaggio: pubblicate le osservazioni congiunte CNDCEC-CNF sulla schema di DLgs attuativo della V direttiva

7) Dopo il Videoforum: liti fiscali, le risposte del Fisco

8) Pubblicati gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2019

9) Tutela della concorrenza: chiarimenti della Corte di giustizia sull’applicazione del “ne bis in idem”

10) Prassi Agenzia delle entrate del 14 maggio 2019

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1) Regime forfettario: scatta la causa ostativa per il commercialista che collabora con la società posseduta dalla moglie

Regime forfettario per lavoratori autonomiCommercialista collabora con la S.r.l. (codice ATECO 631111), partecipata con una quota dell’80% dalla moglie: scatta potenzialmente la causa ostativa al regime forfettario, ma se svolge attività diversa da quella svolta dalla società, non sorgono problemi per la fruizione di tale regime.

Peraltro, nel 2019 il regime forfettario, quale primo anno di applicazione, è fatto salvo dalla circolare n. 9/E/2019, poi l’eventuale fuoriuscita dal regime forfettario dal 2020.

E’ questa la sintesi della risposta n. 137, pubblicata dall’Agenzia delle entrate il 13 maggio 2019.

In particolare, per la lettera d) del comma 57 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014 prevede che non possono applicare il regime forfetario gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Peraltro, la circolare n. 9/E del 2019, ha già chiarito che affinché operi tale causa ostativa è necessaria la compresenza:
1) del controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata e
2) dell’esercizio da parte della stessa di attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

In assenza di una delle predette condizioni, la causa ostativa non opera e il contribuente può applicare o permanere nel regime forfetario.

Riguardo alla decorrenza della causa ostativa, la medesima circolare precisa che ai fini della verifica delle stessa assume rilevanza l’anno di applicazione del regime e non l’anno precedente, dal momento che solo nell’anno di applicazione del regime può essere verificata la riconducibilità diretta o indiretta delle attività economiche svolte dalla s.r.l. a quelle esercitate dal contribuente in regime forfetario.

Nel caso di specie, dunque, il contribuente può aderire per il 2019 al regime forfetario in quanto la presenza della causa ostativa va valutata in detto anno e – ove ne sia accertata l’esistenza – comporterà la decadenza dal regime nel 2020.

L’Agenzia delle entrate, tuttavia, rileva il ricorrere della prima condizione, costituita dal controllo indiretto di cui al combinato disposto del primo comma, n. 1, e secondo comma dell’articolo 2359 del codice civile. Sul punto, la circolare n. 9/E/2019 ha, infatti, chiarito che nell’ambito delle persone interposte andranno ricompresi i familiari di cui all’articolo 5, comma 5, del TUIR, tra i quali figura anche il coniuge.

Con riferimento alla seconda condizione, il professionista ha dichiarato in istanza che svolge un’attività rientrante in una sezione ATECO differente rispetto a quella in cui ricade l’attività svolta dalla s.r.l. indirettamente controllata (rispettivamente, sezione “M” e sezione “J”).

Sulla base dei…

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