Nuovi chiarimenti sul regime forfettario - Diario quotidiano del 28 maggio 2019

1) Guida pratica al pagamento dell’acconto IMU 2019

2) Associazioni sportive: ASD o Terzo settore, scelta quasi obbligata

3) Microcredito: facsimile modello di business plan

4) Fattura elettronica: aggiornato software Ade

5) Visto sul modello 730: nuove sanzioni per Caf valide solo dal 2019

6) Definizione agevolata liti tributarie: ok allo scomputo dell’imposta sostitutiva versata

7) Corrispettivi telematici: per il servizio marginale di mensa e di trasporto ai propri dipendenti niente obbligo

8) Trattamento fiscale della sopravvenienza attiva da riduzione dei debiti nell’ambito di un piano attestato

9) Ok all’apertura della partita Iva in regime forfettario per il pensionato

10) Ok al regime forfettario per il socio con due diversi codici attività e partite Iva

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9) Ok all’apertura della partita Iva in regime forfettario per il pensionato

Il pensionato può poi aprire, come ingegnere, la partita IVA in regime forfettario per lo svolgimento di un’attività di lavoro autonomo professionale che è stata esercitata, in via prevalente, nei confronti dell’ex datore di lavoro.

Lo chiarisce l’Agenzia delle entrate con la risposta n. 161 del 27 maggio 2019, emessa a seguito dell’istanza d’interpello presentata da un contribuente che, avendo maturato i requisiti pensionistici al termine del 2017, ha fatto presente di aver cessato il proprio rapporto lavorativo con la società alla fine del medesimo anno e, conseguentemente, di essere titolare, dal mese di gennaio del 2018, di una pensione di vecchiaia.

Sul caso, con la circolare n. 9/E del 10 aprile 2019, è stato chiarito che, con specifico riferimento ai pensionati che percepiscono redditi di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 49, comma 2, del TUIR, gli stessi non incorreranno nella causa ostativa in esame qualora il pensionamento sia obbligatorio ai termini di legge.

Pertanto, se il pensionamento sia intervenuto per obbligo di legge nel corso del 2017, non risulta integrata la causa ostativa di cui alla lettera d-bis) del comma 57 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014, secondo quanto chiarito dalla citata circolare n. 9/E del 2019, e l’istante non decade dal regime forfetario nel periodo d’imposta 2020 (fermi restando gli ulteriori requisiti e cause ostative).

La lettera d-bis) del comma 57 prevede che non possono avvalersi del regime forfetario le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro, ad esclusione dei soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatorio ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

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10) Ok al regime forfettario per il socio con due diversi codici attività e partite Iva

Il contribuente può avviare la nuova attività in regime forfettario, in forma di ditta individuale, purché la società di cui detiene la partecipazione svolga attività di fatto differente, con due codici Ateco diversi e due partite IVA.

Pertanto, l’imprenditore individuale può applicare, per l’anno 2019, il regime forfetario previsto dalla legge 190 del 2014.

Sulla base dei chiarimenti forniti già forniti dalla circolare n. 9/E, l’Agenzia delle entrate, con la risposta n. 162 del 27 maggio 2019, afferma che, ove le attività effettivamente esercitate dalla persona fisica e dalla società controllata dovessero ricondursi a due sezioni ATECO differenti (esame vertente su una questione di fatto non esperibile in sede di interpello e su cui rimane fermo ogni potere di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria), non risulta integrata la causa ostativa di cui alla lettera d) del comma 57 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014; circostanza che non comporta la decadenza dell’istante…

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