Notifiche via PEC: il caso della cartella ed il processo tributario telematico - Diario Quotidiano del 29 maggio 2019

Le notizie di oggi:
1) Notifiche via pec della cartella di pagamento in “PDF” comunque valida se raggiunge lo scopo
2) Notifiche via PEC prima dell’attivazione del Processo Tributario Telematico inesistente
3) Imposta sui servizi digitali: prime osservazioni
4) Modello Redditi con invio solo telematico
5) Assegni nucleo familiare anche tramite commercialisti/consulenti
6) Sport bonus per il 2019: Dpcm “bollinato”
7) L’accertamento delle Entrate non interrompe la prescrizione dei contributi omessi
8) Dati dei commercialisti confluiranno nell’anagrafe tributaria: Intesa tra Entrate/Cndcec
9) Cabine foto automatiche: Ok all’imposta sulla pubblicità; Flat tax per tutti; Osservatorio sui bilanci delle SRL
10) Regime forfettario al via per il biologo vincitore di concorso con l’ASL; altre risposte delle Entrate del 28 maggio 2019

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1) Notifiche via pec della cartella di pagamento in “PDF” comunque valida se raggiunge lo scopo

Notifiche via pec della cartella di pagamento: alcuni temi interessanti vengono esaminati dalla giurisprudenza di merito, tra cui la pronuncia della CTR emiliana n. 630 del 28 marzo 2019, con la quale si occupa degli adempimenti da rispettare riguardo le modalità di notifica della cartella di pagamento.
Intanto, i giudici emiliani si soffermano sull’obbligo di procedere alla notifica telematica agli indirizzi risultanti dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica INI-PEC per le sole imprese individuali e i professionisti.

Si tratta, secondo la CTR, di una questione del tutto irrilevante nel caso di specie, ovvero quella di stabilire se l’articolo 26 D.P.R. 602/1973 abbia introdotto un obbligo o una facoltà in merito alla notifica via pec nei confronti di imprese e professionisti, poiché il contribuente ha, nei fatti, preso esatta visione della cartella e svolto le proprie difese giudiziali.

Altra questione trattata dalla CTR emiliana riguarda la validità dell’allegazione di una copia della cartella in formato “pdf”. Spiegano i giudici che tale formato realizza gli standards di sicurezza richiesti dalla legge quando si tratta di copia della cartella che viene consegnata al contribuente e, dalla cui impugnazione, si evince che la notificazione ha raggiunto il suo scopo.

La cartella, infatti, altro non è che la manifestazione del ruolo depositato presso l’ente ed è emessa in unico esemplare, per cui l’utilizzo del formato “p7m” in luogo del “pdf” è da riferire alla cartella e non alla semplice copia come nel caso in esame.
(Comm. Trib. Reg. per l’Emilia-Romagna: Sentenza n. 630/1 del 28/03/2019)

A proposito di notifica della cartella leggi anche:

Notifica via PEC, valida in PDF

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2) Notifiche via PEC prima dell’attivazione del Processo Tributario Telematico inesistente

E’ inesistente la notifica dell’atto di appello effettuata a mezzo PEC dal difensore del contribuente in epoca in cui tale forma di notifica non era ancora prevista nel processo tributario.

La Suprema Corte, rilevando la specialità del processo tributario, ha dunque ritenuto non applicabile l’art. 1 della Legge n. 53/1994 in base al quale “la notificazione degli atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale può essere eseguita a mezzo di posta elettronica certificata”.

Da tale assunto deriva la non sanabilità della notifica effettuata dal legale prima dell’attivazione del processo tributario telematico nella Regione in base all’art. 156 Cod. Proc. Civ.

Nello specifico le disposizioni tecniche relative al processo tributario telematico sono state adottate con D. M. 4 agosto 2015 e, in via sperimentale, il processo tributario telematico ha avuto attivazione in Umbria e Toscana a partire dal primo dicembre 2015 e successivamente in tutte le altre regioni.

Nel caso in esame, risalendo la notifica via PEC al 2011 ed essendo stato attivato il processo tributario…

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